a cura di STEFANO
SEVERONI
La Staffetta 12xmezzora ‒ all’interno di una manifestazione culturali Sport Against Violence. Ho corso dalle ore 20 alle 20.30, con condizioni meteorologiche
favorevoli, non mettendo neanche il cappellino e gli occhiali come sono
abituato in altre occasioni. Ho apprezzato la presenza dei numerosi stand all’interno del campo e le varie
attività, partecipando a una seduta di yoga.
Mi sono venute in mente le edizioni della Staffetta
24x1ora, a cui già partecipai negli anni Ottanta, qui alle Terme, poi alla
Farnesina, allo Stadio delle Aquile (ora Paolo Rosi) e a Ostia. Allora alcuni
campi erano addirittura in terra battuta.
Ero reduce dalla Maratona di
Sicilia di due giorni prima. Il giorno precedente avevo corso un’oretta più
dieci allunghi: l’obiettivo era ora di correre a sensazione senza assilli
cronometrici.
Una volta a settimana corro le ripetute in pista. In passato ho
corso una decina di staffette e una decina di gare di mezzofondo prolungato.
Per la mia tecnica di corsa sono più adatto alla strada. Ma una volta ogni
tanto non mi è sgradito cimentarmi nelle gare in pista all’aperto. L’unico
luogo mai frequentato è la pista indoor.
Bellissimi i trail, ma pericolosi. Essendo stato investito nel 2010 da un’auto
sulle strisce pedonali e riportato la frattura del femore destro, cerco di
evitare situazioni non agevoli quali appunto i trail.
Staffetta 12xmezzora: la definizione è un po’ impropria, in quanto non c’è scambio di
un testimone come nelle staffette 4x100 m e 4x400 m, ma un avvicendarsi di
atleti appartenenti a un team a una
prova di corsa di resistenza.









