mercoledì 6 maggio 2026

Mente, corpo, gioco: lo sport come strumento di cura

 Dott. Matteo Simone 
 

Lo sport è un potente strumento educativo. 

Aiuta a crescere, condividendo fatica e gioia con gli altri, allenandosi insieme, raggiungendo obiettivi. 
Lo sport aiuta a prendersi cura di se stessi nel corpo e nella mente, cercando di migliorare inseguendo obiettivi non impossibili, applicandosi con costanza, metodo, determinazione. 
Lo sport è un’ottima opportunità per sperimentare benessere, in compagnia di amici, faticando e divertendosi alla ricerca di obiettivi non impossibili impegnandosi con costanza e fiducia. Lo sport è uno strumento per sviluppare consapevolezza, autoefficacia e resilienza. 
I contesti fondamentali per l’educazione alla fiducia in sé stessi e alla resilienza sono essenzialmente rappresentati dalla famiglia, scuola, sport.
 Attraverso lo sport i ragazzi hanno la possibilità e l’opportunità di scoprire se stessi; conoscere meglio sia il proprio corpo che le proprie capacità; gradualmente imparano a fare cose; a mettersi in gioco; a sfidare se stessi e altri amici; a sviluppare consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti.  
Con l’aiuto degli allenatori ed eventualmente dello psicologo dello sport, i ragazzi possono sviluppare sempre più fiducia in sé, la cosiddetta autoefficacia, credere di più in se stessi o nella loro squadra, ognuno con differenti qualità e competenze. 
Interessante quello che scrive il CONI nel Bilancio di sostenibilità 2016: 
Lo sport è un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale nonché uno strumento di benessere psicofisico e di prevenzione. 
Inoltre, svolge un ruolo sociale fondamentale in quanto strumento di educazione e formazione che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per la crescita equilibrata di ciascun individuo. Nella consapevolezza di tale valore, il CONI si impegna affinché la pratica sportiva sia sempre più diffusa soprattutto tra i giovani, garantendo il diritto allo sport nelle aree territoriali più disagiate.” 

È sempre il momento per iniziare, non aspettare il momento migliore.  
Sport è solidarietà, inclusione, integrazione, consapevolezza corporea dei propri limiti. 
Lo sport è di tutti e per tutti, ognuno con le proprie possibilità e modalità.
Lo sport fa bene al corpo e alla mente; lo sport è inclusivo, aggrega e avvicina persone, culture e mondi; lo sport abbatte barriere fisiche, mentali, culturali e generazionali; lo sport incrementa consapevolezza delle proprie possibilità e capacità e anche dei propri limiti; lo sport permette di andare oltre; lo sport sviluppa fiducia in se e incrementa la resilienza. 
Lo sport che vogliamo: è uno sport che permette di affidarsi a un amico; è competitivo ma non aggressivo; è uno sport dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso, dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo. 
Sport come terapia riabilitativa fisica e mentale  
Il 29 luglio 1948, in concomitanza con l'apertura delle Olimpiadi di Londra, il neurochirurgo Sir Ludwig Guttmann organizzò i primi "Giochi di Stoke Mandeville" per veterani di guerra paraplegici.  
Questo evento ha introdotto lo sport come terapia riabilitativa fisica e mentale, evolvendosi poi nei moderni Giochi Paralimpici. 
Sport-terapia in Italia  
Il movimento paralimpico italiano ha mosso i primi passi negli anni che precedono i primi Giochi Paralimpici Estivi di Roma 1960, quando presso il Centro Paraplegici di Ostia dell’INAIL, il prof. Antonio Maglio diede i natali alla sport-terapia in Italia, alla stregua di quanto fatto dal prof. Guttman in Gran Bretagna con i reduci della II Guerra Mondiale. 
Lo sport come aiuto e sostegno alla disabilità 
Come si arriva a praticare sport  
Silvia Tombolini:  
"Nel 2012 ho sentito parlare della scherma per non vedenti. Quindi praticamente dal nulla ho pensato di andare a provare. I primi tempi sono stati duri, sia fisicamente che psicologicamente. Non avevo mai praticato uno sport per ciechi e dopo gli anni trascorsi tra ospedali e medicine, non avevo la preparazione fisica necessaria. 
Con molto impegno sono riuscita a perdere peso e a conquistare una buona resistenza fisica. Ho dovuto lavorare parecchio anche sulla coordinazione, ma dopo un 2013 abbastanza deludente, sono riuscita a salire per la prima volta sul podio del Campionato italiano assoluto di Acireale nel 2014
.” 
Testimonianza di resilienza dell’amico Mauro Tomasi 
Come hai superato crisi, sconfitte, infortuni?  
La crisi nella fase dopo l 'incidente, durata circa 9 anni, l’ho superata trovando l'input per ricredere nella vita, vedendo persone che erano messe molto peggio di me fisicamente, ma psicologicamente messe meglio, mi riferisco a tetraplegici e varie malattie degenerative, loro erano felici, entusiasti, nonostante che tanti non si muovevano per niente...
Vedendo loro ho cambiato anch’io la visione di quello che mi è successo da negativo in positivo, accettando quello che mi era successo come un’opportunità, un’occasione diversa di vivere la vita. E li veramente ho cominciato a vivere, accorgendomi di quante cose avrei potuto fare nella mia 'nuova occasione' che mi è stata donata, il mondo cambia solamente se cambiamo noi e le nostre decisioni e convinzioni in questo sono determinanti. Tante volte non si apprezza e non si dà valore a quello che si ha, oppure se ne accorge solo quando non si ha più, ‘c’è chi ha tutto e non ha niente e c’è chi non ha niente e a tutto’” 

Campionati del Mondo di Joëlette 2026  
Giunto alla sua 18ª edizione, il Campionato celebra l’inclusione attraverso lo sport. Squadre da tutto il mondo si sfidano in una corsa con Joëlette, promuovendo accessibilità e spirito di squadra.
L’obiettivo è quello di realizzare un evento sportivo che non conosce barriere o differenze tra sport olimpico e paralimpico.  
Gli atleti in Joëlettes sono persone straordinaria che rendono uniti famiglie e gruppi, rendono felici persone che gli stanno vicine con i loro silenzi, i loro sorrisi, la loro voglia di stare per strada come gli altri osservando il mondo senza zona di confort, non a casa, non al chiuso ma all'aperto, sperimentando una vita ordinaria.  
Lo sport è come un treno dove c'è posto per tutti, avanti o dietro e si può salire o scendere quando e come si vuole, non c'è un'età giusta, non c'è una modalità giusta; si è sempre in tempo per salire o scendere dal treno dello sport.
Questo è lo sport che vogliamo, inclusivo, partecipante, aggregante, per tutti con ogni modalità e insieme è sempre meglio.  
I componenti delle joelette sono squadre di eroi, da chi occupa la joelette e viene spinto in allenamento e in gara per strade e sentieri, salite e discese, agli spingitori che si mettono in gioco facendo esperienza con apprensione e generosità. 
Correre con le Joelette cos'è?  
Un'opportunità per diffondere i verbi dell’aiutare, essere presenti, partecipare, fare con/per, faticare e gioire insieme, partire e arrivare insieme, fidarsi e affidarsi.  
Squadre di persone, gruppi di persone, 
team che hanno deciso di lasciare il cronometro a casa e non pensare alla performance ma solamente al benessere emotivo, affettivo, relazione, psicofisico. 
 
Katia Aere, paraciclista e apneista italiana, bronzo paraciclismo alle Paralimpiadi di Tokyo, record mondiale paralimpico nuoto pinnato, argento ai World Games 2025 in Cina, apnea paralimpica.  
Hai un modello di riferimento? Ti ispiri a qualcuno? Era l’estate del 2012 e mi sono ispirata a qualcuno! … Alex Zanardi e la sua vittoria sul destino e sulla vita, al di là di quella sportiva, sarà la chiave di svolta inducendomi a chiedermi per la prima volta, dopo innumerevoli 'non puoi', 'perché no?' Da lì a scegliere di voler diventare un’atleta paralimpica il passo è stato davvero e incredibilmente breve. 
Ivan Territo, due volte Campione Europeo di 
paratriathlon mezzo ironman
 
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Ho da sempre praticato sport ... ma a quello paralimpico mi sono approcciato tramite O3 (associazione fondata da Alex Zanardi).  
Hai un modello di riferimento? Ti ispiri a qualcuno? Alex Zanardi, Marcel Hug, Katia Aere, Pier Alberto Buccoliero; esseri umani che ho conosciuto e da cui puoi solo imparare cos’è il sacrificio per il raggiungimento del proprio obiettivo.   

Dott. Matteo Simone 

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