Dott. Matteo Simone
A cura di Matteo Simone, Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR. Responsabile Sezione Nazionale Sportiva "Fiamme Bianche" Corpo Italiano Soccorso Ordine di Malta (CISOM). Atleta dell'ASD Atletica La Sbarra Roma. Atleta guida FISPES dell'ASD Piano Ma Arriviamo. Contatti 21163@tiscali.it - 3804337230.
giovedì 18 febbraio 2016
mercoledì 17 febbraio 2016
Salvo Campanella, handbiker: Tutta la vita è una gara
Dott. Matteo Simone
Ex maratoneta, Salvo Campanella il 2 luglio del 2012 è precipitato da sette metri di altezza, nel cantiere dove lavorava.
Racconta nell’intervista pubblicata su SuperAbile INAIL, Il magazine per la disabilità, (Agosto Settembre 2014): “Cosa ho provato dopo l’incidente? Mi sono fatto una
risata. Intanto sono rimasto vivo, e poi poteva andare peggio”.
Sempre sulla rivista è riportato che nel
tragitto in ambulanza verso l’ospedale Salvo chiama la moglie e le dice: “Ho
avuto un incidente sul lavoro, mi sono fatto male alla schiena, non mi
funzionano le gambe, la maratona di New York me la vado a fare in handbike”.
18 giorni dopo l’incidente Salvo viene
trasferito all’Unità spinale di Palermo e, alla fine del mese, comincia la
riabilitazione a “Villa delle ginestre”.
Daniel Fontana: La gara della vita quando ho vinto il mio primo Ironman
Ho
realizzato sogni che non immaginavo neanche come andare alle olimpiadi
Matteo SIMONE
L’Ironman consiste in una competizione di triathlon considerata estrema, la frazione di nuoto è di 3,8 km, si pedala per 180km e si conclude correndo la maratona di 42,195km.
In settembre 2015 ho portato a termine l’Ironman dell’Isola d’Elba impiegando 16h16’ ed arrivando nel
tempo massimo di 17 ore e quasi ultimo degli arrivati, ma la considero la gara
più bella della mia vita.
Anche per
Daniel la gara della vita forse è stata un Ironman, ma lui l’Ironman l’ha
vinto, ed allora, attraverso le risposte ad un questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance, abbiamo
l’opportunità di conoscere il punto di vista di un campione riguardo gli
aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.
Ti
sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Ho vissuto enormi soddisfazioni nello sport, ma anche
frustrazioni infinite, tutte le volte che mi sono sentito un campione è
arrivato qualcuno e mi ha messo i piedi per terra da sportivo comune.”
La prossima maratona di Roma corri per Sport Senza Frontiere Onlus!!
Attraverso il Progetto “FOR GOOD”, l’associazione onlus Sport
Senza Frontiere ha scelto di aderire al Charity Program della Maratona di Roma
al fine di reperire su Roma i fondi necessari a garantire a 15 bambini svantaggiati un percorso sportivo di un
anno integrato da
uno screening e monitoraggio sanitario.
Sport Senza Frontiere da anni si batte per l’integrazione sociale
attraverso lo sport.
Per questo motivo,
sotto la guida di operatori qualificati e in collaborazione con una rete
solidale di partner e associazioni sportive, organizza percorsi sportivi
gratuiti per bambini e adolescenti che si trovano in una situazione di grave
disagio sociale.
I fondi raccolti
fino ad oggi hanno consentito a Sport Senza Frontiere di ampliare il proprio
raggio d’azione e, grazie al progetto “FOR GOOD”, l’associazione opera a
Milano, Roma, Napoli e Buenos Aires con l’obiettivo ambizioso di seguire 700
bambini e adolescenti svantaggiati provenienti da quartieri a rischio e
particolarmente disagiati.
Lo sport ha lo straordinario potere di incidere profondamente sulle
persone e quindi di influire sul cambiamento di tutta la società.
Per questa ragione è importante permettere a tutti di
praticarlo, anche ai bambini più svantaggiati, importante è anche contribuire
ad elevare lo sport a veicolo di educazione, inclusione sociale e benessere di
tutta la Comunità.
Per questo motivo ho deciso di correre i 42 km della prossima Maratona di Roma per i bambini seguiti da Sport Senza Frontiere
martedì 16 febbraio 2016
La forza della passione e della determinazione
Matteo SIMONE
Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica, in base agli obiettivi, può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.
Quindi, la cosa importante è decidere le priorità,
gli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento, da soli è difficile, più è
alto l’obiettivo, più sono le pretese, più è alto l’impegno, il costo in
termini di soldi, di investimento di tempo.
Il
talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza
fondamentale.
Sviluppare la resilienza per prevenire il doping
Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta
Gli atleti resilienti sono meno propensi a fare uso di sostanze dopanti, ma di fronte a sconfitte e frustrazioni si mettono sotto con l’impegno, la tenacia, la forte motivazione e fanno in modo di riuscire nel loro intento o, comunque, se non riescono a tornare ai vertici possono considerare e valutare i propri limiti senza cercare di barare per superarli ed ottenere vittorie o prestazioni truccate.
La
resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo” (mentre mi piego
mi preparo), sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte
con più voglia riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree
in cui ha mostrato carenza.
Non mollare fino all’ultimo secondo
Matteo Simone
“Si può assaporare completamente
una situazione piacevole, senza dispiacersi quando finisce perché si comprende
che ogni cosa è destinata a passare.” William
Hart
Le persone
dotate di alta resilienza sono flessibili, sanno adattarsi con prontezza a
nuove situazioni.
Il
Campione Olimpico di Takewondo, Carlo Molfetta in una intervista riportata su Idea
Sport, Notiziario della Confsport Italia, spiega come ha vinto l’Olimpiade:
“Sono una persona
caparbia, cerco sempre di raggiungere le mete che mi prefiggo. È la stessa
caparbietà che mi ha permesso di non smettere di fare Taekwondo quando, negli
anni che vanno dal 2005 al 2008, ho subito quattro interventi alle ginocchia.
Quindi, il ‘Non mollare fino all’ultimo secondo’ rappresenta il mio tentativo
di raggiungere il sogno che avevo da bambino.”
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