mercoledì 27 maggio 2026

Milani Alessio: Vincere due volte il Passatore dopo tutto quello che ho passato

 Vittoria e titolo italiano alla 100km del Passatore 2026  
Dott. Matteo Simone  21163@tiscali.it 
 
Foto di Sandro Marconi

Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46 e il francese Julien Nison (FRA) 6h57’35”. 

A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45.  
Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”. 
Di seguito approfondiamo l’esperienza di Alessio Milani (Atletica Monfalcone) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Complimenti Alessio per il bis al Passatore, che effetto ti fa? Sono arrivato al traguardo pieno di gioia, un’emozione grandissima, mi sono emozionato tantissimo perché ho avuto un anno difficile. Sono dovuto riprendermi dagli infortuni, dopo lo scorso Passatore sono stato fermo 6 mesi, ho ripreso a correre decentemente da gennaio, sempre con qualche problemino, poi con febbraio. più o meno, febbraio. marzo mi è passato tutto e sono riuscito comunque a incrementare pian piano.
Poi ho avuto la problematica della sciatica a metà aprile dove sono dovuto star fermo una settimana e mi ha rallentato la preparazione che già era in ritardo, infatti pensavo di non essere presente. Poi in una settimana sono riuscito a recuperare, non mi dava più fastidio e ho ripreso la preparazione piano piano e l’ultimo mese sono arrivato al Passatore, un po’ titubante, guardingo, avevo paura di non potercela fare e puoi credere, al mio arrivo ho visto tutte queste mie emozioni
I
miei sforzi per riuscire a esserci, le mie fatiche, i sacrifici che ho fatto per essere lì, li ho visti tutti davanti e mi sono messo a piangere all’arrivo perché non ci credevo, perché sembra una cosa pazzesca, mi emoziono ancora, vincere due volte il Passatore dopo tutto quello che ho passato, credimi mi mette il cuore in gola, ti posso solo lasciar pensare quello che ho provato.
 

La vita è molto dura per gli ultramaratoneti che devono sempre trovare il tempo sufficiente e adeguato ad allenamenti di qualità e di quantità e a volte arrivano gli infortuni per il sovraccarico di lavori e di chilometri ma ogni tanto arriva una gioia come vincere una gara importante come il Passatore, fare una prestazione migliore, vincere il titolo italiano. 
Come ne sei uscito? Oggi sto bene, andrò a correre, sto bene, l’ho corsa come volevo, ho impostato il mio ritmo sapevo che se avessi tenuto quel ritmo lo avrei portato fino alla fine, avevo paura degli altri, avevo paura del francese, mi dispiace che Dario Ferrante non fosse il via, era un altro tosto concorrente forse anche più del francese. 
Poi sapevo che c’era un ragazzo della corsa in
montagna, non sapevo come andava o meno come si comportasse sui 100km, perché questo è il dubbio su atleti che non l’hanno mai fatta e sono forti, non sai come vanno, sapevo che c’era un altro francese che aveva vinto l’Isola d'Elba ma non l’ho viso al via, in partenza pensavo questo è forte, partirà forte ma non l’ho visto, mi dava qualche preoccupazione in più. Ho voluto impostare il mio ritmo e quindi quando poi sono rimasto solo, ho fatto la gara da solo facendo il mio ritmo, lho vissuta bene, gli ultimi 30km sapevo che avevo vantaggio è cominciato a godermela tutta, a salutare il pubblico a fare quattro chiacchiere con il motociclista della telecamera, con alcuni ragazzi che si erano accostati in bici ho fatto qualche selfie, qualche video, volevano una dedica alla figlia, mi sono messo a ridere, a scherzare, l’ho vissuta più serenamente possibili e godermela tutta fino alla fine.
 

Gli ultramaratoneti non mollano mai, sono instancabili, spingono fino alla fine e quando tutto è finito, il giorno dopo si ritorna a correre anche dopo aver vinto una gara di 100km, perché l’ultramaratona è una terapia, perché il corpo e la mente hanno bisogna di svagare, perché si ha voglia di sentire il corpo e i muscoli come stanno, per ricominciare, per progettare nuovi obiettivi, per far meglio la prossima volta. 
Sono tanti i pensieri e i dubbi degli
ultramaratoneti, soprattutto durante la preparazione, prima della gara, all’inizio della gara, durante la gara e nel finale. Basterà la preparazione, sarà sufficiente, chissà gli altri come si allenano, cosa fanno di più o meglio, chissà chi ci sarà alla partenza, chissà come andranno gli altri, se ci saranno sorprese, se si sarà all’altezza della situazione, soprattutto se ci si presenta come il vincitore della precedente edizione, come l’uomo da battere.
 
Ci pensi a battere il record di Calcaterra delle 12 vittorie consecutive? Sul record di Calcaterra non ci penso minimamente perché è una cosa impossibile, lui è stato proprio un fenomeno fortissimo ma ha cominciato molto prima di me, lui mi sa che ha cominciato i primi Passatori a 30 anni, 35 magari, quindi molto più giovani, io l’anno scorso a 43 anni, quest0anno 44 anni e dodici Passatori vuol dire che vado tanto in là, è un po’ difficile, impossibile, però quello che posso dire che probabilmente punterò a farne e a provare a vincerne il più possibile, quelle che riesco, già due sono già contento, se riesco a vincere il terzo entro un po’ nella storia perché anche tre Passatori ho visto che mi sa che li contiamo su una mano quelli che hanno vinto più di tre, ma 12 non ci penso e nemmeno al record del percorso. 

Calcaterra è stato e resta il Re della 100km, soprattutto del Passatore, avendo vinto 3 titoli mondiali e 12 vittorie consecutive al Passatore, con il record del percorso di 6h25’
46”. Al secondo posto c’è Alexey Kononov con 6 vittorie e al posto Vito Melito con 4 vittorie. Quindi un obiettivo per Alessio potrebbe essere vincere per la terza volta il Passatore e diverrebbe il quarto uomo e il terzo italiano con più vittorie. Al momento con 2 vittorie come lui ci sono anche Stefano Sartori, Jean Marc Bellocq, Mario Fattore, Fausto Coletti, Donald Ritchie, Valmir Nunes. Possiamo dire che Alessio è già nella storia del Passatore.
 
La parte più difficile? La parte più difficile per le gambe potrei dirti dal 70^ in poi come sempre, sono quei momenti che manca ancora parecchio, hai meno energie, le gambe sono un po più durette, quest’anno ho fatto una prima parte un po’ più forte, le sentivo un po’ più stanche e quindi gli ultimi chilometri le avevo durette.
Dall’80° però avevo ancora
energie e me la sono goduta mentalmente, ero più a livello fisico stanchetto, invece a livello mentale la parte più dura è stata all'inizio dove appunto avevo tutti gli avversari che facevano la gara su di me, io cercavo di studiare, pensavo: ‘cavolo siamo partiti forte, sono tutti qua, mi avevano accerchiato, vedevo che molte volte Nison se prendeva qualche metro poco più avanti, sembrava quasi che si girava, vedeva che ero dietro, frenava, rallentava per aspettarmi, io pensavo: ‘perché si gira, probabilmente, mi scortavano, facevano la gara su di me, volevano vedere cosa facevo, probabilmente ero un punto di riferimento, pensavo: ‘devo fare la mia gara, pian piano si è disgregato il gruppo, siamo rimasti in tre: io, Brambilla, Nison, però vedevo che stavano lì, ero un po’ preoccupato, pensavo: ‘quest’anno è dura, vediamo in discesa che vado un po’ più forte se si staccheranno, ma anche in discesa, stavano lì e pensavo: ‘quest’anno è veramente dura, chissà se ce la faccio, erano tutte preoccupazioni mie.
Poi alla fine della discesa ci siamo sgranati,
perché il ragazzino Brambilla mi ha preso 50 metri e lì ero preoccupato veramente, Nison a sua volta si è staccato pure da me, ho pensato: ‘qua si sta facendo la gara, dopo invece, nel giro di 2km, prima di Borgo San Lorenzo sono riuscito a ricucire il gap, ma senza sforzi su Brambilla e da lì in poi ho voluto vedere se Brambilla, che faceva corsa in montagna, puntava alla salita della Colla, comunque pensavo a dover gestire, mi sono concentrato su di me, ma appena arrivata la salita, probabilmente avevo più energie, ho sempre fatto il mio passo e lui si è staccato, ha perso qualche metro e sono rimasto da solo fino alla fine. Mentalmente la parte più difficile è stata i primi 30km.
 

Una gara durissima, contro il percorso durissimo, la giornata caldissima, gli avversari agguerriti, spietati, che volevano capire come battere Alessio, se seguirlo, se anticiparlo, se andare in fuga, se attendere un suo cedimento. 
Una gara durissima che oltre alla stanchezza fisica prevedeva anche una stanchezza mentale, soprattutto la prima parte, per capire a chi badare, chi temere, come gestire la gara, come impostare i ritmi, una gara contro i pensieri e contro i dubbi ma
alla fine ci si abbandona al proprio corpo, ai propri ritmi, alla propria fiducia di far bene, di poter fare ancora bene come le altre volte.
 
Julien Nison è alla seconda partecipazione del Passatore, l’anno scorso, il 24 maggio 2025, si è classificato al posto in 6h59’22” preceduto dal vincitore Alessio Milani 6h50’30”. 
A Vetta le Croci 16 km, transitano insieme Alessio, Julien e Danilo in 1h09’16”. 
Al Passo della Colla 48,2 km, transita Alessio per primo 3h24’56” inseguito a pochi secondi da Danilo 3h25’15” e a circa 6’ da Julien 3h31’01”. 
Successivamente Alessio continua a prendere vantaggio sui diretti inseguitori, a Marradi 64,8 km transita in 4h27’42”, Danilo 4h33’09” e Julien 4h38’23”; a San Cassiano 75,8 km 5h12’21”, Danilo 5h21’31” e Julien 5h23’14”. 
Temevi qualche atleta? Sì, all’inizio le preoccupazioni erano Nison, Ferrante mi dispiace che non era al via, qualche settimana prima era uno dei papabili, son quanto vale, quanto si allena, quanto poteva andare più forte di me, una delle mie preoccupazioni molto prima della gara. 
Prima del via c’era Nison, questo Brambilla della corsa in montagna,
Reggidori che ha detto che fa trail e va molto forte, poi c’era Colgan che si allenava forte, si è fatto una Strasimeno veramente fortissimo, quindi al top della forma, avevo un po’ di preoccupazione, temevo tanti atleti, Enrico Bartolotti non sapevo gli allenamenti, so quanto vale e ha fatto una garone, complimentissimi, insomma ce n’erano che mi davano un po’ di preoccupazioni ma ho detto: ‘non devo pensare agli altri, questa agitazione mi dava ansia e mi son dovuto dire il giorno prima: ‘non pensare a chi c’è, pensa a fare il tuo passo. A qualche giorno dal via sapevo che c’era il francese che aveva vinto la maratona dell’Isola d’Elba fortissimo, avevo partecipato anch’io sapevo che era forte ma non sapevo se era allenato per la 100 km, era un'incognita e il cervello me l’ha buttato in pappa, ma come dicevo mi sono dovuto dire: ‘non pensarci e dobbiamo fare la nostra gara anche se partono veloci, così ho fatto.
 

Una gara davvero difficilissima con atleti fortissimi annunciati prima della partenza e alcuni di essi alla partenza della gara.
Tra gli atleti che preoccupavano Alessio prima della gara c’era Dario Ferrante, campione italiano uscente che aveva vinto il titolo l’anno scorso, il
22 febbraio 2025 vincendo la 100km del Conero - Memorial Mimmo Strazzullo con l’ottimo crono di 6h4144”. Inoltre, alla partenza c’era Mattia Reggidori fortissimo negli ultratrail ma anche nelle ultramaratone su strada e a Vetta le Croci 16 km, è transitato in 1h11’28”, a circa 2’ dal terzetto Alessio, Julien e Danilo 1h09’16” ma a Borgo San Lorenzo 32,3 km, il suo distacco dai primi era di circa 10’ e ha concluso la sua gara. 
Tra gli altri atleti alla partenza che preoccupavano Alessio c’era anche David Colgan che aveva già corso il Passatore.
Altre due volte con un secondo posto nel 2024 e un terzo posto nel 2025 e lo scorso 8 marzo 2026 aveva vinto la 24^ Strasimeno - Ultramaratona nel parco del lago Trasimeno 58km corsa su strada in 3h35’07”, precedendo di circa 12’ Enrico Bartolotti 3h4730 ma a Borgo San Lorenzo, il suo distacco dai primi era già di circa 3’. 
Enrico Bartolotti, tra i tanti atleti fortissimi, è stato l’unico ad avvicinarsi di più facendo
, come lo scorso anno, una grandissima progressione nel finale da San Cassiano 75,8 km all’arrivo alla media di 3’48” min/km.
 
Altro atleta che impensieriva Alessio prima della partenza era Julien Gueydon che lo scorso 10 maggio 2026 ha vinto la “X Maratona dell'Isola d'Elba” in 2h27’25”, precedendo proprio Alessio 2h3445”. 
Quali sono stati i test più importanti prima della gara? In realtà ho avuto una preparazione molto travagliata, di test importanti non ne ho avuti e sicuramente il test che ho fatto, la 50km di Romagna che però venivo da una settima ferma a metà aprile e la 50 di Romagna era il 25 aprile, quindi dopo una settimana che avevo ripreso a correre. Ho fatto anche bene alla 50km di Romagna, era un test per vedere se il dolore alla sciatica mi tornasse, era recuperato, ho pensato che 50 km con dislivello poteva essere è un test, l’ho fatto bene, Nison era arrivato 2’ avanti, anche per quello ho pensato: ‘cavolo Nison sta andando forte, ma io l’ho fatto che avevo perso parecchio della mia preparazione, con una settimana fermo perdi tanto e sapevo di aver fatto la 50 km non in condizioni ottimali, quello poco ma sicuro, era un test ma forse più da punto di vista mentale per vedere se la sciatica era rientra. 
Il 10 maggio ho voluto fare la maratona
dell'Elba per testare la sciatica anche lì, 600 metri di dislivello con salite e discese, un buon lungo anche se non lunghissimo per mettere su chilometri e testare le sensazioni e questa è andata anche meglio della 50km di Romagna e gli allenamenti dopo sono stati allenamenti principali come test, 10 giorni prima tutti gli allenamenti dicevano che c’ero come l’anno scorso, forse qualcosa meglio, fisicamente sembrava tutto a posto, ero molto preoccupato perché in me sapevo di non aver fatto tutta la preparazione, non sapevo se carburavo per 100km, avevo quel buco della distanza, non sapevo se ero pronto per 100km, in realtà i ritmi cerano, la mia frequenza cardiaca c’era, ero in forma, avevo solo questo dubbio, poi in gara si è visto che c’ero e sono riuscito a fare anche meglio dellanno scorso e sono strafelice, ho fatto il personale, sono diventato per la prima volta campione italiano assoluto della mia vita, ho abbassato il record personale del Friuli Venezia Giulia che era sempre mio. Più felice di così non si poteva, grazie di tutto.
 

Nonostante le vicissitudini degli infortuni che gli hanno ritardato l’inizio della preparazione e l’hanno sospesa per una settimana col dubbio del ritorno dei dolori, Alessio è riuscito a presentarsi al via
fortissimo fisicamente e anche se mentalmente aveva dubbi sulla preparazione e il valore degli avversari, alla fine è prevalsa la sua forza fisica e anche la sua fiducia di potercela fare, l’autoefficacia, ancorandosi alla precedente vittoria dell’anno scorso e agli ultimi test dei giorni precedenti.
 
Tra le ultime gare fatte, lo scorso 25 aprile 2026 alla 43^ 50 km di Romagna Alessio si è classificato 8° assoluto e 3° italiano in 3h04’25” preceduto da Umberto Persi 3h0036”, Julien Nison 3h0217” e precedendo David Colgan 3h0645”. 

Dott. Matteo Simone  
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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