Dott. Matteo Simone
Ci sono tante storie di resilienza come la testimonianza dell’amico
Mauro Tomasi che riesce a trasmettere tanta forza e coraggio:
Come
hai superato crisi, sconfitte, infortuni? “La
crisi nella fase dopo incidente, durata circa 9 anni, l’ho superata trovando
L’INPUT per ricredere nella vita, vedendo persone che erano messe molto peggio
di me fisicamente, ma psicologicamente messe meglio, mi riferisco a
tetraplegici e varie malattie degenerative, loro erano felici, entusiasti,
nonostante che tanti non si muovevano per niente. Questo si può notare dagli occhi, le persone
felici hanno gli occhi lucidi, le persone tristi gli hanno spenti opachi, se
guardo anch’io le mie foto fino al 2009 erano spenti.
Vedendo loro ho cambiato
anch’io la visione di quello che mi è successo da negativo in positivo,
accettando quello che mi era successo come un’opportunità, un’occasione diversa
di vivere la vita. E li veramente ho cominciato a vivere, accorgendomi di
quante cose avrei potuto fare nella mia 'nuova occasione' che mi è stata
donata, il mondo cambia solamente se cambiamo noi e le nostre decisioni e convinzioni
in questo sono determinanti.
Non importa come sia una persona fisicamente, dove
viva, cosa faccia o dovrà fare, importa solo quello che vuole essere e come
vuole stare, se vuole stare bene starà bene, se vuole stare male starà male, la
scelta è solo sua... Tante volte non si apprezza e non si dà valore a
quello che si ha, oppure se ne accorge solo quando non si ha più, ‘c’è chi ha
tutto e non ha niente e c’è chi non ha niente e a tutto’... Io sono l’unico al mondo ‘riconosciuto’
iscritto alla FIDAL (normale) e CIP Paralimpico a fare gare su pista maratone,
con una carrozzina normale monoguida, che spingo con un braccio solo, non ho
mai avuto modelli simili a me per poterli “copiare” o prendere spunto. I nostri
limiti sono nella nostra testa e tante volte sono fatti da altri.”
Passa tutto se siamo fiduciosi,
collaborativi, pazienti, se siamo comunque in contatto a distanza, se siamo
sensibili, tolleranti. Passa tutto e si affronta tutto come i muri di tante
maratone, possiamo e dobbiamo farcela sviluppando resilienza per cercare di
uscire più forti e determinati per ritornare anche a correre maratone e
ultramaratone sempre con il sorriso.
Di seguito riporto un interessante
aneddoto tratto dal libro “Arrendersi mai, come trovare la carica per
affrontare positivamente la vita”, pagg. 6-9, di Luis Rojas Marcos:
“…Era
ricoverato da cinque anni a causa di un infortunio subito sul lavoro mentre
stava ispezionando un cantiere. …Mi venne in mente di chiedergli che voto
avrebbe dato alla sua esistenza: da zero, molto infelice, a dieci, molto
felice. Dopo un momento di riflessioni, con il sorriso sulle labbra e senza
esitare, mi rispose: ‘un bell’otto’. Rimasi sorpreso: mi affrettai a chiedergli
che valutazione avrebbe dato prima di quell’infortunio. Sempre senza
esitazioni, la risposta di Robert fu: ‘Direi un otto e mezzo, più o meno.’
‘Solo mezzo voto di differenza?’ chiesi con malcelata incredulità. ‘Caro dottore’,
mi spiegò Robert praticamente come per tranquillizzarmi, ‘le parrà strano,
eppure mi ritengo un uomo fortunato. Sono sopravvissuto a un gravissimo
incidente con tutte le facoltà mentali intatte, anzi, da allora la mia
esistenza ha acquistato un significato più profondo.
Penso che, in un certo
senso, quell’incidente abbia fatto di me una persona migliore. Sono divenuto
più comprensivo con gli altri, apprezzo maggiormente piccole cose che prima mi
parevano scontate…Lavorando nel mondo dell’infermità e dell’invalidità ho
imparato ben presto due lezioni. La prima è che il potere riparatore del
pensiero positivo è immenso. La seconda è che, fra gli esseri umani, la
speranza è un sentimento molto più diffuso di quanto non si creda…Ma fu
indiscutibilmente la conversazione di quel mattino con Robert, al Coler
Memorial Hospital ad accendere nella mia mente la scintilla della curiosità nei
confronti dell’ottimismo: avrei studiato a fondo questo aspetto della
personalità capace di fare guardare i fatti della vita attraverso una lente che
ingrandisce i lati positivi e riduce quelli negativi.”
Bisogna andare avanti fiduciosi,
speranzosi con forza e coraggio focalizzandosi per la
risoluzione del problema contingente non facile ma neanche impossibile, insieme
si può.
Passa tutto se andiamo avanti anche con
un po' di ansia, panico, paura, disperazione, sconforto. Eventi imprevisti e nefasti creano
sconforto, possono destabilizzare.
Non si è mai pronti a cambiamenti di vita
drastici e improvvisi.
A seguito di eventi critici, disturbanti, traumatici;
oltre alle cure mediche, ai consigli da parte della comunità scientifica, ai
provvedimenti delle istituzioni; l’aiuto psicologico è importante e fondamentale
per la persona che ha bisogno di sentirsi tutelato, compreso, ricevere un
rinforzo sulle proprie capacità di affrontare la situazione.
L’impatto di un evento considerato
imprevedibile, devastante, stressante sui bambini e gli adulti comporta sensazioni
intense e insolite, forti emozioni, pensieri bizzarri, comportamenti non
abituali, è possibile che si possa manifestare panico, confusione,
congelamento, tutte sensazioni ed emozioni terribili che nessuno vorrebbe
sentire e sperimentare che spiazzano.
Si rimane sorpresi e impotenti davanti
all'imprevisto e inimmaginabile che crea danni, lutti, dolore, perdite enormi.
L’aiuto psicologico può avere l’obiettivo
di sviluppare la resilienza nelle persone, aiutare a ricostruire fiducia e
relazioni, ricostruire sé stessi, la propria attività. L’aiuto psicologico può
avere l’obiettivo di incrementare fiducia e pazienza in attesa di ritornare
gradualmente alla quotidianità, di riprendere le cose lasciate in sospeso, di
prendersi cura di sé.
Gli psicologi possono intervenire dove c’è
trauma e tragedia per contenere ed elaborare dolore, sofferenza, panico,
disperazione, per accompagnare vittime e familiari per indirizzarli ad
accettare e affrontare l’onda del cambiamento imposta della routine giornaliera
in attesa di poter gradualmente ritornare alla quotidianità quando sarà
possibile.
Segnalo alcuni miei libri: Cosa spinge le persone a fare
sport?; Maratoneti
e ultrarunner; Lo sport delle donne;
Sport, benessere e performance; Sviluppare la
resilienza; O.R.A. Obiettivi, Risorse,
Autoefficacia; Psicologia dello sport
e dell’esercizio fisico; Il treno dello sport.
Dott. Matteo Simone
Psicologo,
Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR




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