mercoledì 27 maggio 2026

Elisa Miotto: Spero di fare la mia ultima maratona a New York

 Ho spesso paragonato metaforicamente la corsa alla vita quotidiana 
Dott. Matteo Simone 21163@tiscali.it 
 
Lo sport è come un treno che si può prendere partecipando ad allenamenti e gare.
 
Non si vorrebbe scendere mai dal treno dello sport, si vorrebbe sempre continuare a vita a fare sport allenandosi o partecipando a gare. Ognuno può decidere quando fermarsi e scendere dal treno dello sport. 
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Elisa attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Ho iniziato quasi per sfida a correre una garetta da 5km, ho fatto palestra dai 18 anni, ero 'robusta'; quindi, ho provato a definire un pochino il mio fisico e devo dire che nella corsa mi ha aiutato. Ho smesso di fumare anche se non era proprio una dipendenza.  
Di quali competizioni sei più orgogliosa? Forse la mia 1^ maratona a Firenze nel 2008 chiusa in 4h. 

La prima maratona non si dimentica, una grande sfida da portare a termine con allenamenti mirati, coraggio e resilienza. Elisa ha portato a termine la sua prima maratona, il 30 novembre 2008, la 25^ Firenze Marathon in 3h56’.
Qual è stata la competizione più difficile? La più difficile credo sia stato un trail 2 anni fa neanche troppo impegnativa ma avevo 54 anni e in attesa di un'operazione all'alluce valgo di 40km e 2500 d+. 
Cosa dicono i tuoi familiari e amici del tuo sport? Ho portato diverse volte con me mia madre per fare delle maratone e il mio obiettivo era lei all'arrivo. Quindi chiunque mi conosce va fiero di me…non nasco sportiva lo sono diventata da adulta. 

Molto bello coinvolgere propri familiari nelle proprie gare e soprattutto avere il pensiero durante una gara di rivederla all’arrivo, e quando si arriva un’esplosione di gioia. 
Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport? Beh, ho spesso paragonato metaforicamente la corsa alla vita quotidiana e questo mi ha motivato e supportato nei momenti di difficoltà sia nell'una che nell'altra. 

La vita è molto varia e a fasi e cicli, ci sono tanti momenti belli ma anche momenti critici, coì come nello sport, soprattutto maratone e ultramaratone dove ci sono crisi da affrontare, attraversare, gestire, superare ma anche tanti momenti belli quando si ottiene un bel risultato, si arriva a destinazione dopo un lungo viaggio di fatica. 
Quali sono gli allenamenti più importanti? Credo siano quelli che simulano la gara…spesso sono stati i miei tasselli uniti proprio mentre la affrontavo. 

In effetti, sarebbe importante simulare la gara o parte di essa, sia con allenamenti reali, sia con visualizzazioni di parti di gare, per arrivare pronti il più possibile alla partenza.
 
Cosa c'è dietro un podio? Non ho raggiunti tanti ma se inaspettati ti ripagano dei sacrifici che solo tu sai quanto sono stati intensi e duri.  
Sogni raggiunti e da raggiungere? Le mie 4 100km e spero di fare la mia ultima maratona a New York. 

Il 26 maggio 2012 Elisa ha portato a termine la sua prima 100km, la “100 km del Passatore, Firenze-Faenza in 11h53’02”. Successivamente, il 3 maggio 2014 si è classificata 3^ alla “La 100 e Lode 100km 13h5435”, preceduta dalla vincitrice, Maria Ilaria Fossati 12h0715” e da Roberta Peron 13h3418”. Anche il 18 luglio 2015 Elisa si è classificata 3^ donna all’Asolo 100 km 13h1217”, preceduta dalla vincitrice Rossella Verzelletti 12h04’41” e Sonia Lutterotti 12h30’39”. 
In che modo lo sport ti ha cambiato? Conoscere il mondo folle dei runners che si allenano sotto la pioggia sotto lo zero all'alba e in ogni dove. 
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Ritengo sia un antistress e detox se ho accumulato tensione o tossine, correre una decina di km in mezzo alla natura rigenera. 

In effetti, lo sport e in particolare la corsa aiuta a svagarsi, a riflettere, a programmare, soprattutto in natura libera la mente, rilassa, scioglie tensioni. 
Che messaggio daresti per avvicinare le persone alle ultramaratone? Direi di provare solo a persone con grande determinazione e buona condizione di salute.  
Hai mai avuto problemi legati al doping? Un tuo messaggio contro il doping? No, mai usato nulla. Ritengo che chi abbia un buon motore nel DNA non debba usare aiutini perché se arrivi 1° è solo merito tuo e non delle sostanze che alla lunga possono creare dipendenza e situazioni pericolose alla salute. 
Sei ispirata da qualcuno? Non ho un atleta di riferimento ho grande stima per Giorgio Calcaterra che ho conosciuto e Courtney Dauwalter. 

Giorgio Calcaterra si è aggiudicato per tre volte il titolo di campione del mondo 100 km e ha vinto per 12 volte consecutive la 100 km del Passatore. 
Courtney Dauwalter nominata “Ultra Runner of the Year” nel 2018 da ‘Ultrarunning Magazine’ dopo aver vinto 9 delle 12 gare a cui ha partecipato, incluse due in cui è arrivata prima assoluta. Dauwalter ha vinto la Western States Endurance Run 100 stabilendo il nuovo record del percorso in 15h29’33”. 
Un mese dopo, alla Hardrock Hundred Mile Endurance Run 100 ha stabilito un nuovo record concludendo la gara in 26h14’8” (quarto posto assoluto) e nello stesso anno ha vinto per la terza volta l'UTMB in 23h29'15". 
Sei un modello di riferimento per qualcuno?
Tutti quelli che mi conoscono mi stimano per quello che sono riuscita a raggiungere. Ultima cosa che ci tengo a dire 4 anni fa grazie alla corsa ho conosciuto mio marito che ho sposato lo scorso settembre e durante innumerevoli gare ho conosciuto tantissime persone con cui riuscivo a conversare durante i percorsi. 

Il mondo delle ultramaratone risulta essere un mondo bizzarro e strano ma anche molto privilegiato, faticoso, che contribuisce a incrementare consapevolezza, fiducia e resilienza.

Dott. Matteo Simone 
380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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