Dott. Matteo Simone
Domenica, 26 luglio 2026 ore 00.01 è partita l'ottava edizione dell’Ultra del Turchino, organizzata da Impossible Target ASD.
Km 50 con circa 1.280 metri di dislivello positivo da Ovada (AL) a Genova Voltri attraversando il Passo del Turchino.
Il vincitore è stato Gian Luca Coniglio in 3h47'28", precedendo Christian Marzola 3h50'18" e Claudio Stefanini 3h53'44". Tra le donne ha vinto Francesca Corno 4h46'26", precedendo Francesca Di Modugno 4h50'16" e Paola Bottanelli 4h55'05".
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Gian Luca Coniglio (ASD Boves Run) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la vittoria all'Ultra Turchino, cosa significa per te? Per me era la terza partecipazione a questa gara, che amo particolarmente. L’avevo già vinta nel 2024 e quest'anno, nel 2026; mentre lo scorso anno ero arrivato secondo. È una corsa davvero speciale: si parte e si corre nella notte lungo un percorso di 50 km, molto duro e con un dislivello importante di circa 1.200 metri.
Davvero una conferma per Gianluca, tre partecipazioni con 2 vittorie e 1 secondo posto. Significa che è un forte ultramaratoneta, conosce bene il percorso e predilige le ore notturne.
Ti aspettavi di vincerla? Se mi aspettavo di vincere? L’obiettivo minimo era sicuramente il podio, volevo portare a casa un gran risultato. La mia arma vincente è stata la gestione: ho corso senza mai andare fuori giri, senza strafare né in salita né in discesa.
Qual è stata la parte più difficile? La parte più difficile è stata intorno a metà percorso, quando si è abbattuto un diluvio pazzesco. C’era acqua ovunque, sembrava letteralmente di correre in una piscina.
Tutto può succedere in gare di ultramaratona, soprattutto della durata di più ore. Bisogna saper gestire ogni situazione, dalla fame alla sete, al clima avverso con l’obiettivo di arrivare fino in fondo e possibilmente di arrivare a podio o vincere.
Hai temuto qualche atleta? Per quanto riguarda gli avversari, quando sei sulla linea di partenza e guardi gli altri negli occhi, sai che sono tutti competitivi. Io ho provato subito a dettare il mio ritmo e, a parte i primi 5 km, ho corso quasi tutta la gara da solo. Un plauso va al ragazzo arrivato secondo, un grande atleta che lo scorso anno era giunto terzo dietro di me. Quest’anno mancava Nicola Picardo — con cui ci siamo scambiati il primo e secondo posto nelle ultime due edizioni — sarebbe stata una bellissima battaglia.
Il 26 luglio 2025 Gian Luca si è classificato 2° all’Ultra del Turchino in 3h48’30”, preceduto da Nicola Picardo 3h38’00”, a completare il podio maschile Christian Marzola 3h49’01”. Tra le donne ha vinto Francesca Ferraro 4h11’00”, precedendo Elehanna Silvani 4h32’00” e Monica Francesca d’Urso 4h40’00”.
Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria? I miei familiari sono felicissimi e mi riempiono di complimenti.
Cosa hai scoperto di te stesso in questa gara? Da questa gara confermo a me stesso che con il giusto allenamento posso dare davvero tanto nelle ultramaratone. Negli ultimi 3-4 anni ho scoperto di essere molto più portato e competitivo sulle distanze lunghe rispetto alle gare brevi.
Alimentazione prima, durante, dopo questa gara? L'alimentazione è un altro aspetto fondamentale per gestire al meglio queste distanze. Ho sempre affrontato una 50 km proprio come se fosse una maratona: alla fine sono soltanto 8 chilometri in più, mentre una 100 km richiede un approccio leggermente diverso. In gara, sia sulla maratona che sulla 50 km, prendo semplicemente un gel ogni 7-8 km e solo acqua ai ristori.
Nella settimana che precede la corsa faccio il mio solito carico di carboidrati, mantenendo la dieta molto semplice senza fare cose strane. Esperimenti dell'ultimo minuto rischiano solo di comprometterti la gara.
L’esperienza aiuta a far meglio la prossima volta, aiuta a incrementare consapevolezza nelle proprie possibilità e capacità.
Un messaggio per avvicinare le persone alle ultramaratone? A chi vuole avvicinarsi alle ultramaratone consiglio di fare le cose per gradi: partire dalle gare corte e allungare la distanza piano piano. Per affrontare una 50 km, o addirittura una 100 km, è fondamentale aver già corso delle maratone.
Nell’endurance, nelle ultramaratone una caratteristica fondamentale è la pazienza, insieme alla gradualità, arrivare piano piano dove si vuole, con consapevolezza, fiducia e resilienza.
Cosa c'è dietro una vittoria? Dietro una vittoria c’è tantissimo lavoro e grandi sacrifici. Non si può pensare di essere competitivi senza allenamenti duri, macinando tanti chilometri a qualsiasi ora della giornata e seguendo un programma molto intenso.
Per puntare al successo bisogna essere focalizzati, avere elevata passione, lavorare duramente e saper sacrificare qualcos’altro fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, poi un po’ ci si può rilassare in attesa di un nuovo obiettivo da volersi impegnare.
Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara? Il pre-gara l’ho vissuto insieme a due miei amici che debuttavano per la prima volta in una ultramaratona. Volevano capire in prima persona cosa si prova a spingersi oltre la maratona e vivere l'esperienza di queste gare Ultra.
Trattasi di esperienze molto intense da voler e poter fare con adeguato allenamento e mettendosi in gioco senza stress.
A chi la dedichi? Questa vittoria la dedico in primis a me stesso, per tutti i sacrifici fatti, ma un grazie enorme va anche ai miei compagni di squadra e amici. Correre da solo per 5 volte a settimana mi serve per temprare la mente — perché in un’ultra sei solo con te stesso — ma condividere un paio di uscite a settimana con il gruppo è stimolante e fondamentale per non isolarsi.
Trattasi di gare dove bisogna fare tanti chilometri ma anche lavori di qualità e ogni tanto fa piacere condividere uscite con amici senza stress.
Prossimi obiettivi? Ora il mio prossimo obiettivo sarà una 100 km in Spagna, dove gareggerò nella categoria Master. Inoltre, prossimamente sarò pacer nelle maratone di Venezia, Firenze e Pisa.
Mettere la mia esperienza al servizio degli altri e aiutare tanti runner a conquistare il proprio personale mi dà una soddisfazione enorme. Correre per gli altri mi rende davvero orgoglioso del lavoro fatto finora.
Ottimo esempio per tanti, fare sport per cercare il successo ma anche permettere ad altri di raggiungere il proprio successo personale.
Dott. Matteo Simone








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