Dott. Matteo Simone
La pratica di una disciplina può essere molto impegnativa, soprattutto se si passa a correre maratone e ultramaratone.
Gli atleti si allenano e partecipano a gare molto sfidanti e stimolanti che richiedono allenamenti molto intensi di durata e di qualità e necessitano di supporto di famigliari e amici che li comprendano e li sostengano.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Serena (Atl. Santhià) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti definisci atleticamente? Sono un'atleta amatoriale che cerca di migliorarsi sempre.
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Da bambina ho praticato solo nuoto e non mi piaceva molto. In gioventù non ho praticato sport. Ho iniziato a correre dopo i 30 anni, per perdere i chili presi durante la prima gravidanza. Correvo solo per restare in forma e scaricare un po' di tensione. Alla fine del 2021 ho iniziato il percorso per correre la mia prima maratona. Dalla maratona di Roma, del 2022, ho iniziato a correre maratone e ultra.
La prima maratona richiede tanto allenamento e tanta fiducia in sé e fatta una se ne vogliono fare tante altre per migliorarsi e anche si vuole osare correndo distanze più lunghe per mettersi in gioco, per vedere fin dove ci si può spingere, gradualmente, alzando sempre un po’ più l’asticella.
Di quali competizioni sei più orgogliosa? Della maratona del lago Maggiore 2025 in cui ho fatto il mio personale in maratona (3h15'41”) e dell'ultramaratona del Conero 2026, in cui ho migliorato il tempo su questa distanza (4h02').
Qual è stata la competizione più difficile? Il mio primo Passatore (2026).
Sogni raggiunti e da raggiungere? Sognavo di correre il Passatore da cinque anni. Quest'anno ci sono riuscita, finalmente. Purtroppo, durante la gara sono andata in crisi, forse a causa del gran caldo iniziale. Dal 70° circa al 95° chilometro ho camminato più che corso e, di conseguenza, il tempo finale mi ha un po' delusa. Resta la soddisfazione di non aver mollato e non essermi ritirata. Vorrei riuscire a correre una maratona al di sotto delle tre ore e, se l'anno prossimo potrò sostenere la preparazione, correre nuovamente il Passatore e migliorare il mio tempo.
La 100km del Passatore è una gara molto affascinante e tanti vorrebbero un giorno provare a portarla a termine dopo un congruo periodo di allenamento mirato.
Una volta fatta, con l’obiettivo di portarla a temine fino alla fine, si vorrebbe rifarla perché la prima volta è una grandissima esperienza e la seconda volta si vuol far meglio avendo appreso tante lezioni fondamentali e rinforzando eventuali criticità riscontrate.
Lo scorso 23-24 maggio 2026, Serena ha fatto l’esordio nella 100 km, portando a termine la durissima 100 km del Passatore, Firenze-Faenza in 14h34’46”.
Gli atleti cercano sempre di far meglio mettendosi in gioco, apprendendo da ogni esperienza, allenandosi meglio e curando ogni aspetto che potrebbe essere utile per far meglio.
Cosa dicono i tuoi familiari e amici del tuo sport? Mio marito e i miei figli sono i miei più grandi sostenitori. Mio figlio minore pratica atletica.
Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport? Di essere molto più forte e resistente di quel che pensavo.
Quali sono gli allenamenti più importanti? La costanza negli allenamenti è basilare, ma gli esercizi di forza e i lunghi sono imprescindibili nelle preparazioni di maratone e ultra.
Per raggiungere obiettivi, stimolanti, sfidanti, difficili ma non impossibili bisogna essere motivati, avere una elevata passione, essere costanti e determinati, fiduciosi e resilienti.
In che modo lo sport ti ha cambiato? Non perdo più tempo in ciò per cui non vale la pena. Mangio meglio, dormo meglio e sono meno tesa. Più metodica e organizzata.
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Mi dà la carica per affrontare le difficoltà di ogni giorno.
Che messaggio daresti per avvicinare le persone all’ultramaratona? Sono gare che aiutano a conoscersi maggiormente. Consiglierei di farsi aiutare da un professionista per la preparazione, perché è molto facile infortunarsi.
Un tuo messaggio contro il doping? Personalmente non lo concepisco, a livello professionistico e ancora meno a livello amatoriale.
Sei ispirata da qualcuno? Dalle campionesse della nazionale di 100 km.
Sei un modello di riferimento per qualcuno? In primis, spero per i miei figli. Mi auguro, dopo la mia vittoria alla maratona di quest'anno della mia città, Santhià, di aver dato uno stimolo in più ai miei piccoli alunni e ai corridori locali.
È importante dare l’esempio ad altri che siano adulti o ragazzi, figli o allievi, per indirizzarli con l’esempio a uno stile di vita sano, lontano da divani e da cibi non salutare, senza temere la fatica che fortifica cuore, corpo e mente, diventando una fortissima alleata, perché quando passa, ci si accorge di ciò che si è riusciti a fare, senza mollare ma continuando a spingere un passo alla volta, incrementando sempre più autoconsapevolezza, autoefficacia e resilienza.
Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR



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