domenica 31 maggio 2026

Intervista doppia a Daniela Valgimigli ed Enrico Bartolotti

 Dott. Matteo Simone  21163@tiscali.it 
 

Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore e tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”. 

Il vincitore assoluto è stato Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.  
La gara era valida quale campionato italiano 100 km corsa su strada e pertanto Daniela ha conquistato il titolo di campionessa italiana 100 km 2026 ed Enrico è vicecampione italiano 100 km 2026. 
Di seguito approfondiamo l’esperienza di Daniela Valgimigli ed Enrico Bartolotti attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Congratulazioni per la prestazione al Passatore, cosa significa per te?  
Daniela: Per me il secondo posto significa soddisfazioni per i tanti sacrifici fatti e la determinazione in cui metto sulla corsa ma soprattutto la riconferma dell'anno scorso con più consapevolezza. 
Enrico: Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo. 

Non si tratta semplicemente di un podio di una gara importante ma di un podio di una gara di 100 km, valida come Campionato Italiano. Un podio con un crono che significa anche un’eventuale convocazione in nazionale. 
Gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente. 
È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e per trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza
di allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.
 
Te l'aspettavi? Cosa ti è mancato per la vittoria? Come ne sei uscito 
Daniela: Ho sempre aspettative altissime su di me e penso sempre che nulla sia scontato e finché non ho capito che potevo essere seconda non ci credevo. Avendo davanti a me Nicolina Sustic la vittoria non l'ho mai pensata, sicuramente ha un livello superiore e difficile da poter arrivare ma nulla è impossibile, continuerò a lavorare sodo. Ne sono uscita con un po' di autostima in più in me stessa soddisfatta e altamente gratificata. Questa settimana ho festeggiato cercando di godermi un po' la quotidianità senza troppi impegni a livello di allenamenti e cercando di recuperare al meglio e ricaricarmi.  
Enrico:
Non mi aspettavo posizione o vittoria che sia, visto che molti mi hanno percepito forse in qualche modo dispiaciuto per il secondo posto o amareggiato, ma ne esco fuori completo e soddisfatto! L’obiettivo era il sub 7 per l’ultima chiamata alla maglia azzurra e così è stato!   

La 100km richiede una lunga e durissima preparazione e se una volta si fa bene come l’anno scorso per entrambi, si continua a insistere per far bene e per confermarsi e così è stato, dopo un anno ripresentarsi alla partenza per correre una fortissima gara di ultramaratona con i più forti atleti italiani e stranieri. 
Nulla è impossibile, tutto passa e tutto cambia, si può continuare a far meglio e comunque gli obiettivi sono molteplici, la vittoria assoluta, il titolo italiano, la maglia azzurra, la prestazione personale, regionale. 
C’è tanto da sperimentare e da raccogliere in una gara, a partire dalle sensazioni, emozioni, pensieri fino ad arrivare alla propria riconoscenza personale e da parte degli altri e ai premi, sponsor e tanto altro. 
Quali sono stati i test più importanti prima della gara?
  
Daniela: I test più importanti prima della gara per quanto mi riguarda sono solo a livello mentale, perché ormai l'allenamento è stato fatto, cercare di stare tranquilli, mantenere la calma e visualizzare la gara in ogni minimo dettaglio. 
Enrico: Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo! 

Avere chiaro un obiettivo, significa che si è già a buon punto verso il conseguimento di tale obiettivo, con vari step che possano convalidare i propri propositi. Un grande sogno che si può cavalcare continuando a lavorare di qualità e quantità chilometrica, e curando sia aspetti fisici che mentali.   
È importante dedicare alcuni giorni o anche momenti prima della gara per rivedere il percorso fatto finora e come si potrebbe impostare, affrontare, gestire la gara, simulando le varie fasi, in modo da presentarsi alla partenza con più consapevolezza di ciò che si sta affrontando e come poter fare nelle fasi ritenute più critiche come le salite, gli ultimi 30km. 
La parte più difficile? 
 
Daniela: La parte più difficile della gara sicuramente è stata la prima, vento caldo, è stata impegnativa e sicuramente i momenti più difficili sono stati questi ultimi tre mesi di allenamenti e tanti chilometri. Grazie mille Matteo, come al solito metti tanto impegno per riportare queste nostre testimonianze dell’ultramaratona ed è sempre bello poter rispondere alle tue domande. 
Enrico: ‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze. 

Trattasi di una gara durissima la 100 km, soprattutto la 100 km del Passatore a fine maggio con l’eventuale giornata di troppo caldo e con i mesi precedenti di carichi di lavoro di qualità e quantità.
Uno sport di nicchia quello di endurance per gente disposta a impegnarsi, a faticare, a mettersi in gioco in allenamenti ardui e durissimi per portare a termine gare davvero definite estreme ma non impossibili e chi fa sa, gli altri non possono minimamente immaginare cosa significa correre e preparare una 100 km.
 
 

Dott. Matteo Simone  
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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