martedì 16 giugno 2026

Cecilia Celeste Navarro, ultramaratona: Nel 2018 ho stabilito il record argentino

 Dott. Matteo Simone

Nella classifica di tutti i tempi dell’ultramaratona Argentina, nella 48h la miglior prestazione femminile è di 319,332 km di Betiana Pintener ottenuta il 5 maggio 2019  a Montevideo (URU).
La seconda prestazione è di Agustina Marcela Abalsa 287,752 il 19 maggio 2019 a Termas de Rio Hondo (ARG) e 282,498 km, dì Celeste Cecilia Navarro il 6 maggio 2018 a Montevideo (URU).
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Cecilia Celeste attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti definiresti dal punto di vista atletico? Una persona normale a cui piace mettersi alla prova e migliorarsi. Mi adatto a ciò che ho. Mi affido a ciò che dicono gli altri. Non ho scarpe da corsa, un nutrizionista, una pista, ecc. Faccio del mio meglio con quello che ho. Eppure, ho ottenuto i miei risultati. Faccio le cose alla vecchia maniera, ah ah
Non perché pensi che sia il modo giusto, ma perché non lascio che queste cose diventino un ostacolo. Sarebbe bello averle, come supporto, condizioni migliori, aggiungere il nuoto, che mi ha aiutato, alimentazione, massaggi, fisioterapia, ecc. Ma non lascio che mi distraggano dai miei obiettivi. Penso che la mia realtà sia questa... ho questo. Principalmente, ho me stesso, il che non è poco di questi tempi... facciamo del nostro meglio. Se a un certo punto avrò l'opportunità di accedere a qualcosa di meglio, benissimo... purché non sia un impedimento al raggiungimento di ciò che mi sono prefissato. È difficile rimanere concentrati in un mondo che offre così tante distrazioni.

Cecilia Celeste sembra essere molto consapevole e resiliente, si adatta con quello che ha a disposizione, facendo del suo meglio, cercando di andare sempre oltre e ottenendo risultati brillanti come il record nazionale argentino nella 48 ore. E questo è quello che ha adisposizione in questo momento, se arriverà qualcos’altro in suo aiuto sarà tanto meglio, ma nella sua mente ci sono degli obiettivi che anche se sono difficili e ritenuti quasi impossibili lei ci prova fino alla fine di raggiungerli, trasformando sogni in realtà, con impegno, passione, determinazione e tantissima fiducia in se stessa.
Com'è stato il passaggio alle ultramaratone?
Avevo appena corso due o tre mezze maratone. Mi hanno invitata a fare volontariato in un punto di ristoro di un'ultramaratona. Ho detto di sì senza sapere cosa fosse un'ultramaratona o un punto di ristoro, ah ah, ed è stato amore a prima vista. Quella gara si svolgeva su pista e si correva fino a 48 ore. Quel giorno ho detto: ‘Un giorno correrò per 48 ore e batterò il record’. È qualcosa che non riesco a spiegare, l'ho semplicemente sentito. Inoltre, la ragazza che quel giorno aveva battuto il record argentino era presente a quella gara, e le ho dato la medaglia. L'ho trovata incredibile. Questo è successo alla fine del 2013. Nel 2014 ho corso la mia prima gara di 6 ore. Nel 2017 ho partecipato al Campionato del Mondo di 24 ore. Ero in squadra con Pablo Barnes. Per me, rappresentare il mio paese è stato un sogno che si avverava. La mia gara al Campionato del Mondo non è andata bene. Non sapevo se sarei riuscita a permettermi economicamente il viaggio. Ma quando sono tornata, l'anno successivo ho stabilito il record. Direi che, dopo una gara molto negativa e alcuni commenti spiacevoli da parte di certe persone all'epoca, tutto ciò mi ha aiutato ancora di più a realizzare il mio obiettivo: correre per 48 ore e raggiungere altri traguardi. E nel 2018 ho stabilito il record argentino. Avevo la sensazione di averlo già fatto.

Cecilia Celeste ha fatto un grandissimo percorso nell’ultramaratona iniziando con una 6 h e poi gradualmente aumentando i chilometri e facendo sempre meglio fino a rappresentare l’Argentina in un Campionato del Mondo e a stabilire il record nazionale 48 h.
Il 1° novembre 2014 Cecilia ha corso la sua prima ultramaratona, la 6° 6 hs Internacional Ciudad de Buenos Aires (ARG) classificandosi 2^ con 59,200 km (7^ assoluta), preceduta dalla vincitrice Renata Vidal Peixoto (BRA) 60 km (4^assoluta), terza posizione Veronica Leticia Pereira Suarez (ARG) 50,400 km. Il vincitore assoluto è stato Alfredo Pagano (ARG) 66,800 km precedendo Gustavo Adrian Pignataro (ARG) 66 km e Ariel Gonzago Brito (ARG) 62,800 km.
Il 1° luglio 2017 Cecilia Celeste ha partecipato al Campionato Mondiale 24 h - IAU 24h WC Belfast (GBR) totalizzando 147,797 km. La prima donna fu Patrycja Bereznowska (6^ assoluta) 259,991 km (POL) precedendo Aleksandra Niwinska 251,078 km (POL) e Katalin Nagy 250,622 km (USA). Il vincitore assoluto fu Yoshihiko Ishikawa 270,870 km (JPN) precedendo Sebastian Bialobrzeski 267,187 km (POL) e Johan Steene 266,515 km (SWE).
Purtroppo,
nella carriera di un atleta o comunque nella vita quotidiana si mettono in conto sconfitte, cattive prestazioni, ma tutto serve per capire come far meglio, su cosa bisogna lavorare, quali aspetti critici bisogna rafforzare e infatti, successivamente Cecilia Celeste ha avuto un’ottima prestazione facendo il record nazionale 48 h.
 
Tra il 4 e il 6 maggio 2018 Cecilia ha stabilito il record nazionale argentino alla 48 hs. Int. Uruguay Natural totalizzando 282,498 km (5^ assoluta) e classificandosi seconda donna dopo Carla Antonella Dadomo Manfredi (URU) 295,640 km (4^ assoluta), terza donna Diana Monica Celeiro (ARG) 258,064 km. Il vincitore assoluto fu Jonathan Mariano Camejo Perlalta (URU) 335,856 km precedendo Marco Antonio Zaragoza Campillo (MEX) 315,003 km e Ricardo Luis Umanti 304,440 km. 
Cosa hai scoperto di te stessa grazie all'ultramaratona? Ho scoperto una virtù che non sapevo di avere. Ho capito che quando mi impegno davvero e ci credo, posso farcela.

Nella pratica dell’ultramaratona ci si accorge che si può fare, bisogna crederci e impegnarsi e si arriva fino alla fine della gara.
Cosa ti
affascina delle ultramaratone?
Proprio questo... Sono dure, ma è incredibile quello che si può sopportare. Quando si è determinati a raggiungere un obiettivo, il dolore passa in secondo piano. Anche la fatica e il disagio svaniscono. Armatevi di risorse per i momenti più difficili della corsa... o evitate che arrivino.

Trattasi di gare davvero molto dure e considerate estreme ma non impossibili, bisogna impegnarsi, faticare, soffrire e crederci fino alla fine della gara. 
In che modo l'ultramaratona ti aiuta nella vita di tutti i giorni? Mi aiuta a capire che sono forte, che posso superare le sfide che incontro, che bisogna essere pazienti... che affrettare le cose quando si tratta di un impegno a lungo termine è inutile.

La pratica dell’ultramaratona aiuta a essere pazienti a saper aspettare, fidarsi di potercela fare, fidarsi che passa la crisi,
il dolore, la sofferenza.
Come descrivi la tua carriera sportiva (percorso intrapreso, intenzioni per il futuro)? Ho iniziato, con mia sorpresa, con buoni risultati. Ora, circa un anno e mezzo fa, sono tornata alle competizioni. Mi sto concentrando sul miglioramento dei miei tempi; considero le corse di 6 e 12 ore difficili, non sono veloce. Ma se nella 48 ore è stato superato il record del 2018, oggi ho il terzo miglior tempo storico in Argentina e vorrei recuperare il record o migliorarlo ulteriormente. Ho 50 anni e ho avuto diversi infortuni. Il mio infortunio mi ha fatto perdere la concentrazione per un po', durante il quale ho deciso di affrontare le cose con più calma. Ma ora che posso allenarmi più normalmente, ho bisogno di ritrovare la concentrazione. Ho un grande obiettivo che preferisco tenere segreto. 

È importante avere sempre progettualità, obiettivi, mete da raggiungere ed è altrettanto importante la consapevolezza di ciò che si vuole e si può fare con impegno, costanza, determinazione.
Hai avuto esperienze positive (sensazioni provate, feedback ricevuti? Sì, ho avuto esperienze meravigliose... sapere che l'orgoglio e la soddisfazione personale sono qualcosa di così grande che non si può spiegare.
Qual è la tua esperienza prima, durante e dopo la gara (sensazioni, emozioni, pensieri)? Nonostante mi piaccia, trovo l'allenamento difficile, soprattutto per le lunghe distanze... Sono ansiosa, ah ah, e ho scelto una disciplina che richiede pazienza. Prima della gara di solito non mi innervosisco, ma durante la gara cerco di essere il più attenta possibile ai miei pensieri. Se ho un brutto momento, penso a cosa succederà e che mi sentirò di nuovo bene. A volte si riesce ad avere la mente lucida, altre volte la stanchezza e la frustrazione vincono. Cerco di pensare a quanto bene mi sentirò per non aver mollato. E ci penso passo dopo passo.

Nelle lunghe distanze bisogna essere presenti a se stessi nonostante la fatica e la mancanza di lucidità che a volte può fare brutti scherzi, bisogna sempre pensare di andare un po’ avanti e vedere che succede accorgendosi che si può fare, che passa il bruto momento ed è bello se si arriva fino alla fine nonostante la voglia di mollare.
Quali sono i tuoi metodi per gestire stress o tensione durante l'allenamento o la gara?
Penso al mio obiettivo. Penso: se non oggi, quando? Il giorno è oggi. Mi sembra importantissimo allenare la parte mentale tanto o più di quella fisica.

Bisogna sempre avere in mente il proprio obiettivo, dargli importanza e insistere sempre.
Cosa significa per te vincere un'ultramaratona? Una fonte di orgoglio. È semplicemente la conclusione di un intero percorso.
Quanto e in che modo il tuo allenatore e la tua famiglia ti influenzano nella definizione dei tuoi obiettivi? Quando sono tornata, mi allenavo da sola, ma quando mi alleno con un allenatore, è importante che mi dia supporto. E la mia famiglia... è qui.

Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Cecilia Celeste Navarro, ultramaratona: Nel 2018 ho stabilito il record argentino
Dott. Matteo Simone

¿Cómo te defines atléticamente? Una persona normal que le gusta desafiarse y superarse. Soy una persona que m'adapto a lo que tengo. Voy a que otros dicen. No tengo zapatillas, nutricionista, o pista, etc. Hago lo mejor que puedo con lo que tengo. Asi y todo tuve mis resultados. Hago las cosas a lo indio jaja. No por que piense que asi está bien. Si no porque no dejo que esas cosas sean un obstáculo, si estarían buenas que estén., como apoyo, mejores condiciones, agregar natación que a me servía, nutrición, masajes, kinesio, etc. No dejo que me desenfoquen de mis objetivos. Yo pienso mi realidad es esta. Cuento con esto. Principalmente cuento conmigo misma que hoy no es poca cosa... hagamos lo mejor que se pueda. Si en algún momemto tengo posibilidades de acceder a algo más genial. Mientras que no sea un impedimento. Para seguir cumpliendo con lo que me propongo. Es difícil hoy estar enfocado en un mundo que ofrece muchas distracciones.
¿Cómo fue la transición a los ultramaratones? Recién había corrido dos o tres 21 km. Me invitaron a ser voluntaria de una ultramaraton en las mesas de avituallamiento
Dije que sí
sin saber qué era un ultramaratón ni que era un avituallamiento, jaja, y fue amor a primera vista. Esa carrera era en pista y duraba hasta 48 horas. Ese dia dije Yo un dia voy a correr 48 hs y voy a hacer el record. Es algo que... no sé cómo explicarlo. Simplemente lo sentí. Además, en esa carrera estaba la chica que batió el récord argentino ese día, y yo le puse la medalla. Me pareció increíble. Eso fue a finales de 2013. En 2014, corrí mi primera carrera de 6 horas. En 2017 participé en el Campeonato Mundial de 24 horas. Estuve en el mismo equipo que Pablo Barnes. Para mí, representar a mi país fue un sueño hecho realidad. Mi carrera en el Campeonato Mundial no fue bien. No sabía si podría costear el viaje. Pero cuando regresé al año siguiente, establecí el récord. 
Diría que, después de una carrera muy negativa y algunos comentarios desagradables de ciertas personas en aquel momento, todo esto me ayudó aún más a lograr mi objetivo: correr durante 48 horas y alcanzar otros hitos. Y en 2018, batí el récord argentino. Yo sentí que era algo que ya habia hecho.
¿Qué descubriste sobre ti gracias a la ultramaratón? ¡Uf! Me encontré con una virtud que non sabía que tenía. Me di cuenta cuando realmente me proponia algo y creo en ello lo podia hacer.
¿Cómo te ayuda la ultramaratón en tu vida diaria? A saber que soy fuerte, que puedo superar las cosas que se me presentan, que hay que tener paciencia... que apurarse cuando es algo a largo plazo no sirve.
¿Qué te fascina de los ultramaratones? Eso mismo... son duras. Pero es increíble lo que uno puede aguantat. Cuando se está dispieato a alcanzar un objetivo, el dolor pasa a otro plano. 
El cansancio y el malestar bien... Armarse de recursos para los momentos más difíciles de la carrera..o prevenir que ellos lleguen.
¿Cómo describe su trayectoria deportiva (cómo fue, qué trayectoria emprendió, qué intenciones tiene para el futuro)? Yo empecé para mi sorpresa con buenos resultados. Mis mejores marcas menos en 6 hs que la mejore un poco. Son mis mejores marcas. Y no puede volver a eso. Ahora hace 1 año y medio un poco más volví a la competencia. Tengo en la cabeza mejorar mis marcas ya 6hs y 12 lo veo complicado no soy rápida. Pero si en 48 hs el récord del 2018 fue superado hoy tengo la 3er marca historica d'Argentina y quisoera recuperar el récord o subir un escalon. Tengo 50 años m vengo lesionando. Mi lesión hizo me desenfoque un tiempo. En el que decidí tomarme las cosas con más calma. Pero ahora que ya estoy pudiendo entrenar más normal. Hay que volver al foco. Tengo un gran objetivo pendiente que prefiero mantenerlo en reserva.  
¿Alguna experiencia exitosa (sentimientos experimentados, comentarios recibidos)? Si tengo muy lindas experiencias... haber conocido ese orgullo y satisfacción propios es algo tan grande que no se puede explicar.
¿Cuál fue tu experiencia antes de la carrera, durante la carrera, después de la carrera (sensaciones, emociones, pensamientos)? A pesar. Que me gusta me cuesta entrenar sobre todos los fondos largos..soy ansiosa jaja y justamente elegí una disciplina requiere paciencia. 
Antes no soy de ponerme nerviosa durante trato d estar lo más atenta a mi cabeza y pensamientos. 
Si tengo un mal momento pensar que va a pasar y que me voy. a volver a sentir bien. A veces se puede estar lucido y a veces el cansancio y la frustracion ganan. Trato de pensar lo bien que me voy a sentir por. No aflojar. Y pienso en paso a paso. 
¿Cuáles son sus métodos para gestionar el estrés o la tensión durante el entrenamiento o la competición? Un poco lo que dije arriba pienso en mi objetivo. Pienso si no es hoy cuándo? El dia es hoy. Es que me parece super importante entrenar la parte mental tanto o mas que la fisica.
¿Qué significa para ti ganar una ultramaratón? Un orgullo. Es solo el final d todo un proceso.
¿Cuánto y cómo influyen en ti tu entrenador y tu familia a la hora de decidir tus objetivos? Y si infliyen. Cuando volví me entrené sola. pero cuando entreno con entrenador son importantes que contengan...Y mi familia...esta.

Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

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