lunedì 27 luglio 2026

Adriano Leidi (classe 1941) 1° M80+ alla 50km del Gran Sasso 2026

 Dott. Matteo Simone

Domenica 26 luglio 2026 ha avuto luogo l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km.

Il vincitore è stato Filippo Bovanini in 3h2539”, precedendo Pierpaolo Pio Bovenzi 3h3055” e Matteo Zucchini 3h3134”.
Tra le donne ha vinto Federica Moroni 4h0650£, precedendo Denise Tappata 4h0927” e Barbara Cimarrusti 4h2517”.
Grandissimo protagonista della gara è stato l’ultraottantenne Adriano Leidi (Podistica Solidarietà), il meno giovane (classe 1941), che chiude la 50km del Gran Sasso in 7h0338” e di seguito approfondiamo la sua conoscenza.
Le parole di Adriano Leidi prima della gara: “La 50 del Gran Sasso è attraente sia di percorso che di natura, io l'ho fatta 7 volte. L'importante è arrivare come dice Minnici: ‘Piano ma arriviamo’, poi se sì fanno bei tempi è ancora meglio.”

In effetti Adriano sembra essere eterno, ha iniziato a correre quando era già grandicello, a circa 50 anni e ha ottenuto tanti successi, soprattutto nelle ultramaratone.
Adriano, infatti, continua a essere uno dei pochi della sua fascia di età a parte
cipare e portare a termine gare considerate estenuanti e difficili, ma non impossibili, come la 50 km del Gran Sasso, bellissima con tratti in salita ma un panorama stupendo e ristori molti vari e ricchi per ogni dieta.
Questa è la sua ottava partecipazione alla 50 km del Gran Sasso e sempre primo di categoria, da quando aveva 65 anni fino a ora che ne ha 85.
Quest’anno, nel 2006, Adriano ha corso 3 gare da 50 km: a febbraio la 50 km del Conero, a maggio la 50 km delle Crete Senesi e il 26 luglio la 50 km del Gran Sasso
Di seguito le sue parole in risposta ad alcune mie domande:
Grandissimo! Ha fatto caldo? A campo Imperatore c’era tantissimo vento e non si riusciva a correre, addirittura avevo difficoltà a camminare. Per questo motivo ci ho messo più del solito, anche i primi arrivati hanno trovato difficoltà hanno impiegato più tempo rispetto a quanto previsto. 
In famiglia erano preoccupati? Mia moglie e mia figlia non si preoccupano, sanno che sono specialista delle ultramaratone. Peccato che ho iniziato tardi, avrei avuto grandissimi risultati da giovane ma d’altro canto, avendo iniziato tardi posso durare più a lungo e continuare a essere famoso; infatti, in ogni gara annunciano il mio arrivo dicendo la mia età e questo mi fa capire che davvero ho tanti anni.

In effetti Adriano sta diventando famoso nelle ultramaratone come il Re Giorgio Calcaterra, si parla di lui, delle sue imprese, del suo coraggio nell’affrontare gare talmente dure dif
ficili, alla sua età, tanti suoi coetanei hanno difficoltà a camminare e lui corre per 50 km tra le montagne dell’Abruzzo come un giovanotto.
Prossima gara? La prossima gara sarà 'La Speata’.

Il giorno dopo la gara per tanti durissima ma per Adriano ordinaria amministrazione, al punto che ha già il coraggio di pensare alla prossima gara dopo una settimana, la Speata una gara tutta in salita per 12 km, ma per lui è una passeggiata, cosa vuoi che sia!
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Adriano attraverso risposte ad alcune mie domande di un po’ di tempo fa.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?
Intorno ai 50 anni portavo i mei due figli al Centro di Atletica ‘Tre Fontane’ e mentre stavo a guardare i loro allenamenti, vedevo diverse persone, anche anziane, che correvano. A un certo punto mi è venuta voglia di corricchiare per non stare sempre fermo. Per cui salivo sul boschetto dietro la ‘Madonna delle 3 fontane’ e mi muovevo. Così il 15 marzo 1992, mi è capitata l'occasione di fare la prima corsa, la ‘Roma Ostia’ in 1h47'06, sostituendo un certo Tulli che non poteva partecipare causa lavoro.

Così Adriano ha iniziato a correre e non si è più fermato, conseguendo primati importanti soprattutto in gare di lunga distanza.
La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? La gara dove ho sperimentato le emozioni più belle è stata la “100km dei Faraoni’, svoltasi in Egitto. La bellezza dell’itinerario in mezzo al deserto, poi mi sono dovuto fermare, attraversando un villaggio, per il passaggio di un breve funerale e la visione di alcune piccole piramidi, insomma mi sembrava di essere calato a 4000 anni fa.

Il 28 novembre 2003, Adriano si è classificato 4° alla “
100 km Pharaonic Race (EGY)”, in 10h07’22” (all’età di 62 anni). Il vincitore fu l’egiziano Dehaise Mahmoud 8h34’10” precedendo il tedesco Oliver Lechtenfeld 9h29’41” e il britannico Howard White 9h58’17”.
Cosa pensano familiari e amici del tuo sport? I miei familiari e amici mi guardano con una certa ammirazione e mi chiedono sempre qual è la prossima gara e di quanti km.

Adriano sembra essere una grande viaggiatore ed esploratore, prima di tutto di se stesso e poi di popoli e culture, spostandosi con il camper e la sua famiglia in giro per il mondo.
Hai sperimentato il limite nelle tue gare? Sì, perché la mia gara più lunga è stata di 150km da Castiglion Fiorentino a Cesena, chiamata ‘TransAppenCup’, passando il valico di Montecoronaro che ricorda la zona dove nasce il Tevere, ma è stata anche una gara di sofferenza perché non assistita. Ricordo che intorno al 100° km, era notte, mi ha fermato la polizia chiedendomi dove andavo.

Lo sport di endurance come le ultramaratone prevede una grande preparazione fisica e mentale ma anche delle avventure e aneddoti bizzarri in quanto si tratta di gare considerate estreme e fuori la normale quotidianità, non considerate da atleti e nemmeno da passanti o forze di polizia.
Quali sensazioni sperimenti facendo sport (pre-gara, gara, post-gara? A parte qualche gara, praticamente l’unica quella citata di 150km, le sensazioni provate sono sempre state positive. Primo perché, dall’allenamento alla gara e poi al traguardo della competizione, il fisico si irrobustisce e la fatica non è elemento che ti abbatte ma ti fortifica sapendo che elimina quelle sostanze negative che si creano con l’alimentazione tipo colesterolo cattivo e zuccheri nocivi. Qualche volta esagero mangiando qualche cosa che non dovrei (tipo dolci che mi piacciono molto) sapendo che dopo le elimino facendo allenamento prolungato e veloce.

Interessante la testimonianza di Adriano, soprattutto relativa al concetto di fatica
che tanto fastidio non fa ma anzi irrobustisce, rende più forti e sicuri, permette di sviluppare la consapevolezza di potercela fare se si continua, persiste, insiste, con fiducia e resilienza.
Quali sono i tuoi pensieri in allenamento e in gara? I pensieri in allenamento sono legati ai vari modi di correre, per acquisire la velocità e la potenza, che ho appreso sulle varie riviste di ‘Correre’ (non ho mai avuto un allenatore, mi sono sempre adattato leggendo ma devo anche dire che alle volte un bravo allenatore mi avrebbe aiutato a non cadere in fasi di affaticamento in gara).

A volte è importante avere persone vicine che consigliano, che sono esperti e competenti e sanno dare le giuste indicazioni per fare meglio e/o per evitare infortuni e/o insuccessi.
La tua gara più estrema o più difficile? La mia gara più estrema e difficile ma anche più esaltante, la ‘100km dei Faraoni’ perché essendo in clima secco non sentivo necessità di bere spesso e questo mi ha condannato a camminare intorno al 65° km e dal terzo posto sono passato al sesto, essendomi passati avanti 3 concorrenti. Ogni partecipante alla gara aveva una persona, in macchina, con acqua e qualcosa da mangiare e questa persona mi diede una pepsi cola, ebbene intorno al 75°km ho ripreso a correre recuperando due che mi avevano superato ma non sono riuscito a riprendere il terzo, per cui arrivai quarto e questo mi ha ‘roduto’ parecchio perché essere premiati all’estero è una cosa esuberante come mi capitò alla 50km del Mar Morto in Giordania.
Cosa ti fa continuare a fare sport?
Mi fa continuare a fare sport la salute perché lo sport, e in questo caso la corsa, è la medicina più buona, tutte le altre servono a poco o addirittura sono nocive.

Lo sport risulta essere sempre più una sorta di medicinale senza effetti collaterale se praticato con metodo, testa, preparazione fisica e mentale.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? Una frase o parola che ti aiuta nelle difficoltà? Purtroppo, nelle mie serie di gare e soprattutto le ‘supergare’ c’è una sconfitta che mi rimane nella mente e nel fisico e si chiama ‘Spartathlon’ che richiama alla mente la storia greca. Infatti, la leggenda dice che Filippide andò da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria dei Greci sui Persiani mentre la storia vera dice che Filippide andò da Atene a Sparta per chiedere aiuto che non ottenne e quindi non fece 40km ma 240 e altrettanti di ritorno. Per questo, nel 2002 mi ero iscritto alla Spartathlon ma in seguito alla gara di 150km fatta prima, avevo perso tutti i valori della ferritina e sideremia e non riuscivo più a recuperarli. Alla Spartathlon, intorno al 93°km, ho visto che facevo troppa fatica e non potevo portarla a termine per cui decisi di ritirarmi e questa gara, legata alla storia della corsa che mi ha visto sconfitto, è rimasta nella mia memoria, ma come in tutti gli eventi negativi ho anche una frase che mi fa andare avanti e conquistare qualche successo e si chiama: ‘Boia chi molla’

Gare dure ed estreme come la
Spartathlon potrebbero anche lasciare il segno, se c’è bisogno ci si può arrendere e fermarsi, ritirarsi senza considerarla una sconfitta perché si mette in conto che trattasi di una grande sfida e comunque si apprende sempre dall’esperienza, da qualsiasi esperienza andando sempre avanti.
Un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? A tutti i ragazzi direi di fare sport perché fa stare bene in salute e aiuta a superare le difficoltà della vita.
Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e performance? Io ho sempre corso a modo mio però se avessi avuto un allenatore che capiva le mie capacità forse il tempo alla 100 km a 60 anni sarebbe stato ancora meglio di 8h45'54''.

Il 22 settembre 2001, Adriano si è classificato 5° alla 7^ ‘Lupatotissima’, 100 km su strada, in 8h45’54”. La gara è stata vinta da Salvatore Naccari 7h54’12”, precedendo Eraldo Loi 8h26’37” e Daniele Camoni 8h32’30”.

Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

 

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