Dott. Matteo Simone
La Backyard Ultra è nata da un'idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.
Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce a completare il giro in 60 minuti o non riesce a partire in tempo per il giro successivo, è eliminato. La gara continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente in grado di completare un ultimo giro, uno in più degli altri.
Il 30 maggio 2026 ha avuto luogo la 2^ edizione della Backyard Ultra Livata e l’ultimo a restare in gara dopo 51 giri totalizzando 342,006 km è stato Danile Lissoni che vinse anche l’anno scorso.
In seconda posizione Francesca Ferraro con 50 giri e 335,300 km e in terza posizione Pablo Barnes (ARG) con 46 giri e 308,476 km. A seguire Giuliano Zaccaria 37 giri e 248,122 km.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Daniele Lissoni (ASD Vegan Power Team) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la vittoria alla Backyard, te l’aspettavi? Sapevo di essermi preparato nel migliore dei modi, rispetto all’anno scorso ho fatto molto più dislivello e sono arrivato a fare un lungo di 30h in simulazione un mese prima, ma non do mai nulla per scontato, in queste gare cambia tutto di ora in ora e non si può mai essere certi della vittoria. Ci ho creduto sin dall’inizio e ho dato tutto me stesso per realizzare questo sogno, avevo una forte motivazione in quanto volevo dedicare la vittoria al mio cagnolino Snoopy scomparso a fine aprile, non passa giorno che non pensi a lui e mi si riempiano gli occhi di lacrime… inoltre ho organizzato una raccolta fondi per la Paul Watson Foundation Italia, associazione della quale sono ambasciatore, a favore della salvaguardia delle tartarughe marine, specie in via di estinzione. Tutto ciò mi ha dato una forza interiore inimmaginabile.
In effetti, Daniele già l’anno scorso ha dimostrato di essere fortissimo nell’ultramaratona e soprattutto in questo particolare format, fermandosi dopo la 60^ ora, totalizzando 402,360 km e precedendo il norvegese Jon Asphjell 59h (395,654 km).
Quest’anno aveva il vantaggio di conoscere bene il percorso già dall’anno scorso e ha potuto finalizzare gli allenamenti per una prestazione ancora migliore, inoltre aveva delle motivazioni animaliste che lo spingevano ad andare oltre con la forza della mente oltre che con il corpo ma è anche vero che tra gli atleti c’erano alcuni di altissimo valore.
Eventuali criticità, momenti difficili? L’unico momento di crisi l’ho avuto quando, alla 46sima ora, Francesca mi ha detto che a 50 ore si sarebbe fermata, gestire quelle ultime ore è stata dura mentalmente, mi sforzavo di stare nel momento presente ma la mente mi portava a non vedere l’ora di finire…
A volte la mente fa brutti scherzi, le ultramaratone non sono mai scontate, tutto può succedere nelle tantissime ore di gara, il fisico può cedere ma anche la mente può divenire poco lucida e sabotare l’atleta. Bisogna trovare le giuste modalità e strategie per ritornare in se stessi, focalizzarsi nel momento presente e procedere andando avanti con fiducia, consapevolezza e resilienza.
Hai chiuso gli occhi qualche minuto? Pochi minuti il primo giorno, poi mi sdraiavo sul materassino e cercavo di riposare il più possibile anche solo per pochissimi minuti.
Un particolare format di gara dove non si può accumulare vantaggi per poi riposare a sufficienza ma si può solamente guadagnare una manciata di minuti per poter far tutto, nutrirsi, riposare corpo e mente, restando sempre vigili e attivi per continuare.
Avevi assistenza? Sì, l’amico Marco Forcuti di Roma, è stato preziosissimo, mi ha preparato tutto in maniera impeccabile, ha scandito tutto i riposi, i pasti e gli integratori senza mai sgarrare di una virgola dal piano nutrizionale preparato su misura per me dal dott. Calviello.
Gare particolari, stressanti, considerate estreme dove sarebbe opportuno avvalersi di una crew o persone che aiutano, sostengono, supportano e guidino l’atleta nei pochi minuti prima della successiva ripartenza.
Hai gradito i ristori dell’organizzazione? I migliori in assoluto! Tutto vegan ma soprattutto da leccarsi i baffi! Ho adorato gli straccetti e tutta la cucina di Michele di Blacksheep venuto direttamente da Trento! Una persona e un cuoco fantastico!
Una gara da non mancare per approfondire la conoscenza di se stessi nella gestione di una durissima gara ma anche nell’approfondimento e la conoscenza di pietanze vegane proteiche e squisite senza sacrificare alcun essere vivente.
Avevi alimenti tuoi personalizzati? Sì, avevo tutto ciò che mi era stato indicato dal nutrizionista, integratori compresi.
Cosa hai scoperto di te stesso grazie alla backyard? Ho scoperto di avere una resistenza fuori dal comune ma soprattutto di avere una dedizione molto forte verso la disciplina, amo correre per ore anche quando ci sono giornate in cui preferirei fare altro, sono certo che sono proprio quelle giornate che fanno la differenza quando il ‘gioco’ si fa duro…
Per eccellere e ottenere successo non è sufficiente l’allenamento fisico, mentale, nutrizionale ma è indispensabile l’amore per quello che si fa, una fortissima passione e motivazione che fa andare oltre sia in allenamento che in gara e permette di fare tutto, oltre ogni immaginazione.
Come descrivi il tuo percorso sportivo (come eri, percorso fatto, che intenzioni hai per il futuro)? Non sono mai stato un atleta di successo in nessuno sport, la mia unica qualità è sempre stata la grinta e la volontà di non arrendermi mai. Grazie ad Antonio e Mauro (i miei allenatori della DMM Academy) ho imparato a credere di più in me stesso e, grazie al loro supporto e al loro metodo, ho cominciato a prendere confidenza con le lunghe distanze.
Non fosse stato per loro forse oggi non sarei qui a scrivere queste righe… devo molto a loro, sarò loro sempre molto grato! Nel futuro vedo ancora backyard, il mio sogno è quello di arrivare a 100 ore, so che è un obiettivo molto ambizioso ed è proprio questo che mi spinge a volerlo realizzare. Non so se mai ci riuscirò, so solo che darò il 110% per provare a raggiungerlo!
Si può scoprire di avere un talento grazie a professionisti che permettono di tirare fuori risorse nascoste e a potenziarle per il raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi e sfidanti ma non impossibili con l’impegno, determinazione, fiducia.
Il tuo vissuto Backyard pre gara, durante la gara, post gara (sensazioni, emozioni, pensieri)? Ero molto tranquillo, nonostante tutti mi dessero per favorito questo non ha inciso sulla mia serenità, fa parte del gioco e ho imparato a conviverci. Durante la gara cercavo di restare nel presente e di concentrarmi solo su un giro alla volta. Il fatto di aver corso con uno dei miei miti grazie al quale ho iniziato a correre ultra, Michele Graglia, ha reso l’esperienza qualcosa di epico!
Una persona splendida dietro a un atleta di caratura mondiale, è stato bellissimo correre e chiacchierare al suo fianco durante i numerosi loop corsi insieme. Post gara è arrivato il classico down post ultra… a livello fisico dopo un paio di giorni mi sentivo a posto ma a livello mentale ero triste… non so bene perché però dopo giorni vissuti in maniera così intensa quando tutto finisce ti lascia un vuoto dentro difficile da spiegare… per fortuna poi ho parlato con Mauro che mi ha rimesso in sesto nel giro di una telefonata facendo ancora una volta capire quanto debba imparare su queste gare…
Per questa seconda edizione dell’Ultra Backyard Livata, Antonio Di Manno ha invitato amici atleti da diverse parti del mondo, molto validi e competitivi, tra i quali Francesca Ferraro che ha dimostrato di essere fortissima nelle distanze notevoli, più è lungo il chilometraggio e lei meglio si esprime fino ad arrivare a eccellere in gare di 490 km.
Il fortissimo ultramaratoneta argentino Pablo Barnes capace di vincere tantissime gare di ultratrail e a portare a termine per 10 volte la Spartathlon 246 km. Per non parlare la leggenda dell’ultramaratona Michele Graglia, un ex modello che provando l’ultramaratona ha scoperto di poter vincere le più difficili al mondo: nel deserto, nei ghiacciai, nella valle dell’inferno.
Quanto e come influisce il tuo allenatore e la tua famiglia nella decisione dei tuoi obiettivi? I miei allenatori influiscono molto sulle mie decisioni in merito alle gare, in quanto, dopo anni passati insieme, sanno cosa è meglio per me, nonostante magari io all’inizio non comprenda alcune cose poi tutto si rivela corretto alla distanza… Antonio è ormai un amico e con lui mi sento quotidianamente, oltre che un allenatore è un amico vero e proprio, e ogni volta che ci si rivede è una vera e propria gioia per me. Condividere la passione per questa splendida disciplina è solo la ciliegina sulla torta!
Mauro invece è il ‘sergente di ferro’, ogni volta che sgarro mi riporta sulla retta via senza mezzi termini, a volte è severo ma fino a oggi non ha mai sbagliato nulla con me, e forse è proprio questo il segreto di tutti i frutti raccolti in questi anni!
Anche la mia famiglia incide molto sulle mie decisioni sportive, Rossana e Maddalena sono le prime con cui parlo dei miei sogni e progetti… Rossana è sempre al mio fianco nonostante sappia bene che prepararsi come si deve a questi eventi significa sacrificio e dedizione totale alla causa… io cerco di non far pesare la mia assenza in famiglia allenandomi spesso nella notte o in orari in cui loro non ci sono ma se non fosse per la sua comprensione e supporto incondizionato sicuramente non avrei mai nemmeno potuto iniziare a sognare di correre lunghe distanze che a volte portano a stare fuori diversi giorni da casa. Ogni giorno la ringrazio e le sono davvero grato dell’amore che mi dona, il vero segreto della mia forza, insieme all’amore per tutti gli animali ed esseri viventi, è proprio lei!
Una grande forza per Daniele sono i suoi allenatori di fiducia, espertissimi delle lunghe distanze, soprattutto Antonio per averle provate e avuto successo, e un grandissimo vantaggio avere una famiglia comprensiva, amorevole che comprende e supporta.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
Autore di libri di psicologia e sport









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