lunedì 23 marzo 2020

Cerchiamo di prestare l'attenzione sulla positività, la speranza, l'ottimismo

 Dott. Matteo Simone 

Ci sono tante storie di resilienza come la testimonianza dell’amico Mauro Tomasi che riesce a trasmettere tanta forza e coraggio: 
Come hai superato crisi, sconfitte, infortuni?La crisi nella fase dopo incidente, durata circa 9 anni, l’ho superata trovando L’INPUT per ricredere nella vita, vedendo persone che erano messe molto peggio di me fisicamente, ma psicologicamente messe meglio, mi riferisco a tetraplegici e varie malattie degenerative, loro erano felici, entusiasti, nonostante che tanti non si muovevano per niente. Questo si può notare dagli occhi, le persone felici hanno gli occhi lucidi, le persone tristi gli hanno spenti opachi, se guardo anch’io le mie foto fino al 2009 erano spenti. 
Vedendo loro ho cambiato anch’io la visione di quello che mi è successo da negativo in positivo, accettando quello che mi era successo come un’opportunità, un’occasione diversa di vivere la vita. E li veramente ho cominciato a vivere, accorgendomi di quante cose avrei potuto fare nella mia 'nuova occasione' che mi è stata donata, il mondo cambia solamente se cambiamo noi e le nostre decisioni e convinzioni in questo sono determinanti. 
Non importa come sia una persona fisicamente, dove viva, cosa faccia o dovrà fare, importa solo quello che vuole essere e come vuole stare, se vuole stare bene starà bene, se vuole stare male starà male, la scelta è solo sua... Tante volte non si apprezza e non si dà valore a quello che si ha, oppure se ne accorge solo quando non si ha più, ‘c’è chi ha tutto e non ha niente e c’è chi non ha niente e a tutto’... Io sono l’unico al mondo ‘riconosciuto’ iscritto alla FIDAL (normale) e CIP Paralimpico a fare gare su pista maratone, con una carrozzina normale monoguida, che spingo con un braccio solo, non ho mai avuto modelli simili a me per poterli “copiare” o prendere spunto. I nostri limiti sono nella nostra testa e tante volte sono fatti da altri
.”

Passa tutto se siamo fiduciosi, collaborativi, pazienti, se siamo comunque in contatto a distanza, se siamo sensibili, tolleranti. Passa tutto e si affronta tutto come i muri di tante maratone, possiamo e dobbiamo farcela sviluppando resilienza per cercare di uscire più forti e determinati per ritornare anche a correre maratone e ultramaratone sempre con il sorriso.
Di seguito riporto un interessante aneddoto tratto dal libro “Arrendersi mai, come trovare la carica per affrontare positivamente la vita”, pagg. 6-9, di Luis Rojas Marcos: 
“…Era ricoverato da cinque anni a causa di un infortunio subito sul lavoro mentre stava ispezionando un cantiere. …Mi venne in mente di chiedergli che voto avrebbe dato alla sua esistenza: da zero, molto infelice, a dieci, molto felice. Dopo un momento di riflessioni, con il sorriso sulle labbra e senza esitare, mi rispose: ‘un bell’otto’. Rimasi sorpreso: mi affrettai a chiedergli che valutazione avrebbe dato prima di quell’infortunio. Sempre senza esitazioni, la risposta di Robert fu: ‘Direi un otto e mezzo, più o meno.’ ‘Solo mezzo voto di differenza?’ chiesi con malcelata incredulità. ‘Caro dottore’, mi spiegò Robert praticamente come per tranquillizzarmi, ‘le parrà strano, eppure mi ritengo un uomo fortunato. Sono sopravvissuto a un gravissimo incidente con tutte le facoltà mentali intatte, anzi, da allora la mia esistenza ha acquistato un significato più profondo. 
Penso che, in un certo senso, quell’incidente abbia fatto di me una persona migliore. Sono divenuto più comprensivo con gli altri, apprezzo maggiormente piccole cose che prima mi parevano scontate…Lavorando nel mondo dell’infermità e dell’invalidità ho imparato ben presto due lezioni. La prima è che il potere riparatore del pensiero positivo è immenso. La seconda è che, fra gli esseri umani, la speranza è un sentimento molto più diffuso di quanto non si creda…Ma fu indiscutibilmente la conversazione di quel mattino con Robert, al Coler Memorial Hospital ad accendere nella mia mente la scintilla della curiosità nei confronti dell’ottimismo: avrei studiato a fondo questo aspetto della personalità capace di fare guardare i fatti della vita attraverso una lente che ingrandisce i lati positivi e riduce quelli negativi
.”

Bisogna andare avanti fiduciosi, speranzosi con forza e coraggio focalizzandosi per la risoluzione del problema contingente non facile ma neanche impossibile, insieme si può
.
Passa tutto se andiamo avanti anche con un po' di ansia, panico, paura, disperazione, sconforto. Eventi imprevisti e nefasti creano sconforto, possono destabilizzare. 
Non si è mai pronti a cambiamenti di vita drastici e improvvisi. 
A seguito di eventi critici, disturbanti, traumatici; oltre alle cure mediche, ai consigli da parte della comunità scientifica, ai provvedimenti delle istituzioni; l’aiuto psicologico è importante e fondamentale per la persona che ha bisogno di sentirsi tutelato, compreso, ricevere un rinforzo sulle proprie capacità di affrontare la situazione.
L’impatto di un evento considerato imprevedibile, devastante, stressante sui bambini e gli adulti comporta sensazioni intense e insolite, forti emozioni, pensieri bizzarri, comportamenti non abituali, è possibile che si possa manifestare panico, confusione, congelamento, tutte sensazioni ed emozioni terribili che nessuno vorrebbe sentire e sperimentare che spiazzano. 
Si rimane sorpresi e impotenti davanti all'imprevisto e inimmaginabile che crea danni, lutti, dolore, perdite enormi.
L’aiuto psicologico può avere l’obiettivo di sviluppare la resilienza nelle persone, aiutare a ricostruire fiducia e relazioni, ricostruire sé stessi, la propria attività. L’aiuto psicologico può avere l’obiettivo di incrementare fiducia e pazienza in attesa di ritornare gradualmente alla quotidianità, di riprendere le cose lasciate in sospeso, di prendersi cura di sé.
Gli psicologi possono intervenire dove c’è trauma e tragedia per contenere ed elaborare dolore, sofferenza, panico, disperazione, per accompagnare vittime e familiari per indirizzarli ad accettare e affrontare l’onda del cambiamento imposta della routine giornaliera in attesa di poter gradualmente ritornare alla quotidianità quando sarà possibile. 
Segnalo alcuni miei libri: Cosa spinge le persone a fare sport?; Maratoneti e ultrarunner; Lo sport delle donne; Sport, benessere e performance; Sviluppare la resilienza; O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia; Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico; Il treno dello sport.


Dott.  Matteo Simone 
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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