sabato 30 maggio 2026

Intervista doppia a Daniela Valgimigli e Sarah Giomi

 Campionessa e vicecampionessa italiana 100km corsa su strada 2026 
Dott. Matteo Simone  21163@tiscali.it 
 

Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore e tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.
 

Il vincitore assoluto è stato Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.  
Di seguito approfondiamo l’esperienza di Daniela Valgimigli (Liferunner) Sarah Giomi (Atl. Castello) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Congratulazioni per la prestazione al Passatore, cosa significa per te?  
Daniela: Per me il secondo posto significa soddisfazioni per i tanti sacrifici fatti e la determinazione in cui metto sulla corsa ma soprattutto la riconferma dell'anno scorso con più consapevolezza. 
Sarah: Era la prima volta al Passatore, una gara storica e leggenda dell’Ultramaratona. Salire sul podio è un onore e simbolo di un percorso e viaggio di crescita importante.   

Davvero una grande prestazione salire sul podio alla 100km del Passatore ed essendo Campionato Italiano anche come campionessa o vicecampionessa italiana.
 
In effetti, non si tratta semplicemente di un podio di una gara importante ma di un podio di una gara di 100 km, valida come Campionato Italiano.  
Un podio per entrambe dietro Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22” che ha fatto il record del percorso, Un secondo posto con un crono sotto le 8 ore che significa anche un’eventuale convocazione per Daniela in nazionale, doppiamente meritata, per aver vinto il titolo e per il crono sotto le 8 ore. 
Te l'aspettavi?  
Daniela: Ho sempre aspettative altissime su di me e penso sempre che nulla sia scontato e finché non ho capito che potevo essere seconda non ci credevo. 
Sarah: ‘Aspettarsi’ qualcosa nell’ultramaratona è una parola grossa. In 100km può succedere di tutto. Ci ho voluto credere dall’inizio alla fine, gestendo fatica e imprevisti.   

In effetti si tratta di una grandissima e lunghissima fatica per 100km che prevedono anche altimetrie importanti di circa 900 metri sul Passo della Colla e in una giornata a fine maggio molto calda, affrontando ogni imprevisto credendoci fin dall’inizio e fino alla fine. 
Come ne sei uscita? 
 
Daniela: Ne sono uscita con un po' di autostima in più in me stessa, soddisfatta e altamente gratificata. 
Sarah: Emozionata, ancora più matura e consapevole rispetto ai miei punti di forza e quelli di cui lavorare di più, conscia del viaggio e delle persone che mi hanno accompagnato.  

Le conferme e le ottime prestazioni nutrono l’autoefficacia degli atleti, confermando lo stato di forma, il duro lavoro fatto per conseguire il risultato eccellente e la convinzione di poter continuare a far meglio impegnandosi e continuando a crederci. 
Quando hai capito che non potevi vincere?  
Daniela: Avendo davanti a me Nicolina Sustic la vittoria non l'ho mai pensata, sicuramente ha un livello superiore e difficile da poter arrivare ma nulla è impossibile, continuerò a lavorare sodo. 
Sarah: Alla partenza. Nikolina è fortissima e da subito ha imposto un passo importante. Nikolina ha esperienza sulle 100k e al Passatore, sa gestirsi e impostare un’ottima gara. Sapevo che non avrebbe avuto crolli. Di fatto ha battuto il suo stesso record femminile del percorso.  

È importante avere la consapevolezza di quanto si vale, di cosa si può fare in una durissima gara di 100km e di quanto valgono le altre atlete. 
 
Nikolina da diversi anni è un fenomeno vincendo il Passatore altre 5 edizioni dal 2015 al 2019 con tempi da record, il precedente miglior tempo la sua ultima partecipazione nel 2019 di 7h31’05 e arrivando sempre tra i primi 7 assoluti. Inoltre, vanta un personal best di 7h20’34” ottenuto il 24 luglio 1987ai campionati mondiali di Sveti Martin na Muri (CRO) e recentemente, lo scorso 7 marzo 2026 ha vinto la “Polojska ultra 100km NC (CRO)” in 7h25’25” (3^ assoluta). 
Ma nulla è impossibile, tutto passa e tutto cambia, si può continuare a far meglio e comunque gli obiettivi sono molteplici, la vittoria assoluta, il podio assoluto, il titolo italiano, il podio italiano, la maglia azzurra, la prestazione personale, regionale. 
C’è tanto da sperimentare e da raccogliere in una gara, a partire dalle sensazioni, emozioni, pensieri fino ad arrivare alla propria riconoscenza personale e da parte degli altri e ai premi, sponsor e tanto altro. 
Quali sono stati i test più importanti prima della gara?  
Daniela:
I test più importanti prima della gara per quanto mi riguarda sono solo a livello mentale, perché ormai l'allenamento è stato fatto, cercare di stare tranquilli, mantenere la calma e visualizzare la gara in ogni minimo dettaglio. 
Sarah: Questo anno ho fatto diverse gare con dislivello per abituarmi a un percorso così duro per altimetria. 50km di Romagna, Maratona dell’Elba, Monza-Montevecchia Eco Trail. Le gambe si sono abituate ad assorbire i traumi delle discese e io a gestire l’energia e lo sforzo in salita. Inoltre, due allenamenti mi hanno dato sicurezza: un weekend in cui ho corso 33k forti al sabato per poi correre una maratona alla domenica, e un lunghissimo di 72km.   

Una gara durissima che non si può improvvisare, soprattutto se si hanno ambizioni di vittoria o di podio. È opportuno prepararla con allenamenti mirati e sostenuti, di qualità e di quantità, simulando parti di gara importanti fisicamente e mentalmente, come le salite e le discese lunghe per abituare corpo e mente allo sforzo fisico ritenuto quasi estremo ma non impossibile perché il corpo e la mente si adattano a tutto con gradualità, assorbendo carichi di lavoro e ricordando in gara quanto si vale. 
È
importante dedicare alcuni giorni o anche momenti prima della gara per rivedere il percorso fatto finora e come si potrebbe impostare, affrontare, gestire la gara, simulando le varie fasi, in modo da presentarsi alla partenza con più consapevolezza di ciò che si sta affrontando e come poter fare nelle fasi ritenute più critiche come le salite, gli ultimi 30km.
 
Come festeggi?  
Daniela: Questa settimana ho festeggiato cercando di godermi un po' la quotidianità senza troppi impegni a livello di allenamenti e cercando di recuperare al meglio e ricaricarmi. 
Sarah: Niente di particolare, io celebro e festeggio ogni giorno. Sono grata per quello che ho, riconosco e ringrazio quotidianamente.   

Ogni giorno e momento si vive e bisogna apprezzare di volersi bene e voler bene qualcun altro, la vita è veloce e bisogna sapersela godere, ognuno a modo suo, praticando sport, essendo in relazione con qualcuno. 
È molto importante staccare ogni tanto, recuperare, rilassarsi e soprattutto apprezzarsi e godersi gli apprezzamenti di ciò che si è riusciti a fare, raggiungere, ottenere.
 
La parte più difficile?  
Daniela: La parte più difficile della gara sicuramente è stata la prima, vento caldo, è stata impegnativa e sicuramente i momenti più difficili sono stati questi ultimi tre mesi di allenamenti e tanti chilometri. Grazie mille Matteo, come al solito metti tanto impegno per riportare queste nostre testimonianze dell’ultramaratona ed è sempre bello poter rispondere alle tue domande. 
Sarah: Dal km 86/87. Le gambe incominciavano a farmi sentire la fatica. Ma la testa era in controllo e focalizzata. Il ritmo ha iniziato a calare, sapevo che dovevo solo gestire fino alla fine senza perdere troppo.   

Le crisi fanno parte del pacchetto di gara, si possono riconoscere e dargli la giusta importanza con la consapevolezza che altre volte può essere successo e si è potuto superare il momento peggiore e ognuno gestisce nel migliore dei modi prendendo le redini del proprio corpo, riconoscendo quanto e come osare senza strafare portando a casa il meglio per sé. 
Trattasi di una gara durissima la 100 km, soprattutto la 100 km del Passatore a fine maggio con l’eventuale giornata di troppo caldo e con i mesi precedenti di carichi di lavoro di qualità e quantità. 
 
Uno sport di nicchia quello di endurance per gente disposta a impegnarsi, a faticare, a mettersi in gioco in allenamenti ardui e durissimi per portare a termine gare davvero definite estreme ma non impossibili e chi fa sa, gli altri non possono minimamente immaginare cosa significa correre e preparare una 100 km. 

Dott. Matteo Simone  
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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