Dott. Matteo Simone
Aldo Zaino, ex atleta, classe 1935, sembra essere ancora alquanto resiliente affrontando ogni difficoltà come un’opportunità e un'esperienza di vita.
Le sue parole il 15 luglio 2026: “Matteo buona sera per il caffè dobbiamo rinviare in futuro. Ieri, purtroppo, ho avuto uno sbandamento e sono caduto, mi sono fratturato il femore, sono al Policlinico, domani mi operano. Come vedi non mi faccio mancare nulla, mancava una frattura. Che dire prendiamola con Filosofia”.
Purtroppo, succedono disavventure e tocca riorganizzarsi nella vita anche se l’età avanza, rimandando impegni e progetti a più tardi.
Aldo è un uomo di sport e di mondo, ha tantissima esperienza durante i suoi primi 91 anni di vita e sa accogliere ogni circostanza, anche la più avversa come un evento da gestire, affrontare, superare, come insegnamenti di vita e maggior conoscenza di se stesso.
Non possiamo che dargli coraggio e sostenerlo in presenza o con messaggi per cercare di alleviare i suoi dolori e le sue sofferenze ma lui sembra essere superiore a tutto ciò e trova sempre un modo per mettersi in gioco trasformando ogni esperienza anche la più negativa in una missione per poter aiutare e consigliare gli altri.
Oltre a ricevere sostegno e coraggio da altri per se stesso, è lui stesso che da coraggio anche agli altri pazienti e agli operatori sanitari, soprattutto in questi giorni di caldo estremo. Aldo Zaino sembra avere la missione di essere un esempio e può aiutare tante persone.
La presenza di Aldo Zaino è terapeutica in ogni contesto e con ogni persona, in ospedale cerca di aiutare e sostenere sia i pazienti ricoverati che il personale sanitario facendo lezioni di esperienze di sport e di vita e convincendo sanitari a praticare sport, insomma a salire su un treno dello sport, possibilmente il podismo che lui ben conosce avendolo praticato fino a qualche anno fa anche da campione internazionale master.
Di seguito le sue parole: “Matteo fra i tanti podisti in autunno dobbiamo aggiungerne un medico che ho convinto a fare sport e di preferire la corsa perché gli ho elencato tanti consigli, tra i tanti il basso costo e non essere vincolato a un orario di palestra.”
Lo sport aiuta a comprendere il significato dello sforzo e dell’impegno, aiuta a conoscersi sempre di più soprattutto nelle condizioni difficili dove si tratta di prendere decisioni e di andare avanti. Lo sport permette di comprendere l’unione del corpo, mente e cuore; l’importanza della passione, il credere nelle cose che si fanno, credere in se stessi.
Il tempo passa in ospedale e anche al di fuori dell’ospedale e Aldo nota i suoi progressi grazie all’aiuto dello staff di medici e fisioterapisti che si occupano di lui e cercano di rimetterlo al mondo nel miglio modo possibile: “Matteo mi hanno cambiato reparto, sto in fisioterapia, io credo che sia un grande passo in avanti, mi hanno richiesto scarpe e pantaloncini sportivi, non per correre è ovvio ma per fare riabilitazione e di questo fatto ne sono veramente felice. Oggi ho la possibilità di intravedere la fine del tunnel.
A una persona che ha sempre fatto sport ed è stato un campione se gli fai indossare scarpe e abbigliamento sportivo lo rendi felici e dai un senso alla sua vita, così Aldo si può rimettere in moto un po’ alla volta per riprendersi la sua autonomia e pensare di uscire al più presto dall’spedale per tornare con i suoi amici.
E i progressi sono continui, giorno dopo giorno si aggiunge un tassello nella sua riabilitazione per tornare al cammino e all’indipendenza, così come da piccolo ha iniziato a camminare, cascando e rialzandosi: “Matteo buongiorno, ieri per la prima volta dopo 7 giorni di letto mi hanno fatto alzare e sedere su una carrozzina, e, dopo, spinto da un infermiere, mi hanno portato in giro per mostrarmi il reparto per gli esercizi e lungo un corridoio ci sono centinaia di carrozzine parcheggiate tutte diverse, ciò fanno capire che le fratture sono diverse e tante e, poi, per la riabilitazione ogniuno ha bisogno di un mezzo adeguato.
Poi mi hanno portato nella stanza per la terapia piena di attrezzi e di pazienti (8 o 9), di dottori e studenti e mi hanno assegnato a una fisioterapista di nome Sara, bella ragazza, alta con gli occhiali, brava e paziente, due ore di esercizi senza stanchezza e dolori. Ma prima di iniziare è successo qualcosa di meraviglioso, un dottore vedendo la mia maglietta sportiva mi ha chiesto: ‘ma tu facevi sport?’, ‘Ho fatto per anni podismo e lui: ‘anch'io sto con la Società di Peppe Minnici’, grande amico e lì, caro Matteo, è iniziato qualcosa di meraviglioso, tante domande: ‘a che età hai cominciato a correre e a che età hai smesso? Ecc. ecc. E io, avendo un gran maestro come te, caro amico, ho spiegato loro l'importanza di fare sport, in modo particolare podismo, in quando ha delle possibilità più economiche e più libertà senza orari di palestra e via via. Non mi sono dimenticato del tuo motto: ‘ragazzi lo sport allunga la vita’, a quel punto mi sono reso conto che mi sono trovato in una situazione identica a quella parabola del Vangelo quando Maria e Giuseppe non trovavano più Gesù e, gira che ti rigira, l'anno trovato mentre parlava ai dottori. Buona giornata carissimo amico.”
Aldo Zaino sta trascorrendo davvero un’esperienza intensa in ospedale, non solo come malato bisognoso di cure e riabilitazione, ma anche come persona che intrattiene team e staff di sanitari, medici, fisioterapisti trasmettendo il grande potere dello sport come strumento di benessere e performance.
Aldo Zaino ha ricordi resilienti di anni di successi quale il 2015, vincitore categoria M80 maratona Roma 22 marzo in 4h46’42” (real time 4h44’11”) e argento individuale europei mezza maratona in 2h01’45” e oro a squadra M80 mezza maratona Grosseto 17 maggio.
Il 22 marzo 2015 Aldo Zaino vinse la categoria M80 alla 21^ Maratona di Roma in 4h46’42” (real time 4h44’11”) precedendo Ugo Marchionni 5h15’55” e Roberto Garuti 5h21’45”.
Il 17 maggio 2015 Aldo Zaino ha ottenuto un argento individuale e un oro a squadra M80 alla XIV^ Edizione dei Campionati Europei Master non stadia-Grosseto/Castiglione della Pescaia, in 2h01’45”, preceduto da Christian Vetsch (SUI) 1h59’32” e un oro a squadra grazie agli altri 2 italiani Angelo Cerello (2h13’48”) e Giacomo Mozzoni (2h20’45”).
Un grande Aldo Zaino per il fatto di raccontare e imprimere momenti di sport suoi e di altri attraverso foto che scatta prima, durante e dopo le gare e scrivendo articoli di presentazione gare ed eventi e resoconti eventi.
Aldo Zaino è consapevole di quello che può fare e dei suoi limiti, ascoltando suggerimenti di familiari e amici. Grande per aver creato il gruppo Facebook “podisti over 70” https://www.facebook.com/groups/1463063463948885 per dare visibilità e spazio a persone che continuano a fare sport felicemente e resilientemente ai quali la comunità dovrebbe essere grata per essere persone autonome grazie allo sport che li ha portati attivi con entusiasmo in età avanzate.
Questo è il vantaggio dello sport, preserva persone, le fa star bene fisicamente, mentalmente, emotivamente e anche dal punto di vista relazionale, perché lo sport abbatte muri e barriere, culturali e generazionali.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
Libri pubblicati: http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo








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