martedì 24 febbraio 2026

Adriano Leidi Campione Italiano Master M85 50km 2026

 Dott. Matteo Simone 
 

Il 21 febbraio 2026 si è svolta la 50km del Conero -  Memorial Mimmo Strazzullo, corsa su strada, valida quale Campionato Italiano 50km corsa su strada. 

Il Campione italiano è stato Alessio Terrasi con il crono di 2h55’50” precedendo Dario Pietro Ferrante 2h56’54” e Giacomo Ambrosini 3h10’41”. 
Tra le donne, la campionessa italiana è stata Federica Moroni 3h24’ precedendo Sara Ceccolini 3h2423” e Sarah Giomi 3h2637”. 
Da menzionare Adriano Leidi (Podistica Solidarietà) Campione Italiano M85tra i meno giovani, con il crono di 6h1209” che così risponde alla seguente domanda dopo la gara: 
Grandissimo come stai? Com’è andata?  Sto bene, chiaramente i tempi non sono più come una volta, mi devo accontentare, però lascio alle spalle parecchi giovani e questo mi fa andare avanti. 

In effetti Adriano vanta altissime performance quando era più giovane, ma non troppo giovaneBasta consultare il seguente sito tedesco di Statistica di ultramaratona https://statistik.d-u-v.org/getresultperson.php?runner=31573  
Il 15 aprile 2005 all’età di 64 anni corse la “12th Dead Sea Ultra Marathon (JOR)”, 50km corsa su strada, in 3h53’06”, classificandosi 17^ assoluto e primo di categoria. Il vincitore assoluto fu l’Iracheno Nouri Jaber 2h4839”, precedendo i giordani Ali Al Amadi 2h5043” e Mohmad Abdel Qader 2h5517”. 
Tra le donne vinse la statunitense Sharon Kovar 3h5322”, precedendo la sudafricana Susanna Vermaak-McIvor 3h55'45” e la svizzera Ursula Marti-Sigg 4h1659”. 
Comunque, come lui dice, alla 50km del Conero ha lasciato dietro 21 atleti, tutti più giovani di lui. 
Prossima gara? La prossima gara sarà 'Vola Ciampino’ che si svolge ‘Le Idi di Marzo’, quando io sono nato e, quindi, faccio 85 annie anche perché io mi chiamo Leidi. Poi la maratona di Roma. 

Domenica 15 marzo 2026 a Ciampino si svolgerà la 26^ edizione della "Vola Ciampino", gara su strada di 10km organizzata dall'A.S.D. Runners Ciampino con il patrocinio del Comune di Ciampino e sotto l'egida della FIDAL Lazio. 
Le Idi di Marzo (latino: Idus Martiae) erano un giorno festivo dedicato al Dio della guerra, Marte. 
Il termine Idi si riferiva al 15º giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, e al 13º giorno degli altri mesi. Spesso l'espressione Idi di marzo viene utilizzata per indicare una data cruciale come quella dell'assassinio di Giulio Cesare, avvenuto il 15 marzo 44 a.C. e Adriano Leidi è nato proprio il 15 marzo e il suo cognome è Leidi (Le Idi). 
La maratona di Roma si svolgerà il 22 marzo 2026 e Adriano Leidi cercherà di vincere la categoria M85 come fece il 19 marzo 2023, vincendo la categoria M80 in 4h38’07”. 
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Adriano attraverso alcune mie domande di un po’ di tempo fa. 
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? Intorno ai 50 anni portavo i mei due figli al Centro di Atletica ‘Tre Fontane’ e mentre stavo a guardare i loro allenamenti, vedevo diverse persone, anche anziane, che correvano. A un certo punto mi è venuta voglia di corricchiare per non stare sempre fermo. Per cui salivo sul boschetto dietro la ‘Madonna delle 3 fontane’ e mi muovevo. Così il 15 marzo 1992, mi è capitata l'occasione di fare la prima corsa, la ‘Roma Ostia’ in 1h47'06, sostituendo un certo Tulli che non poteva partecipare causa lavoro. 

Così Adriano ha iniziato a correre e non si è più fermato, conseguendo primati importanti soprattutto in gare di lunga distanza. 
La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? La gara dove ho sperimentato le emozioni più belle è stata la “100km dei Faraoni’, svoltasi in Egitto. La bellezza dell’itinerario in mezzo al deserto, poi mi sono dovuto fermare, attraversando un villaggio, per il passaggio di un breve funerale e la visione di alcune piccole piramidi, insomma mi sembrava di essere calato a 4000 anni fa. 

Il 28 novembre 2003, Adriano si è classificato  alla “100 km Pharaonic Race (EGY)”, in 10h07’22” (all’età di 62 anni). Il vincitore fu l’egiziano Dehaise Mahmoud 8h34’10” precedendo il tedesco Oliver Lechtenfeld 9h29’41” e il britannico Howard White 9h58’17”. 
Cosa pensano familiari e amici del tuo sport? 
I miei familiari e amici mi guardano con una certa ammirazione e mi chiedono sempre qual è la prossima gara e di quanti km. 

Adriano sembra essere una grande viaggiatore ed esploratoreprima di tutto di se stesso e poi di popoli e culturespostandosi con il camper e la sua famiglia in giro per il mondo. 
Hai sperimentato il limite nelle tue gare? Sì, perché la mia gara più lunga è stata di 150km da Castiglion Fiorentino a Cesena, chiamata TransAppenCup, passando il valico di Montecoronaro che ricorda la zona dove nasce il Tevere, ma è stata anche una gara di sofferenza perché non assistita. Ricordo che intorno al 100° km, era notte, mi ha fermato la polizia chiedendomi dove andavo. 

Lo sport di endurance come le ultramaratone prevede una grande preparazione fisica e mentale ma anche delle avventure e aneddoti bizzarri in quanto si tratta di gare considerate estreme e fuori la normale quotidianità, non considerate da atleti e nemmeno da passanti o forze di polizia. 
Quali sensazioni sperimenti facendo sport (
pre-gara, gara, post-gara? 
A parte qualche gara, praticamente l’unica quella citata di 150km, le sensazioni provate sono sempre state positive. Primo perchédall’allenamento alla gara e poi al traguardo della competizione, il fisico si irrobustisce e la fatica non è elemento che ti abbatte ma ti fortifica sapendo che elimina quelle sostanze negative che si creano con l’alimentazione tipo colesterolo cattivo e zuccheri nocivi. Qualche volta esagero mangiando qualche cosa che non dovrei (tipo dolci che mi piacciono molto) sapendo che dopo le elimino facendo allenamento prolungato e veloce. 

Interessante la testimonianza di Adriano, soprattutto relativa al concetto di fatica che tanto fastidio non fa ma anzi irrobustisce, rende più forti e sicuri, permette di sviluppare la consapevolezza di potercela fare se si continua, persiste, insiste, con fiducia e resilienza. 
Quali sono i tuoi pensieri in allenamento e in gara? 
I pensieri in allenamento sono legati ai vari modi di correre, per acquisire la velocità e la potenza, che ho appreso sulle varie riviste di Correre (non ho mai avuto un allenatoremi sono sempre adattato leggendo ma devo anche dire che alle volte un bravo allenatore mi avrebbe aiutato a non cadere in fasi di affaticamento in gara). 

A volte è importante avere persone vicine che consigliano, che sono esperti e competenti e sanno dare le giuste indicazioni per fare meglio e/o per evitare infortuni e/o insuccessi. 
La tua gara più estrema o più difficile? La mia gara più estrema e difficile ma anche più esaltante, la 100km dei Faraoni perché essendo in clima secco non sentivo necessità di bere spesso e questo mi ha condannato a camminare intorno al 65° km e dal terzo posto sono passato al sesto, essendomi passati avanti 3 concorrenti. Ogni partecipante alla gara aveva una personain macchinacon acqua e qualcosa da mangiare e questa persona mi diede una pepsi cola, ebbene intorno al 75°km ho ripreso a correre recuperando due che mi avevano superato ma non sono riuscito a riprendere il terzo, per cui arrivai quarto e questo mi ha roduto parecchio perché essere premiati all’estero è una cosa esuberante come mi capitò alla 50km del Mar Morto in Giordania. 
Cosa ti fa continuare a fare sport? 
Mi fa continuare a fare sport la salute perché lo sport, e in questo caso la corsa, è la medicina più buona, tutte le altre servono a poco o addirittura sono nocive. 

Lo sport risulta essere sempre più una sorta di medicinale senza effetti collaterale se praticato con metodo, testa, preparazione fisica e mentale. 
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? Una frase o parola che ti aiuta nelle difficoltà? Purtroppo, nelle mie serie di gare e soprattutto le supergare c’è una sconfitta che mi rimane nella mente e nel fisico e si chiama Spartathlon che richiama alla mente la storia greca. Infatti, la leggenda dice che Filippide andò da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria dei Greci sui Persiani mentre la storia vera dice che Filippide andò da Atene a Sparta per chiedere aiuto che non ottenne e quindi non fece 40km ma 240 e altrettanti di ritorno. Per questonel 2002 mi ero iscritto alla Spartathlon ma in seguito alla gara di 150km fatta prima, avevo perso tutti i valori della ferritina e sideremia e non riuscivo più a recuperarli
Alla 
Spartathlon, intorno al 93°km, ho visto che facevo troppa fatica e non potevo portarla a termine per cui decisi di ritirarmi e questa gara, legata alla storia della corsa che mi ha visto sconfitto, è rimasta nella mia memoriama come in tutti gli eventi negativi ho anche una frase che mi fa andare avanti e conquistare qualche successo e si chiama: Boia chi molla
 

Gare dure ed estreme come la Spartathlon potrebbero anche lasciare il segno, se c’è bisogno ci si può arrendere e fermarsi, ritirarsi senza considerarla una sconfitta perché si mette in conto che trattasi di una grande sfida e comunque si apprende sempre dall’esperienza, da qualsiasi esperienza andando sempre avanti. 
Un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? A tutti i ragazzi direi di fare sport perché fa stare bene in salute e aiuta a superare le difficoltà della vita. 
Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e performance?
 Io ho sempre corso a modo mio però se avessi avuto un allenatore che capiva le mie capacità forse il tempo alla 100 km a 60 anni sarebbe stato ancora meglio di 8h45'54''. 

Il 22 settembre 2001, Adriano si è classificato 5° alla 7^ Lupatotissima100 km su strada, in 8h45’54”. La gara è stata vinta da Salvatore Naccari 7h54’12”, precedendo Eraldo Loi 8h26’37” e Daniele Camoni 8h32’30”. 

Dott. Matteo Simone 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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