Dott. Matteo Simone
Tra il 27 e il 29 marzo 2026, nell’ambito del Cinisello Balsamo Running Festival, ha avuto luogo
la 5^ edizione del Campionato del mondo GOMU di 48 ore (GOMU World Championship 48 Hour).
La campionessa mondiale è stata Patricja Bereznowska (POL) che ha totalizzato km 413,396 (3^ assoluta) precedendo Edyta Lewandowska (POL) km 390,650 (6^ assoluta) e Magdalena Superson (POL) km 372,031 (9^ assoluta).
Il campione mondiale è stato Bartosz Fudali (POL) km 447,581 precedendo Laszlo Nemes (HUN) km 427,065 e Nicolas De Las Heras Monforte (ESP) km 407,439.
Tra le donne da menzionare Laura Elsie Cargniel che ha stabilito il record italiano totalizzando 316,954 km e diventando vicecampionessa mondiale F40 (7^ donna e 23^ assoluta), preceduta da Magdalena Superson (POL) km 372,031 (3^ donna e 9^ assoluta), terza Raquel Maria Veintimilla Galvez (ESP) 294,166 km (9^ donna).
Il precedente record italiano era di 314,496 km, stabilito da Luisa Zecchino il 12 luglio 2014 a Pignola.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Elsie Cargniel (Bergamo Star Atletica) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per il record italiano 48h, te l’aspettavi? Grazie di cuore, non mi sarei mai aspettata un esito così favorevole su un primo esperimento di partecipazione a un’ultramaratona di 48h e non ho mai pensato neppure al raggiungimento di un record. Ho pensato solo a partecipare a un evento che ha regalato autentiche emozioni a tutti i partecipanti senza preconcetti né aspettative, ma percependo solo me stessa in un momento di totale svago, pur consapevole della fatica che ne sarebbe derivata.
La testimonianza adi Elsie denota il bizzarro e straordinario, sorprendente mondo delle ultramaratone, dove si fatica tantissimo ma si respira un’aria molto particolare, densa di sensazioni ed emozioni uniche che fanno passare in secondo piano ogni fatica.
A chi lo dedichi? Lo dedico a mia mamma, mia nonna, ma in particolar modo a mio nonno, che è mancato due anni fa e che con l’esempio più che con le parole, mi ha insegnato l’importanza di un vivere autentico e intenso.
Una dedica bellissima e significativa, i nostri cari sono sempre nelle nostre menti, nei nostri cuori, in ogni situazione che affrontiamo e gestiamo, ci ricordano le radici, gi insegnamenti, i trucchi per andare avanti.
Quali sono stati i momenti più difficili? Nell’arco delle 48 ore ci sono stati vari momenti di crisi, di cui alcuni superati autonomamente e altri grazie ai compagni di viaggio. Quelli superati autonomamente sono stati un impagabile momento di riflessione su tematiche, anche personali, che talvolta volutamente ho evitato di analizzare, pertanto sono state delle ottime opportunità. Le crisi superate grazie a semplici gesti, oppure grazie anche alla presenza di fantastici compagni di avventura, hanno fatto sì che si riscoprisse l’importanza della spontaneità e del genuino interesse verso l’altro.
Una gara di 48 ore molto faticosa ma anche molto riflessiva, contattando l’essenza di se stessi, pensando e riflettendo su situazioni passate, presenti e future, cercando risoluzioni e progettualità e condividendo tratti con altri amici, confrontandosi e scambiandosi consigli e suggerimenti, una cura della mente, spirito e anima, nonostante la fatica corporea.
Cosa dicono i tuoi familiari e amici di questo record? I miei familiari non enfatizzano troppo i risultati sportivi in quanto attribuiscono giusta priorità ad altri aspetti della vita, per quanto abbiano riconosciuto che la partecipazione al Mondiale di Cinisello Balsamo costituirà per me un bellissimo ricordo umano in termini generali. I miei amici sinceri, forse per età, forse per comunanza di interessi, fanno sempre il tifo per me, a prescindere dall’ambito in cui ci si metta alla prova.
Trattasi di una prova mondiale e quindi un treno dello sport di ultramaratona che passa e si può prendere partecipando e facendo del proprio meglio, mettendosi in gioco e apprendendo dall’esperienza.
Cosa hai scoperto di te stessa in questo mondiale? Ho avuto la conferma che da soli si possono superare i momenti critici, ma che superarli, invece, assieme conferisce un valore aggiunto, che è quello del confronto.
Insieme è sempre meglio nella condivisione dell’esperienza di gioia e di fatica e anche nella risoluzione di crisi, difficoltà, criticità, problemi.
Quali sono stati gli allenamenti più importanti? Gli allenamenti in realtà sono stati partecipazioni a eventi, esempio il ravvicinamento di corse di chilometraggi importanti, come 24 ore e Backyard o 24 ore e 100 km, sperimentando quindi lo sforzo reiterato in un momento in cui il fisico oggettivamente non ha ancora recuperato, facendo, pertanto degli stress-test.
Interessanti gli stress-test utili per sviluppare la resilienza sia nello sport di endurance come le ultramaratone che nella vita quotidiana, familiare, lavorativa, relazionale.
Sogni da raggiungere? Sono felice di ciò che ho avuto finora dal punto di vista personale in termini generali, preferisco non sognare troppo ma vivere intensamente il presente nella consapevolezza che nulla può o deve essere dato per scontato; pertanto, mi baso sul concetto di immanenza, ritenendo che l’oggi costruisca il domani e rappresenti anche il proprio passato.
Ciò traspare tutto incontrando Elsie in gara, sempre con il sorriso, con l’entusiasmo di partecipare, faticando ma godendo di ogni passo, chilometro, incontro.
Quali sono i segreti del tuo successo? Successo è un concetto che non mi appartiene in quanto darei per presupposto di essere arrivata da qualche parte. In realtà sono ‘In viaggio’ e ci sono stati esperimenti fruttuosi e altri no, la costante di questi è comunque l’impegno, la determinazione e l’autoironia, che non deve mai mancare. Non bisogna prendersi troppo sul serio.
Cosa c'è dietro un record? In termini generali non lo so, nel caso concreto delle mie 48h ci sta qualcosa di collettivo. Mi sono trovata in un contesto, quello del Mondiale, in cui persone a me care da casa e compagni di viaggio fantastici trovati lì sul posto hanno creduto in me ancor prima che io credessi in me stessa.
A volte le cose belle avvengono semplicemente, senza insistere troppo, provando con piacere e passione, accogliendo quello che viene impegnandosi senza stress.
In che modo lo sport ti ha cambiato? Lo sport non mi ha cambiato, ha arricchito le prospettive individuali di esperienze, sta facendo forse cadere alcuni preconcetti, ha consentito di riconoscere l’importanza del confronto con l’altro e del ‘diverso da sé’, consentendo di mettersi in discussione.
Tutte cose che probabilmente avrei fatto comunque nell’ambito di un percorso di vita, ma con il valore aggiunto di poterlo fare in un contesto ‘alleggerito’ che consenta, per lo meno per un tempo determinato, di non pensare alle scadenze della quotidianità e consenta una libera espressione di sé (nel bene e nel male).
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Lo sport può dare e togliere. Toglie del tempo ad altre attività che potrebbero sembrare più produttive, remunerative, convenienti od opportune, dà quando arricchisce di incontri, con un sé non condizionato dal contesto ambientale in cui si è socialmente collocati, ma soprattutto anche quando è incontro con gli altri, che forniscono sempre spunti di riflessione per il proprio percorso sia individuale che collettivo.
In effetti la pratica di uno sport può essere considerata una grande opportunità di viaggiare nella vita tratti insieme, a volte tratti molto duri, ma alleviati dalla vicinanza dell’altro, dall’aiuto reciproco, dalla comprensione dell’altro.
Sei un modello di riferimento per qualcuno? Non credo proprio, né onestamente mi interesserebbe esserlo.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR








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