mercoledì 9 luglio 2025

Alberto Nardin, ciclismo e triathlon: Lo sport mi ha insegnato a rialzarmi da solo

 Dott. Matteo Simone 
 

A volte la pratica di uno sport mette a dura prova, ma l’esperienza sportiva acquisita potrebbe essere sufficiente per trovare strategie per cavarsela, per uscirne fuori anche più rafforzati. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alberto (https://www.fisio-sport.it/preparazione-bike-triathlon/) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Quando e come hai iniziato a fare ciclismo e poi triathlon? Ho iniziato a correre in bici a 9 anni spinto dalla passione di mio padre, ho fatto tutte le categorie giovanili fino al professionismo nel 2015. Non sono mai stato uno da tantissime vittorie all’anno ma le mie 2/3 vittorie all’anno le ho sempre fatte. Passato professionista ho trovato un mondo che pensavo fosse diverso, ho passato due anni a tirare per i miei compagni e il calendario era abbastanza a caso purtroppo, nel finale di stagione 2016 mi sono messo in luce nelle ultime gare italiane e la firma per un prolungamento di contratto sembrava scontata ma così non è stato e ho dovuto smettere.  
Ho iniziato a fare triathlon per gioco e con il passare degli anni l’ho fatto più seriamente togliendomi delle soddisfazioni ma prima di smettere mi sono reso conto che il livello di corsa che avevano chi praticava il triathlon da sempre per me sarebbe stato irraggiungibile e ho smesso. Adesso faccio le gare in bici per divertimento e per testare gli allenamenti che do ai miei clienti. 

A volte, i genitori diventano grandi punti di riferimento per i propri figli, soprattutto in ambito sportivo diventando esempi da imitare. Poi andando avanti ci si
conosce meglio e si può decidere anche di provare altre discipline sportive e cambiare sport mettendosi in gioco e apprendendo da ogni esperienza sia positiva che negativa.
 
Alberto Nardin ha iniziato la sua carriera ciclistica professionistica con il team Pro Tour Androni Giocattoli nel 2015 e nel 2016 debuttando nel 2015 alla Vuelta al Táchira.
Eccellere in una disciplina sportiva si può fare grazie al talento e agli allenamenti mirati, insieme a una forte passione e motivazione.  
Più difficile diventa eccellere in tre discipline sportive che compongono il triathlon: nuoto, bici e corsa, ma diventa una grande sfida da portare avanti finché si ha voglia e c’è passione e motivazione, continuando anche a divertirsi faticando. Forse è agevolato chi eccelle nell’ultima frazione che è la corsa a piedi in quanto riesce a riprendere avversari che si sono avvantaggiati nelle prime due discipline sportive e mentalmente si sentono più carichi, fomentati, positivi, entusiasti pregustando un arrivo glorioso. 
Alberto ha vinto numerosi triathlon internazionali e il Campionato Italiano Triathlon Olimpico No Draft, domenica 26 giugno 2022 a Barberino di Mugello in 2h01’39” (nuoto 1.500 metri 21’12”, bici 40 km 1h0258”, corsa 10 km 3550) precedendo Omar Bertazzo 2h06’17” (23’, 1h0305”, 3846) e Luca Antonio Giammona Indaco 2h07’49 (2304”, 1h0532”, 3755). 
Cosa dicono familiari e amici della tua attività sportiva?
La mia famiglia mi ha sempre sostenuto e seguito in quasi tutte le gare che ho fatto. Gli amici: all’inizio per loro era strano che io non potessi uscire il sabato sera perché avevo una gara il giorno dopo, poi con il passare degli anni e la crescita la cosa è stata molto più normale. 
Come hai superato crisi, sconfitte e infortuni? Con l’aiuto dei miei familiari e della forza di volontà che ho innata, lo sport mi ha insegnato a rialzarmi da solo senza l’aiuto di nessuno, nel triathlon mi sono infortunato parecchie volte e tutte le volte ho ricominciato da capo con la corsa. 

A volte lo sport diventa una grandissima passione e uno stile di vita che contempla anche rinunce, sacrifici che possano permettere di migliorare gradualmente ed eccellere con prestazioni importanti, podi, vittorie. 
Quali competenze e caratteristiche possiedi come atleta e come allenatore? Come atleta nel ciclismo sono sempre stato uno che teneva sulle salite ed era veloce anche se da dilettante mi sono difeso anche su salite lunghe. Come allenatore è sempre stata una mia passione scoprire cose nuove per l’allenamento e cercare ricerche scientifiche su di esso. Mi sono laureato in scienze motorie anni fa e oggi mi tengo aggiornato costantemente. 

La salita è sempre una gran fatica ma alla fine dei conti diventa una grande amica dell’atleta, soprattutto se si guarda indietro con la consapevolezza di quello che è riuscito a fare. 
 
L’atleta diventa padrone della propria disciplina sportiva grazie all’esperienza acquisita in allenamenti e gare e poi si può decidere di far fare bene agli altri passandogli e trasmettendogli prima di tutto la passione e a motivazione e poi consigli e insegnamenti non solo per la performance eccellente ma anche per continuare a sperimentare benessere nonostante la fatica negli allenamenti e nelle gare. 
Pensi che uno psicologo sia utile nel tuo sport? In quali aspetti e fasi? Per me potrebbe essere molto utile, senza avere competenze con i miei clienti certe volte devo farlo ma sicuramente lo trovo utile sia per superare le difficoltà ma anche nel dare il meglio quando le cose vanno bene. 
L'evento sportivo in cui hai vissuto le emozioni più gratificanti? Il Giro delle Fiandre è stato l’evento sportivo sicuramente più grande a cui ho partecipato anche se da giovane e inesperto è stato un inferno.  
Qual è stata la tua situazione sportiva più difficile?
Dover smettere di fare ciclismo non per volontà mia ma per quella di altri, sapevo di poter stare in quel mondo ma la notizia inaspettata del non rinnovo a ottobre è stata una mazzata grande anche perché in quel periodo le squadre sono già formate.   
Cosa hai scoperto di te praticando sport? La forza di volontà e il saper arrangiarsi in qualche modo. 
Sogni realizzati, da realizzare, irrealizzati? Passare professionista l’ho realizzato ma vorrei riprovare a fare una gara vera con la condizione che ho oggi, so che non capiterà più l’occasione perché ho 35 anni ma sarebbe un sogno ad oggi. 

Un grande sogno di tanti atleti è quello di fare della propria passione sortiva il proprio lavoro, allenarsi e gareggiare guadagnando ma si sa che la vita d’atleta non è per sempre ma si può continuare a lavorare in ambito sportivo con le proprie attitudini e le esperienze acquisite e si può nel contempo continuare a praticare la propria passione sportiva portando avanti ancora sogni, obiettivi, per o per altri. 
Qualche consiglio per chi vuole cimentarsi nel ciclismo e nel triathlon? Di non perdere mai le speranze e di affidarsi a persone competenti che ti indirizzino sulla strada giusta. 

In effetti ci possono essere sempre margini di miglioramento valutando le modalità di allenamento, l’
alimentazione, i mezzi a disposizione, l’aspetto mentale e tanto altro.
 
Chi ti ispira? Mi ispirano le persone che seguo, che si alzano alle 5 di mattina per allenarsi prima del lavoro e che coincidono passione, lavoro e famiglia senza togliere nulla a nessuno. 

Se c’è forte passione e motivazione, si può fare tutto organizzandosi e incastrando allenamenti e impegni, decidendo priorità e sperimentando sia performance che benessere psicofisico, emotivo, relazionale. 
Cosa c’è oltre lo sport? Lo sport mi ha sempre accompagnato, è la mia passione e il mio lavoro ma oltre a questo ci sono gli affetti delle persone che ti vogliono bene che quando sei giovane non ci fai tanto caso ma con il passare dell’età diventano sempre più importanti. 

Bella la testimonianza di Alberto, infatti è importante restare sempre con i piedi per terra e non perdere di vista cose e persone altrettanto e forse ancora più importanti che restano anche se viene meno la forma o non si vince più.  
Cosa e chi ti aiuta a migliorare il tuo benessere e le tue prestazioni?
Trovare un equilibrio in tutto ed essere consapevoli delle proprie possibilità. 

Dott. Matteo Simone 
380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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