Dott. Matteo Simone
Negli anni 2000, c’erano fortissime ultramaratonete italiane che conquistavano podi, vittorie e primati.
Soprattutto alla 100km del Passatore, da Firenze a Faenza, tra le più forti c’erano Monica Casiraghi e Monica Carlin.
Monica Carlin è l’italiana con più vittorie al Passatore (2006, 2008, 2011, 2012) facendo doppietta con Giorgio Calcaterra che ha vinto consecutivamente 12 edizioni dal 2006 al 2017.
Monica Casiraghi ha vinto 3 edizioni della 100k del Passatore: il 26 maggio 2001 in 08h11’43”, il 24 maggio 2003 in 07h59’41”, il 30 maggio 2004 in 08h03’03”.
Monica Carlin è l’atleta italiana che ha la miglior prestazione al Passatore, facendo più volte il record della gara. Nel 2006 vinse in 7h51'38", il precedente record della gara era della britannica Eleanor Adams Robinson 7h52'15" edizione del 1991. Monica fece meglio l’edizione del 2008 in 7h39'42" e ancora meglio il 2012 in 7h35'07".
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Casiraghi e Carlin attraverso risposte ad alcune mie domande di un po’ di tempo fa.
Casiraghi: “Ho iniziato a correre da bambina, prima gare veloci poi mezze maratone e maratone cercando sempre di migliorare. Poi sono passata alle ultra, perché sentivo che quella era la mia strada; alla fine di ogni maratona potevo continuare ancora per km e perché il mondo dell’ultramaratona è affascinante! La mia prima ultra è stato un mondiale di 100km, una sfida con me stessa!”.
Carlin: Ho corso 1 maratona nel 2004 (prima gara in assoluto) e 3 nel 2005; poi ho corso la Pistoia-Abetone.
La fatica fisica viene ripagata da un benessere mentale prima di tutto e poi anche da una soddisfazione derivante da vittorie. Non è da tutti riuscire a primeggiare in gare lunghe e a condizioni considerate quasi estreme.
Monica Casiraghi esordisce nella 100km a 30 anni, età giovanissima per l’ultramaratona, il 15 maggio 1999 classificandosi in 16^ posizione al Campionato Mondiale 100km di Chavagnes en Paillers (FRA) in 8h08’54”.
Il 26 giugno 2005, Monica Carlin arrivò 2^ alla 30^ edizione della Pistoia-Abetone Ultramarathon, 52km corsa su strada, con il crono di 4h38’13”, alla sua prima partecipazione, preceduta da Monica Casiraghi 4h33’23”.
Carla Leporatti (1977, 1985, 1986, 1987), Monica Casiraghi (2002, 2003, 2004, 2005) e Monica Carlin detengono il maggior numero di vittorie alla Pistoia-Abetone (2006, 2007, 2012, 2013).
Cosa ti motiva a essere ultramaratoneta?
Casiraghi: “La motivazione che mi spinge a essere un’ultramaratoneta è il fatto di cercare sempre di spostare un po' più in là il mio limite.”
Carlin: “Mi piace la fatica e lo sport di endurance.”
Hai mai rischiato per infortuni o altro di smettere di essere ultramaratoneta?
Casiraghi: “Si, ho pensato diverse volte di smettere per infortuni o per problemi di salute, ma non l’ho mai fatto perché sarebbe stata la strada più semplice.”
Carlin: “Finora tutti gli infortuni li ho superati bene. Nei periodi in cui sono stata infortunata, però spesso mi passava per la testa che non sarei più potuta tornare nella condizione precedente.”
Hai sperimentato il limite nelle tue gare?
Casiraghi: “Sì, sempre, perché ogni gara di lunga distanza arriva sempre la crisi e sta a te saperla gestire e superare.”
Carlin: “Finora mai; il mio nemico n. 1 è il freddo e l’ho patito veramente solo 1 volta all’Ultramarathon di Davos.
Il 29 luglio 2006, Monica Carlin ha corso la Swiss Alpine Marathon in Svizzera, 78km trail in 7h47’58”, gara vinta da Giorgio Calcaterra in 6h05’04”.
Quali meccanismi psicologici ti aiutano a partecipare a gare estreme?
Casiraghi: “Non penso che ci siano meccanismi psicologici, bisogna avere sempre una forte motivazione, essere resilienti e determinati.”
Carlin: “Arrivare in fondo bene ed essere regolare per tutta la gara.”
La tua gara più estrema o più difficile?
Carlin: “Nessuna in particolare la più difficile e nemmeno estrema. Per sforzo muscolare probabilmente i mondiali di Gibilterra nel 2010.”
Il 5 maggio 2007 Monica Casiraghi è arrivata 2^ ai Campionati Europei di 24h corsa su pista, totalizzando 217,989 km (13^ assoluta) preceduta dalla vincitrice Liudmila Kalinina (RUS) 233, 307 km (5^ assoluta), al 3° posto Rosario Munoz Olivares 210,721 km.
Il 7 novembre 2010, Monica Carlin è arrivata 2^ al 24° Campionato Mondiale 100km a Gibilterra in 7h30’50”, preceduta dalla britannica Eleanor Greenwood 7h29’05”.
Una gara estrema che ritieni non poter mai riuscire a portare a termine?
Casiraghi: “Non so forse una gara al freddo, con temperature a meno 20…non lo sopporterei.”
Carlin: “Nessuna credo, con la debita preparazione; dato che il mio fidanzato è allenatore, sono facilitata. Penso però che sarei più in difficoltà nelle ultratrail da correre in più giorni e in altura, visto che non sono particolarmente performante in discesa e patisco il freddo.”
Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?
Casiraghi: “Il fatto di mettermi sempre e comunque alla prova.”
Carlin: “Non ho mai spostato avanti i miei limiti fisici. Finora sono sempre arrivata piuttosto bene alle gare, a parte i crampi quando feci il record al Passatore in 7h35’ e quando feci il record italiano della 6 ore su pista nel 2010. Nelle occasioni in cui il fisico non mi seguiva, ho sempre deciso che era meglio ritirarsi.”
Monica Carlin detiene la miglior prestazione italiana 6 h su pista di 79,804 km, ottenuta il 26 settembre 2010 a San Giovanni Lupatoto (VR), la seconda miglior prestazione è di Paola Sanna 77,738 km, il 17 aprile 2004 ad Alzano Lombardo (BG).
Monica Carlin detiene la seconda prestazione italiana 6 ore su strada, 80,705 km ottenuta il 19 aprile 2008 alla 6 ore Bergamasca a Ciserano (BG), la miglior prestazione è di Silvia Luna 81,900 km, il 4 giugno 2023 a Kranj (SLO).
Cosa pensano familiari e amici della tua partecipazione a gare estreme?
Casiraghi: “La mia famiglia e amici hanno sempre approvato e appoggiato questa mia scelta di vita.”
Carlin: “Sono felici e mi appoggiano, perché conoscono come mi alleno e sanno che corro con la testa. Non ritengo che le gare che faccio possano qualificarsi estreme.”
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?
Casiraghi: “Del mio carattere le ultra mi hanno insegnato a essere sicura e determinata e a superare le paure della vita.”
Come è cambiata la tua vita familiare e lavorativa?
Casiraghi: “La mia vita familiare non è cambiata, ho imparato a ritagliare del tempo nella giornata per allenarmi.”
Carlin: “Riesco a conciliare bene fino a ora allenamento e lavoro.
Se potessi tornare indietro cosa faresti o non faresti?
Casiraghi: “Se tornassi indietro rifarei tutto perché quello che ho vissuto mi ha fatto diventare quella che sono: penso una persona migliore!”.
Carlin: “Direi che rifarei tutto quello che ho fatto sino a ora.”
Usi farmaci, integratori? Per quale motivo?
Carlin: “Mai farmaci, solo sali quando è caldo e carbogel in gara.”
Hai un sogno nel cassetto?
Casiraghi: “Ho mille sogni, spero di realizzarli, però uno alla volta!”.
Carlin: “Finora i sogni che avevo li ho realizzati. Ma mai dire mai…”
Gli obiettivi si raggiungono dopo averli prima sognati, se vuoi qualcosa, se ci tieni a qualcosa ti devi visualizzare avanti nel tempo e vederti raggiungere la tal cosa. Bisogna avere coraggio, determinazione e credere nelle proprie possibilità, impegnarsi e prepararsi al meglio per coronare propri sogni.
Un’intervista a Monica Casiraghiè riportata nel libro “Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti” – 8 ottobre 2018 di Matteo Simone (Autore).
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR










Nessun commento:
Posta un commento