martedì 9 giugno 2026

Silvia Stefanello, ultramaratoneta: Non bisogna mai fermarsi davanti a nulla

 Dott. Matteo Simone 
 

Lo sport aiuta a fissare obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili, aiuta a essere più sicuri, consapevoli, fiduciosi e resilienti. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Silvia (Il corso di corsa) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Non ho avuto grossi percorsi nello sport, fin da piccola l'ho sempre praticato. Sono una persona a cui non piace e non riesce a stare ferma. Faccio un lavoro che mi fa stare seduta tutto il giorno; pertanto, vado a nuoto all'alba 2/3 volte a settimana e corro d'estate all'alba d'inverno i sabati e le domeniche; non grosse cose, giusto per stare in movimento. 
Di quali competizioni sei più orgogliosa? P di qualcuno a suo tempo, le persone che consideravo amici, mi dicevano che tanto io non sarei mai riuscita a fare questo e quello, in primis il ‘Passatore. Invece ne ho fatte 6 edizioni! Mai dirmi che non posso farcela.  

Davvero una grande impresa portare a termine la lunghissima e durissima gara di 100 km del Passatore con partenza da Firenze e arrivo a Faenza attraversando a circa metà gara il Passo della colla di circa 900 metri di altitudine. 
Portarla a termine per 6 edizioni è davvero una grandissima conferma che ha dietro una fortissima motivazione che permette di allenarsi costantemente e con determinazione per portare a termine la durissima ultramaratona. 
Silvia ha corso il Passatore la prima volta nel 2018 in 20h57’31”, successivamente nel 2019, 2022, 2024, 2025, 2026. 
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? La corsa e tutti gli sport mi danno un relax e un aiuto mentale che nessuno può immaginare, riesco ad affrontare i problemi quotidiani, i problemi di vita e ad affrontare la gente, soprattutto i clienti arroganti (ho uno studio di contabilità). 

Lo sport aiuta a svagarsi, a trovare un tempo proprio per stare con se stessi o altri amici, per contattare il proprio corpo e le proprie sensazioni corporee, sia di fatica che di liberazione. Soprattutto le ultramaratone aiutano a sviluppare più pazienza e calma, non andando di fretta ma adagio, un passo alla volta fino alla fine dell’allenamento o della gara. 
Sei ispirata da qualcuno? Non sono ispirata da nessuno, ho sempre ammirato Alex Zanardi, non bisogna mai fermarsi davanti a nulla e sempre mettersi in gioco per vedere dove arrivano le nostre potenzialità, e considero una grande persona Gianni Poli con il quale ho avuto modo di conversare in più di qualche occasione. 

Alex Zanardi è stato un esempio di persona resiliente a cui tanti si sono ispirati e continuano a ispirarsi, soprattutto quando sono in difficoltà o devono compiere sfide impegnative. Alessandro Leone Zanardi, detto Alex (classe 1966 – deceduto il 1º maggio 2026), è stato un pilota automobilistico e paraciclista italiano. Nell'automobilismo si è laureato campione CART nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d'oro nei Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 e dodici titoli ai campionati mondiali su strada. 
Pier Giovanni Poli, detto Gianni (5 novembre 1957), ex maratoneta italiano, vincitore della maratona di New York nel 1986. Primo atleta italiano a scendere sotto il muro delle 2 ore e 10 minuti. Ha migliorato per ben quattro volte il record italiano della maratona: 6 dicembre 1981 a Fukuoka (Giappone), record italiano in 2h11’19”; 14 agosto 1983, ai Campionati del mondo di Helsinki con il tempo di 2h11’05”; nel 1984 a Milano vinse il campionato italiano di maratona stabilendo lo stesso tempo; il 20 ottobre 1985 a Chicago corse in 2h0957”. 
In che modo lo sport ti ha cambiato? Lo sport mi cambia continuamente, mi fa sentire più sicura. 
Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport? Ho fatto e faccio così tante maratone e ‘ultra  perché a mio modo di vedere sono più piacevoli di una mezza o dieci km, si ha più tempo per arrivare, pensare e riflettere. 

È importante l’approccio di ognuno nelle cose che si fanno. Infatti, la maratona e l’ultramaratona per tanti possono essere considerate molto impegnative e faticose e per altri molto rilassanti e una sorta di viaggi per approfondire la conoscenza soprattutto di se stessi. 
Sei un modello di riferimento per qualcuno?
Per me lo sport non è un lavoro ma un piacere e anche se arrivo ultima non mi interessa, proprio per questo motivo non sono un modello di riferimento per nessuno anche perché non bevo sali o mangio gel o barrette ma panini con prosciutto o salame, cose un po’ più consistenti. 

Dott.  Matteo Simone 

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