domenica 29 novembre 2020

Maria Elena Trulli: Lo sport mi ha curata, la corsa mi fa stare bene

 Un'amica, iscritta alla Podistica Solidarietà, mi ha iniziata al podismo 

Matteo SIMONE

A volte lo sport diventa la cura per le persone, lo sport fa star bene coltivando una passione impegnativa con costanza e in compagnia. Si fa sempre in tempo a praticare sport di propria iniziativa o coinvolti da amici o altri. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Maria Elena attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Qual è stato il tuo percorso nello sport?Percorso tradizionale, da alunna...medie...liceo...etc. palestra, tanto nuoto. Poi, ‘da grande’, ho iniziato in modo malato a frequentare la palestra. Ogni tipo di attività compensava il mio malessere. Poi spinning e il camminare all’aperto. Ma ero appagata e mi mettevo alla prova: io, pigrona e casalinga, mamma tuttofare e docente impeccabile, mostravo a me stessa un lato nascosto, latente, potenzialmente eccitante”.


La pratica di uno sport può davvero diventare una dipendenza ma permette di star bene, sperimentare benessere, curare anima, corpo e spirito

Chi ha contribuito al tuo benessere e/o performance? “Un'amica, iscritta alla Podistica Solidarietà, mi ha iniziata al podismo. Un gioco, una scommessa, una dipendenza: questo è diventata la passione per la corsa. Perché mi fa stare bene. Antistress e cura estetica”. 


La Podistica solidarietà è una grande squadra diretta dal Presidente Giuseppe Coccia, un'opportunità per far parte di un gruppo di persone che si allena e gareggia ma partecipa anche ad attività di solidarietà e volontariato. Io stesso sono ciclista e triatleta di Podistica di Solidarietà, dove ogni atleta può essere una risorsa per l’altro. 

Un'esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “Ce la posso fare…beh, quando mi allenavo per la maratona, in inverno e con la pioggia”. 


Lo sport permette di fare esperienze dure e faticose per raggiungere obiettivi sfidanti difficili ma non impossibili. E tutto ciò poi si trasferisce nella quotidianità, ci si organizza per superare qualsiasi problema che non è per sempre.

Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? “I miei genitori contenti, le mie figlie anche. Forse sorprese rispetto alle alzatacce per le gare o di fronte a certe scelte alimentari che a volte non mi consentivano di gozzovigliare come vorrei”. 


Il benessere che si percepisce attraverso lo sport si espande anche tra amici e familiari, si diventa più in pace con sé stessi e più socievoli, ne beneficiano non solo l’interessato ma anche chi gli è accanto. E' uno stile di vita che coinvolge anche altri. 

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Episodi divertenti quelli legati alle vittorie: a seconda delle categorie di età si vince qualcosa e spesso riportavo un vinello, o un salametto, dell’olio, ah ah ah , molto divertente”. 


Infatti lo sport fa portare a casa sempre qualcosa, non solo panni sporchi ma anche divertimento, a volte premi, medaglie, coppe, podi, risate e buona compagnia.

A cosa devi prestare attenzione nella pratica del tuo sport? “Attenta... vediamo...attenta a premere troppo con gli allenamenti, all’alimentazione, a trascurare gli altri”. 


Bisogna sempre essere presenti a se stessi, fare le cose con attenzione senza stress e pressioni, osando ma non esagerando per non perdere di vista se stessi e gli altri. 

Hai rischiato di mollare? “Lo sport mi ha curata, e trovo carica ad incontrare amici e persone praticando la corsa”. 

L'evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “I momenti più emozionanti, le maratone gareggiate”. 


Lo sport rimette al mondo le persone, anche se si fatica il benessere che si percepisce supera tutto, qualsiasi salita, qualsiasi gara impegnativa o muri di maratone. 

La tua situazione sportiva più difficile? “Il momento più difficile...la metatarsalgia che mi ha impedito di poter lavorare con assiduità, serenamente. Tuttavia non mi sono fermata (avrei dovuto, però) e testardamente ho continuato. Altro momento duro, lo stop causa Co-19. Drammone. Stop totale a tutto e anche alle uscite podistiche. Alle domeniche di gara, agli appuntamenti tradizionali”. 


Si mettono in conto gli infortuni ed è difficile gestire i momenti, anzi i periodi lunghi a volte di stop dallo sport, si è tentati di continuare ma gli atleti sono proprio così, non mollano e a volte peggiorano la situazione, ma prima o poi si esce fuori e si torna a sorridere e divertirsi grazie allo sport.

Prossimi obiettivi? "Poter correre non gare virtuali; sorridere e parlare non da remoto. E dato che ‘domani è un altro giorno’“, scriverò a breve un’altra pagina del romanzo della mia vita”. 


Un po’ tutti stiamo attraversano un lunghissimo periodo di privazione e di malessere per non poter far qualcosa che ci fa star bene, ma bisogna essere pazienti, fiduciosi e resilienti e saper aspettare i tempi migliori intanto organizzandosi diversamente. 

Come ti vedi a 70 anni? “A 70 anni non riesco ancora a vedermi, ma spero di non cambiare molto, né di testa né di altro”. 


Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

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