Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.
A seguire David Colgan
7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45.
Tra le donne ha vinto
Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli
7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.
Di seguito approfondiamo
l’esperienza di Danilo Brambilla (Falchi-Lecco) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per il 5° posto al Passatore,
che effetto ti fa? Grazie di cuore. È stata una gara preparata un po'
all'ultimo momento, ho deciso infatti poco più di un mese fa di partecipare a
una gara che solitamente richiede molto più tempo di preparazione. Arrivo dallo
Skyrunning e quest' anno facendo anche trail più lunghi degli altri anni ho
deciso che poteva essere l'anno giusto per buttarmi nella mischia.
In effetti, trattasi di una gara davvero molto impegnativa e difficile
che richiede tanti allenamenti lunghissimi su strada, soprattutto in pendenza,
salite e discese e quindi dai 3 ai 6 mesi per chi già corre maratone ma se già
si è ultratrail si è avvantaggiati, si è abituati allo sport di endurance che
prevede tanta fatica, dislivelli e ore di corsa con qualsiasi condizione
climatica, sapendosi integrare e allenare, fisicamente e mentalmente.
Danilo Brambilla è fortissimo nell’ultratrail avendo vinto
quest’anno, lo scorso 25 gennaio 2026 la Ronda Ghibellina Plus 68,6 km in
6h38’51”, precedendo l’ex atleta della nazionale Carlo Salvetti 7h00’58” e
arrivando secondo lo scorso 9 maggio 2026 all’Ultra Trail del Lago di Como (UTLAC60)
62km in 6h38’25”, preceduto solamente dal campione del mondo Cristian Minoggio 6h09’.
Inoltre, ha ottenuto un ottimo crono in maratona 18 febbraio
2024, 2h26’03”, a Siviglia.
A questa edizione del Passatore 2026 ci ha provato ma più
che buttarsi nella mischia ha provato a mettersi davanti tra i primi,
sorprendendo un po’ tutti e credo, che in futuro, sentiremo parlare di lui, se
riuscirà a essere più prudente e alleandosi focalizzandosi anche sulla 100km su
strada.
Quando hai capito di non poter andare a podio? A gara finita
posso dire di essere veramente contento di come l'ho vissuta. Ho fatto una
brutta distorsione alla caviglia in gara 2 settimane prima e non ho mai pensato
che questa cosa mi compromettesse il Passatore e così è stato.
Sapevo di essere
pronto a giocarmi la gara pur consapevole che sarebbe stato difficile mantenere
un ritmo così elevato per tante ore. Non penso troppo agli altri intorno a me
durante la gara ma quando verso il 75 km mi hanno sorpassato in 3 durante una
piccola crisi, li ho capito che sarebbe stato difficile raggiungere il podio.
Ho provato ma avevo un ritmo diverso. Mi sono concentrato, ho ritrovato le
energie e un pochino anche me stesso, ho capito che comunque stavo facendo
un'ottima gara e così dopo 90 km ho ripreso a correre leggero e ho finito molto
bene.
In effetti, Danilo è partito velocissimo, con i più forti e tenendo il
passo per tantissimi chilometri.
A Vetta le Croci 16 km, Danilo è transitato insieme ad
Alessio e Julien in
1h09’16”, inseguiti a circa 1’ da David ed Enrico. Al Passo della Colla 48,2
km, transita Alessio per primo 3h24’56” inseguito a pochi secondi da Danilo
3h25’15” e a circa 6’ da Julien 3h31’01”, a seguire David con un distacco di
circa 7’ ed Enrico circa 12’.
Successivamente Alessio
continua a prendere vantaggio sui diretti inseguitori, a Marradi 64,8 km transita in 4h27’42”,
Danilo 4h33’09” e Julien 4h38’23”; a San Cassiano 75,8 km Alessio transita in
5h12’21”, Danilo 5h21’31” e Julien 5h23’14”.
A Brisighella transita
sempre primo Alessio in 6h01’59, precedendo di circa 9’ Enrico che ha fatto il
grande salto superando i tre atleti che lo precedevano, a seguire Julien a 1’,
David a 2’, Danilo a 4’ superato Enrico, Julien e David.
Cosa ti ha aiutato e chi ti ha aiutato? Mi hanno aiutato
tantissimo i miei angeli custodi, Lorenzo e Alex che non mi hanno mai lasciato
solo durante i 100 km, facendomi assistenza nella zona dei ristori in modo
incredibile ma soprattutto capendo le difficoltà di questo viaggio mi hanno
sempre sostenuto senza mai dirmi una parola fuori posto, aiutandomi a tirare
fuori il meglio di me.
In effetti trattasi di un lungo e faticoso viaggio ed è fondamentale
l’assistenza anche solamente ai ristori, uno sguardo, un’intesa, un saluto per
continuare ad andare avanti spingendo fino alla fine.
A chi lo dedichi? Solitamente dedico sempre alla mia famiglia,
mia moglie e le bimbe che mi sostengono e accettano questa mia folle passione,
ma questa volta una piccola dedica volevo farla anche a me, alla mia testa dura
che mi porta a superare i limiti e crescere sempre sotto tutti i punti di
vista.
Nei pensieri degli ultramaratoneti c’è sempre la famiglia a cui si toglie
un po’ di tempo per i lunghissimi allenamenti e le trasferte di gare, ma
trattasi di uno sport che è anche terapia, che rende più forti, consapevoli e
resilienti, cercando di andare sempre oltre ogni limite, osando, senza stress e
senza strafare.
Allenamento e gare decisive? Non avendolo proprio preparato si
può migliorare e si deve migliorare sotto tanti punti di vista.
Un’ottima prestazione anche senza una preparazione e te3st accurati e
mirati, quindi si può uscirne fuori e tornare a casa con la consapevolezza che
c’è tanto da fare in meglio in questa o altre gare.
Cosa dicono familiari, amici e tifosi? I familiari, gli amici e
i tifosi mi hanno veramente stupito. Sapevo che sarebbe stata una gara
conosciuta ma ricevere tanti messaggi di affetto post gara e sapere che in
tanti mi hanno seguito mi riempie di gioia.
Davvero una gara molto seguita da tantissimi anni, un grande viaggio di
fatica, una grande sfida che si può provare. Mi sono emozionato e ho
emozionato, questo è bellissimo.
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| Picture by Albert Jorquera |
Hai avuto problemi o criticità? Il Passatore non è una
gara qualunque, è lunga, veramente lunga, c'è salita e spesso variabilità di
temperatura, passando dal caldo al freschino della sera sulla ‘Colla’ (quest'
anno per me solo caldo).
Qualche consiglio per chi vuole partecipare al Passatore?
Sono tre i fattori importanti e devono esserci tutti e tre al
meglio per fare un’ottima prestazione: una buona gamba allenata nei mesi
precedenti al ritmo gara, una buona alimentazione per non incappare nel mio
errore, ma soprattutto una testa allenata.
Una testa allenata a soffrire è
fondamentale perché le crisi arrivano, sicuramente, siamo noi a decidere di
superare la crisi e arrivare a quel traguardo tanto sognato o farci assorbire
dalla fatica ed arrenderci.
Trattasi di gare durissime da preparare, affrontare, gestire
fisicamente e mentalmente, credendoci fino alla fine, accogliendo ogni crisi
con pazienza, fiducia e resilienza.
Cosa provi prima, durante e dopo una gara? Per
me la corsa è essere a contatto con me stesso, con il mio vero io. Mi insegna a
superare tutte le difficoltà che la vita mi pone davanti, piccole o grandi esse
siano.
In effetti, la corsa, la maratona e soprattutto l’ultramaratona
può essere considerata una metafora della vita con fasi e cicli di piacere e
difficoltà, soddisfazione e fallimenti, bisogna starci con ogni situazione e
sensazione apprendendo sempre più su se stessi e sugli altri.
Chi ti ispira? Mi ispirano tutti i grandi uomini che
nella vita ce l’hanno fatta, ci hanno creduto e hanno realizzato quello che a
dire degli altri era impossibile.
Un messaggio per incoraggiare le persone a fare ultramaratone? Le
ultramaratone servono per entrare ancora più in contatto con il proprio io, con
la propria vera identità, mettendoti a nudo. Raggiungere e superare i propri
limiti è l'unico modo che abbiamo per migliorare noi stessi, nella corsa ma
soprattutto nelle nostre vite.
Come sei cambiato attraverso lo sport? Non so se sono cambiato
con lo sport, quello che so è che lo sport ha tirato fuori qualcosa che in me
era già presente e aspettava di essere scoperto.
La pratica di una passione, di uno sport, fa conoscere in
profondità se stessi, qualità, caratteristiche, risorse nascoste e
sorprendenti.
Progetti, obiettivi, sogni? Il mio sogno è di
riuscire a fare diventare questa mia forte passione qualcosa di più importante
nella mia vita, continuando a migliorare sempre...anzi questo il mio progetto,
consapevole che con un'idea e un progetto chiaro in testa, la realizzazione è quasi
certa.
Si può fare, si può fare con impegno, determinazione,
costanza, credendoci sempre e avvalendosi di consigli e lavoro di esperti e
professionisti.
Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta
Gestalt ed EMDR







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