lunedì 23 gennaio 2017

Si impara sempre dall'esperienza, importante è mettersi in gioco


Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso. William Hart

Si impara sempre dall'esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.
E’ importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da quello da tutto ciò che succede per fare meglio in futuro e funzionare meglio come individui e come squadra conoscendosi meglio.
Il vero Team, si incontra dopo un'esperienza e vede cosa è andato male e come si può migliorare, ci si mette a tavolino, e si esamina al dettaglio quello che è successo, come possiamo far meglio la prossima volta, sono tante le modalità per far meglio.
Nel gruppo è importante conoscersi, confrontarsi, sostenersi, piano piano si cerca di fare progetti, è importante parlarsi, guardandosi negli occhi.
Riporto di seguito una testimonianza descritta nel testo Disciplinaliquida di Franco Del Campo, campione di nuoto, due finali alle Olimpiadi di Città del Messico (1968): “Partecipare ai Giochi Olimpici e magari raggiungere – anche se da ultimo – due finali, è il sogno supremo di chiunque faccia sport. Ma, per arrivare alla fine di questa lunga marcia, bisogna iniziare con un numero infinito di passi intermedi, di allenamenti, di gare piccole piccole, qualche volta vinte e più spesso perse (diffidare di quelli che vincono subito, troppo spesso e troppo facilmente: non riusciranno ad imparare dall’esperienza e a superare il prezioso stress formativo della sconfitta). Poi arrivano, lentamente, le gare più importanti, prima regionali e poi nazionali. E non ci sono scorciatoie. Ma a questo punto devi aver superato una certa selezione, basata – certo – sui tempi e sui risultati, ma soprattutto trascinata dalla determinazione, dalla testardaggine, dalla caparbia volontà di tener duro, anche se avresti voglia di fare altro.”

domenica 22 gennaio 2017

Giuseppe Di Gioia, runner: Negli allenamenti lunghi siamo solo io e la mia mente


Non bisogna mai smettere di sognare, è importante pianificare, programmare e vedersi mentalmente avanti nel tempo nel trasformare i sogni in realtà e poi impegnarsi duramente per la meta. Di seguito Giuseppe Di Gioia ci racconta la sua esperienza.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Nella mia vita non mi sono sentito mai campione in quanto, per me ogni arrivo è il punto di partenza per il prossimo obiettivo, questo se da un lato può essere un male, in quanto non porta a goderti il momento, dall'altro ti da lo stimolo per ripartire.”

sabato 21 gennaio 2017

Bruno Pilar, runner: Dimostrare a me stesso che posso fare quello che voglio

Provar pra mim mesmo que sou capaz de fazer o quero!

Chi fa sport aumenta la propria forza di volontà e la propria autostima, si diventa più forti mentalmente non solo fisicamente. Di seguito l’esperienza del runner Bruno Pilar.

Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione?  La difficoltà deriva dalla mancanza di incentivi e di infrastrutture per allenarsi, provengo da una famiglia povera, cerco di prestare attenzione ai più esperti, le mie qualità sono la forza di volontà ed il desiderio di performance!
Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere e performance? "Pochissimo riconoscimento, alcune persone mi sostengono ma la stragrande maggioranza mi dà solo una pacca sulla spalla! Voglio mandare un abbraccio alla famiglia 'IV Clima Adventure Tores Trail Run' che mi hanno accolto, per non parlare del mio primo allenatore Adair José Gonçalves Ian Pinho. Anche Caju, Malta, Flavia, Nilton Santos mi hanno aiutato molto, hanno fatto una grande differenza”.

venerdì 20 gennaio 2017

Sara Valdo, runner: Con impegno, sacrificio e divertimento nulla è impossibile

Matteo Simone 

Lo sport avvicina persone, culture e mondi e rende felici. Lo sport per approfondire la conoscenza di se stessi, sport per sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di comfort, per apprendere. 

Sara Valdo ha tanto da raccontare della sua vita di gare ardue ed impegnative, di lunga durata, 24 ore ed anche di più come la nove colli running di 202,400 km che prevede un tempo massimo di 30 ore.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? C’è un altro sport che vorresti praticare?Da giovane ho praticato sci, nuoto e pallavolo, non a livelli competitivi, ma per il benessere di fare sport. Poi un giorno alcuni amici mi hanno proposto le non-competitive della domenica e da lì ho iniziato a correre. Mi piacerebbe fare un po’ di Triathlon, insieme alla corsa.”

Dovrebbero aumentare le gare non competitive per far avvicinare gente alla corsa e scoprire nuovi talenti. 

Lo psicologo dello sport per il benessere e la performance



Lo sport è da promuovere nelle scuole, negli ambienti di lavoro, negli ospedali, nelle istituzioni, è importante fare rete con le diverse figure professionali soprattutto professionisti dell’educazione come insegnanti ed educatori, ma è anche importante allearsi con i medici di famiglia, che invoglino i propri assistiti a fare prevenzione attraverso la pratica dell’attività fisica per sperimentare benessere.
Il benessere comprende quello fisico ed organismico, cioè l’attività fisica che permette di mettere in moto i diversi apparati circolatori, cardiaco, respiratorio; benessere a livello ormonale, di smaltimento di tossine.
Il benessere riguarda anche quello mentale, il permettere di scaricare tensione e stress che possono derivare da una giornata lavorativa o da altri impegni quotidiani di disbrigo faccende domestiche o burocratiche, lo sport ti permette di trovare un tempo tutto tuo dedicato a te stesso da solo o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, ti fa sperimentare sensazioni ed emozioni, anche fatica ed impegno con determinazione per raggiungere obiettivi e trasformare sogni in realtà.
Benessere relazionale oltre quello fisico e mentale facendo sport insieme ad altri, condividere esperienze di allenamento, di gara, fare qualcosa in gruppo, far parte di una squadra, di un esercito di sportivi che si iscrivono a competizioni da portare a termine confrontandosi tra di loro e dandosi consigli sui miglior allenamenti, su come aumentare al performance.
Benessere emotivo, a volte lo sport ti fa sperimentare di riuscire in qualcosa, ti eleva l’autoefficacia, e tutto ciò si trasferisce nella quotidianità, nell’ambiente famigliare e lavorativo, senti di riuscire in qualcosa, di avere delle capacità, risorse, caratteristiche che ti permettono di fare sport in modo continuativo con passione.

mercoledì 18 gennaio 2017

Il fantastico mondo dell'Ultramaratona



Sto continuando ad approfondire e sperimentare il mondo degli ultrarunner fatto di fatica e soddisfazioni, di programmi, di obiettivi, di percorsi, di viaggi interiori. L’esperienza continua sia in modo diretto partecipando ad alcune gare sia attraverso interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di queste discipline di sport di endurance e di ricerca personale.
Ciò mi ha permesso di scrivere già un libro con il recordman Daniele Baranzini dal titolo  Ultramaratoneta: analisi interminabile” ed un mio libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme".

Tanti sono i messaggi di apprezzamento e gratitudine da parte dei tanti atleti che fanno parte del mondo degli ultrarunner, un grazie a Nico Leonelli  per la sua gentilezza e le sue cortesi parole che riporto di seguito: “Matteo è veramente uno dei pochi che ha dato voce al mondo dell'Ultramaratona.”

Di seguito un breve stralcio della prefazione della Prof.  ISA MAGLI, del libro Ultramaratoneta: analisi interminabile http://www.arasedizioni.com/files/catalogo/popup.php?cID=1&pID=854
 
Visioni peculiari dell’ultramaratoneta sono strade, percorsi, sudore, fatica, amici ed avversari di gare che lo aiutano ad andare avanti e ad affrontare situazioni sempre più difficili. Sebbene abbia sopportato momenti di panico, paura, incertezze con rischi, pericoli e problemi di salute, tuttavia, apprezzando ancor di più la vita e rafforzandosi nella resilienza è pronto a rialzarsi e a ricominciare consapevole del suo passato, l’avventura con la corsa, perché in tal modo si sente vivo, attivo e con approccio meditativo.

Ultramaratoneti ‘matti’ motivati, resilienti con tanta voglia di mettersi in gioco


 

I famigliari inizialmente non approvano la passione di un ultramaratoneta che percorre tanti chilometri su strade o sentieri in condizioni atmosferiche difficili, a volte ai limiti della sopravvivenza, ma con il tempo comprendono che l’atleta si dedica ad una passione che lo coinvolge e che gli permette di sperimentare benessere.

Ecco la testimonianza di un anonimo ultrarunner: “Ho appena letto il tuo post e guardato le foto della tormenta di neve, dopo la mia ultra di ieri ho conosciuto una parte di me che probabilmente ancora non conoscevo..il mio post di ieri è la prova, freddo ghiaccio e neve, una persona normale non farebbe mai una cosa del genere ma chissà perché noi ‘matti’ ultramaratoneti siamo spinti chissà da cosa, ieri personalmente avevo in mente di finire la mia gara in maniera diversa ed in meno tempo ma date le avverse condizioni meteo solo oggi dico a me stesso di essere più forte di ieri.. dopo ieri la motivazione e la resilienza hanno aumentato in me la voglia di continuare a mettermi in gioco.”

Gli amici inizialmente considerano l’atleta fuori di se, ai limiti della pazzia, ma con il tempo apprezzano gli aspetti del carattere che gli permettono di sostenere allenamenti e competizioni di lunghissima durata e di difficoltà elevatissima, diventando quasi fieri di essere amici e raccontando in giro le gesta, così a volte sono considerate, dei propri amici atleti, quasi a vantarsi di conoscere gente che fa l’impossibile, extraterrestri.

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