La Spartathlon è una corsa da Atene e Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.
Fidippide, secondo un racconto dello storico greco Erodoto, partito da Atene arrivò a Sparta il giorno dopo. Basandosi su tale aneddoto, il comandante britannico John Foden e altri quattro ufficiali della RAF si sono recati in Grecia nel 1982 per verificare se fosse possibile coprire i quasi 250 chilometri in un giorno e mezzo. Tre corridori hanno completato con successo la missione: John Foden 37h37’, John Scholtens 34h30’ e John McCarthy 39h00.
L'anno successivo un gruppo di persone di varia nazionalità tra cui britannici e greci sotto la guida di Philhellene Michael Callaghan organizzarono la prima edizione della Open International Spartathlon Race.
La gara inizia alle 7h00 del mattino, di solito nell'ultimo venerdì di settembre, ai piedi dell'Acropoli. Si esce da Atene attraverso la costa, il percorso raggiunge il Canale di Corinto al chilometro 78,5 e al 159º chilometro raggiunge la cima del Monte Partenio.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Gianluca Belardini (ASD Free Runners) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Io, come tanti, ho iniziato sotto i 18 anni con la palestra che ho frequentato con una discreta costanza fino ai 23 anni. Poi 3-4 anni di totale inattività fisica, dovuti al poco tempo per la nascita di mio figlio. Intorno ai 27 anni ho iniziato a correre perché avevo voglia di muovermi, dopo il periodo di stop. Poi 3-4 anni con 3 uscite alla settimana da 7 a 10 km. Nell' ultimo anno ho iniziato a uscire una volta alla settimana tanto per non perdere del tutto il beneficio fisico che un’attività costante ti porta. Poi tramite delle amicizie mi sono iscritto a una società sportiva e da lì le prime gare e la voglia di competere. Da lì 7-8 anni di gare, da quelle di paese a maratone, ultra, trail e ultratrail, cercando di andare forte il più possibile e cercare di limare tutti i personali in ogni competizione.
Di quali competizioni sei più orgoglioso? Qual è stata la competizione più difficile? La competizione che mi ha cambiato è la Spartathlon del 2011. Dopo questa gara ho cambiato completamente l'approccio con la corsa. Ho abbandonato totalmente l'agonismo, dopo aver finito questa competizione. Me lo sono dato come limite, ho vissuto una esperienza unica, mi sono trovato a gareggiare con i migliori specialisti di tutto il mondo. Ovviamente questa è stata la competizione più difficile, 74 cancelli orari che ti costringono a tenere dei ritmi elevato. Passaggio alla maratona sotto le 4 ore per poterla finire in 33 ore, 3 ore prima del limite massimo per coprire i 246 km.
Il 30 settembre 2011 Gianluca ha corso la Spartathlon (GRE) 245,3km in 33h02’33”. Il vincitore fu Ivan Cudin 22h57’40”, precedendo Yuji Sakai (JPN) 24H22’24” e Michael Vanicek (GER) 24h55’59”. Tra le donne vinse Szilvia Lubics (HUN) 29h07’45”, precedendo Ruth Podgornik Res (SLO) 32h17’19” e Marina (Mimi) Anderson (GBR) 32h33’23”.
Cosa dicono i tuoi familiari e amici del tuo sport? Dopo 25 anni, che mi vedono correre con costanza con tutte le condizioni meteo i miei familiari e i conoscenti si sono rassegnati, nel senso buono. Sanno che io, comunque sia, se mi impongo un allenamento cerco di portarlo a termine.
Trattasi di una passione molto forte che permette di allenarsi quotidianamente e costantemente anche in condizioni avverse, per poter anche simulare parti difficili di gara.
Quali sono gli allenamenti più importanti? Nel periodo dell'agonismo preparavo la gara top della stagione partecipando ad altri eventi, un continuo crescendo per poter arrivare nel miglior modo possibile alla gara principe.
Adesso è cambiato tutto affronto le gare con poco allenamento e tanta testa, dopo 25 anni conosco il mio corpo e cerco di gestire la gara, anzi adesso sono viaggi, e ti posso garantire che adesso mi diverto, cosa che prima non accadeva.
Quali sono i segreti delle tue performance? Lo sport è disciplina, se vuoi ottenere dei risultati ti devi allenare, nulla viene per caso, bisogna allenarsi con criterio altrimenti i risultati non vengono.
Se si vogliono ottenere risultati bisogna allenarsi bene e con metodo, rispettare programmi di allenamento che prevedono lavori di ripetute e altri di potenziamento. È importante anche allenarsi partecipando ad altre gare intermedie ritenute meno importanti.
Sogni raggiunti e da raggiungere? Io mi ritengo fortunato perché sono riuscito a concludere le gare più importanti: Spartathlon , 2 volte l’UTMB, Diagonal des Fous, 9 Colli, 9 volte la 100 km e tante gare sulle Alpi, Pirenei, Canarie, 300 tra maratone e ultra. Quindi tutto quello che viene è tutto in più.
Tantissime gare di ultramaratone in giro per il mondo, le più difficili, davvero tanti viaggi di fatica ma anche di conoscenza di se stessi nel profondo e del mondo, atleti e culture.
Cosa c'è dietro un podio? La costanza, io nei 25 anni che corro ho visto persone che in 2-3 anni hanno spaccato il mondo e poi sparire completamente.
In che modo lo sport ti ha cambiato? Per me la corsa fa parte del mio stile di vita, un’ora che dedico a me stesso.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR


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