martedì 2 agosto 2016

Sara Valdo: 3 mondiali, 24 ore corsa su strada, in maglia azzurra

Matteo Simone 21163@tiscali.it 

Lo sport rende felici e avvicina persone, culture e mondi; infatti lo scorso maggio 2016 ho avuto l’onore di conoscere di persona Sara Valdo, scortata dal tecnico IUTA Stefano Scevaroli.

Una vita anche di sport alla scoperta di se stessi, lo sport per sperimentarsi nelle gare ardue ed impegnative ci lunga durata come 24 ore o anche di più, infatti la Nove Colli Running prevede un tempo massimo di 30 ore. Ha tanto da raccontare Sara, ha avuto anche la gentilezza di rispondere ad alcune domande.
Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita?Sono sincera sì, ogni volta che raggiungo gli obiettivi prefissati.” 

Beh! In effetti gli obiettivi di Sara non sono semplici e quindi quando li raggiunge è davvero una campionessa.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? Com'è stato il passaggio agli altri sport? C’è un altro sport che vorresti praticare?Da giovane ho praticato sci, nuoto e pallavolo, non a livelli competitivi, ma per il benessere di fare sport. Poi un giorno alcuni amici mi hanno proposto le non-competitive della domenica e da li ho iniziato a correre. Mi piacerebbe fare un po’ di triathlon, insieme alla corsa.” 

lunedì 1 agosto 2016

Carlo Ascoli, ultrarunner: Ho iniziato a correre a 18 anni perché pesavo 100kg

Matteo Simone 

Non ha perso tempo Carlo, si è subito reso conto che non poteva continuare con il suo stile di vita e quindi dalla fase contemplativa dell’autoconsapevolezza è passato alla fase dell’azione con la corsa al parco già all’età di 18 anni, entrando in una fase chiamata del mantenimento, cioè il continuare nel suo intento di stile di vita corretto teso al benessere e così chilometri dopo chilometri, incontrando sempre gente che gli dava consigli è arrivato ad essere un atleta di ottimo livello soprattutto nelle lunghe distanze di corse a piedi di 100km centrando alcune volte il podio. Ora si racconta attraverso un questionario teso ad approfondire questo mondo e strano, bizzarro, ma anche interessante e fantastico degli ultrarunner.

Ubaldo Galli: Ogni volta che metto le scarpe da corsa mi sento campione

Dott. Matteo Simone


Ubaldo Galli, una vita dedicata allo sport, prima come calciatore e poi diventando un forte runner e maratoneta, trascinando tanti altri amici della sua squadra e frequentatori del Parco di Tor Tre Teste dove di solito si allena. 

Tra atleti ci si conosce ma mai abbastanza, e ora è la volta buona per approfondire la conoscenza di Ubaldo, che si diverte facendo sport ma quando si tratta di allenarsi duramente lo fa seriamente, così come in gara è il momento di focalizzare l’attenzione sulla gara e su eventuali avversari di categoria.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Si ogni volta che metto le scarpe da corsa mi sento campione, poi quando supero i miei record personali o vado sul podio della mia categoria.

Fabrizio Terrinoni, Ironman: più di ogni altra cosa mi aiuta la tranquillità

Matteo SIMONE

A dicembre 2014 decisi di allenarmi per fare un Ironman e vivendo a Roma mi hanno indicato l’Ironteam per la preparazione adeguata per affrontare quella che consideravo un sogno e quindi ho conosciuto il grande coach del nuoto presso Aquaniene che dopo aver visto come nuotavo per 8 vasche mi ha consigliato di fare un corso di nuoto per principianti e dopo qualche giorno incontrai Fabrizio Terrinoni, espertissimo di triathlon e di bici, e dopo tale incontro mi iscrissi subito all’Elbaman e avevo a disposizione 9 mesi per partorire l’Ironman, un’esperienza straordinaria, non solo la gara ma tutta la preparazione.

venerdì 29 luglio 2016

NEWSLETTER 29 LUGLIO 2016 Atletica e ROMA Achilles International


Stefano Severoni

 
ESTATE E VACANZE Siamo in piena estate. Per molti è tempo di vacanze e l’opportunità di trascorrere un periodo senza i consueti impegni di lavoro. Per parecchi l’estate offre l’opportunità di dedicarsi ad attività sportive. Per gli amanti della corsa che si allenano durante l’anno e partecipano a gare, il mese di agosto offre l’opportunità di “staccare” anche da questi impegni. Per quanti hanno in programma delle gare già a settembre o comunque nel primo autunno, è opportuno non abbandonare gli allenamenti per non scendere troppo di condizione. Si potrà così correre mezz’ora/un’ora tranquilla di corsa, eseguire magari un fartlek e praticare con tranquillità un po’ di stretching e ginnastica, ovviamente non sotto il sole, ma in luogo ombreggiato, magari nelle ore più fresche della giornata. E a settembre si ripartirà con il proprio programma. Ma nelle varie città e paesi del nostro Paese non mancano le gare podistiche anche in notturna.

Nel Lazio si ricorda la tradizionale corsa in salita La Speata di circa 12 km a Subiaco (Roma) il 7 agosto e la Roma By Night Run il 26 agosto alle ore 21.00 sulla distanza classica di 21,097 km nella Capitale. 

giovedì 28 luglio 2016

6 Ore di Barletta 2016, circa 200 Ultramaratoneti giunti da ogni parte d'Italia

Dott. Matteo Simone 

La "Sicurala 6 Ore di Barletta" ha ricevuto:

- il Patrocinio istituzionale del Comune di Barletta, della Provincia BAT e, inoltre, del CONI BAT, la FIDAL, la UISP e naturalmente della IUTA: Associazione Italiana di ultranaratona; 
- la decisiva collaborazione tecnica dell'Ufficio Traffico e della Polizia Municipale; 
- la rinnovata preziosissima collaborazione delle seguenti associazioni del volontariato: l'Associazione Barletta sui pedali, l'Avser, l'Associazione Nazionale Polizia di Stato.

mercoledì 27 luglio 2016

Staffetta 12xmezzora 4 giugno 2016 Questionario Andrea Di Somma

Stefano Severoni
 
1)                 Una gara ‒ la Staffetta 12xmezzora ‒ all’interno di una manifestazione culturale Sport Against Violence. Raccontaci la tua esperienza personale.
È il quarto anno che partecipo alla manifestazione organizzata da SAV. Trovo la sua finalità (sport come veicolo di promozione sociale e culturale dedicata alla cittadinanza) molto costruttiva e in linea con i principi miei e della mia squadra. Nicola Visconti e tutti i suoi collaboratori/collaboratrici sono organizzatori molto scrupolosi e attenti alle esigenze dei partecipanti, il principale successo di SAV sta proprio nel dialogo che Nicola ha saputo costruire in questi anni con le squadre di atletica e con le onlus. Sono forse troppo di parte, non posso che parlare bene di SAV. Quest’anno come Atletica La Sbarra siamo riusciti a comporre tre squadre molto competitive, di cui una interamente femminile. Sportivamente parlando siamo molto soddisfatti poiché abbiamo ottenuto con le due squadre maschili un terzo (quarto podio consecutivo) e un ventesimo posto finale e soprattutto la vittoria con quella femminile, che si è ripetuta dopo il successo del 2014.
2)                 Cosa hai pensato durante la gara? Hai prestato attenzione al tuo corpo, al ritmo di corsa, all’ambiente o agli altri?
Avrei dovuto correre la nona frazione (20.00-20.30) ma Giuseppe D’Antone, il nostro atleta più rappresentativo che era schierato in prima frazione (16.00-16.30) ha avuto un contrattempo lavorativo e ho dovuto sostituirlo all’ultimo minuto. Non ho avuto molto tempo a disposizione per riscaldarmi e per prepararmi all’idea di correre con il caldo che c’era sabato pomeriggio perciò durante la gara ho cercato di rimanere concentrato il più possibile sulle mie sensazioni e sulla tabella mentale che mi ero prefissato: correre a 4.00 min/km per venti minuti e poi provare ad aumentare. La prima è sempre una frazione molto competitiva e anche stavolta c’erano diversi atleti forti, ho cercato di non farmi condizionare dalla loro partenza sparata e di restare sui miei ritmi. La tattica è stata buona perché sono riuscito a finire la gara in progressione, sotto i 4,00 min/km superando anche nel finale l’atleta della squadra rivale con cui ci siamo contesi fino alla fine il terzo posto. A differenza delle gare su strada e dei trail faccio più fatica a concentrarmi sull’ambiente, proprio a causa delle tattiche da seguire in base a come stanno andando gli avversari e alla loro posizione di classifica, però nel nostro angolo il tifo era molto caloroso, si faceva sentire e questo mi ha dato parecchio conforto.

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