I miei allenamenti migliori sono i lunghi domenicali
Dott. Matteo Simone
È importante avere sempre una progettualità, sogni e mete sfidanti da portare a termine a seguito di periodi mirati di allenamenti impegnativi.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Silvio Sassi attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti descriveresti come atleta? Un comunissimo atleta che, nell'ambito del possibile, cura il proprio aspetto fisico senza stravolgere le proprie abitudini alimentari.
Come sei passato alle ultramaratone? La scelta di ripiegare sulle ultra e stata dettata da due elementi fondamentali: la voglia di misurarsi ogni volta con i propri limiti sul tempo e sulla distanza da un lato, e la necessità di abbandonare le gare di mezzo fondo per non incorrere in inutili infortuni data la mia età non più verde.
Molti atleti decidono di provare a correre ultramaratone per sfida personale o anche per rilassarsi maggiormente, passando dalle ripetute considerate un lavoro a volte stressante a una corsa più lenta e più duratura nel tempo.
Cosa — o chi — ha influenzato la tua scelta sportiva? Un banale infortunio al ginocchio avvenuto più di trenta anni fa mentre giocavo a calcio dopo il quale mi era rimasto solo il podismo l'unica foma di rifugio sportivo. Ora devo dire grazie a quell'episodio.
A volte si inizia a correre per caso e si scopre di essere portati e che forse non se ne può più fare a meno, appassionandosi in allenamenti e gare.
Di quali gare vai più fiero? Tutte le gare mi rendono fiero nel momento in cui le concludo bene.
Qual è stata la gara più difficile? La 24 ore tenutasi a Lavello (PZ) quattro anni fa dove a farla da padrone vi era un vento tesissimo che ci fece compagnia per quasi metà gara.
Gare di 24 ore sono molto difficili, si tratta di cercare di restare svegli e attivi per 24 ore di seguito e a volte il clima atmosferico può essere avverso e ostacolare ancora di più la prestazione.
Cosa pensano la tua famiglia e i tuoi amici del tuo sport? Pensano che il mio sport sia una forma benevola di una qualche patologia incurabile. Tutto sommato credo che un po' siano fieri di me.
Cosa hai scoperto di te stesso attraverso lo sport? Ho scoperto che attraverso lo sport io abbia ritrovato tutta una forza e una autostima che non pensavo di avere.
La pratica di uno sport permette di fissare obiettivi e prepararsi per portarli a termine, incrementando sempre più consapevolezze, autoefficacia e resilienza mel gestire ogni situazione.
Sogni realizzati e sogni ancora da realizzare? I sogni da realizzare sono sempre tanti, senza di essi verrebbe meno lo stimolo per allenarsi e per affrontare nuove sfide.
In che modo lo sport ti ha cambiato? Lo sport mi ha cambiato in positivo perché mi fa vedere la vecchiaia con una prospettiva diversa dalla solita, ossia quella di doversi misurare col tempo come se quest'ultimo fosse un dettaglio trascurabile.
Come ti ha aiutato lo sport nella vita di tutti i giorni? Nella vita di tutti i giorni lo sport mi ha aiutato tantissimo in quanto da sempre ha fatto da collante tra la vita professionale e la vita sportiva, senza mai trascurare i doveri di padre e di marito.
Praticare una disciplina sportiva significa ricavarsi spazi e tempi per allenarsi e partecipare a gare, trovando un giusto equilibrio tra vita familiare e lavorativa.
Un messaggio per incoraggiare le persone a provare le ultramaratone? Non ho un messaggio preciso per incoraggiare i podisti a cimentarsi nelle ultra, ma ho tanta voglia di affiancare amici e conoscenti che vogliono osare a farlo.
Alimentazione, pensieri e sensazioni: prima, durante e dopo una gara? Le sensazioni che provo prima e dopo una gara non sono mai le stesse anche se sono tantissime le gare disputate finora, ma ritengo sia più giusto così.
Quali sono i tuoi allenamenti migliori? I miei allenamenti migliori sono i lunghi domenicali in compagnia di amici se possibile.
La domenica è sempre riservata a gare sfidanti per testarsi e mettersi alla prova oppure ad allenamenti lunghissimi con amici.
Come alleni l'aspetto mentale? Alleno l'aspetto mentale pensando di percorrere tante piccole tappe da un'ora, meglio in solitaria.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta
380-4337230 - 21163@tiscali.it





Nessun commento:
Posta un commento