Dott. Matteo Simone
Sabato 7 marzo 2026 ha avuto luogo la Gran Fondo “Strade Bianche” e tra i professionisti ha vinto lo sloveno (Campione del Mondo) Tadej Pogacar, 203 km in 4h45’15”.
Hanno completato il podio il francese Paul Seixas e il messicano Isaac Del Toro.
Tra le donne ha vinto la svizzera Elise Chabbey, 133 km in 3h35’42”, precedendo Katarzyna Niewiadoma s.t. e Franziska Koch s.t., 4^ Elisa Longo Borghini.
Domenica 8 marzo si è svolta la Gran Fondo per gli amatori vinta da Alberto Nardin 3h46’14” precedendo Giovanni Loiscio e Patrick Facchini. Tra le donne ha vinto Martina Cavallo 4h23’16” precedendo Michelle Gagnon e Virginia Becchetti.
Sul percorso medio ha vinto Massimiliano Barbero Piantino (OM.CC) 2h17’52”, precedendo Vittorio Carrer (Team Eracle) e Matteo Cigala (Dan Morrissey).
Tra le donne, ha vinto Silvia Visaggi (OM.CC) 2h38’20” precedendo Anna Ceoloni (OM.CC) e Carlotta Fondriest (A.S.D. G.C. Tondi Sport).
Di seguito Massimiliano Barbero Piantino e Silvia Visaggi raccontano la loro esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Complimenti per la vittoria alla “Strade Bianche”, te l’aspettavi?
Massimiliano: Innanzitutto, grazie. Sapevo di stare bene, ma una gara come questa è sempre imprevedibile soprattutto con le condizioni meteo di domenica. Quindi speravo in un buon risultato, ma vincere così no.
Silvia: È stata una gara particolare, quindi fino alla fine non sapevo se sarei riuscita a vincerla.
Mi sentivo molto bene, ma un problema tecnico al deragliatore avrebbe potuto far sfumare tutto il lavoro fatto.
Trattasi di gare di ciclismo abbastanza lunghe dove si ha a che fare non solo con il corpo, con la mente, con gli eventuali avversari ma anche con l’alleata bicicletta che deve essere in grado di essere performante per tutta la gara proprio come l’atleta e potrebbe fare la differenza; quindi, sarebbe opportuno una buona manutenzione e sempre all’avanguardia.
Eventuali pensieri o immagini in gara che ti hanno aiutato?
Massimiliano: Pensavo a tutti i sacrifici fatti per arrivare fin lì e a quanto sarebbe stato bello riuscirci.
Silvia: Ho cercato di affrontare uno step alla volta, salita dopo salita, senza pensare troppo a quello che mi aspettava più avanti. Ho cercato di restare nel presente e provarci fino alla fine, stringendo i denti e continuando a spingere per guadagnare più vantaggio possibile sulle inseguitrici.
Durante la gara mi sono aiutata anche con gli integratori Cetilar per mantenere le giuste energie.
Il duro lavoro paga. A volte, quanto meno te l’aspetti arriva finalmente una bella vittoria a premiare di tanti allenamenti e sacrifici e a incrementare la fiducia in sé per le prossime gare.
In gara bisogna essere focalizzati e saper gestire ogni momento presente: capire come si sta, quanto si può spingere, come integrarsi, in base all’autoconoscenza personale e precedenti esperienze in allenamenti e gare.
Quando hai capito che potevi vincere?
Massimiliano: Ho iniziato ad aver capito quando a circa meno 30 km avevo 3 min. e 40” dal gruppo, anche se fino all'ultimo km ho sempre spinto.
Silvia: Non sapevo il margine di vantaggio che avevo guadagnato e le ultime tre salite erano le più dure e pendenti; quindi, poteva giocarsi tutto negli ultimi 20 km. Però, per fortuna, all’attacco della salita di Santa Caterina ho capito che la gara sarebbe stata mia.
Bisogna spingere fino alla fine. Non si sa mai cosa può succedere fino alla fine: una caduta, una foratura, una crisi inaspettata, una distrazione, meglio continuare a spingere anche se il vantaggio sembra essere sufficiente.
A chi la dedichi?
Massimiliano: Alla mia famiglia e a me stesso.
Silvia: La dedico a me stessa e alla mia famiglia, che mi sostiene e mi supporta costantemente. Ma senza il supporto del team Officine Mattio non sarebbe stato possibile.
Dietro l’atleta ci sono familiari, amici, professionisti e team che supportano, sostengono, consigliano, tifano ed è importante a fine gara tanta gratitudine per loro.
Cosa cambia ora?
Massimiliano: Sicuramente aumenta la fiducia in me stesso, ma cerco di rimanere concentrato sugli obiettivi futuri.
Silvia: In realtà non cambia niente. Sicuramente fa bene all’umore e dà sicurezza sul lavoro fatto fino a ora. Mi fa capire che sono ancora forte e che posso fare bene.
Una vittoria è un’ottima carica per continuare ad allenarsi senza rilassarsi troppo, godere sì in quel momento, nei giorni successivi, ma si ritorna a lavorare duramente per continuare a far bene nelle prossime gare, costruendo sempre più performance.
Cosa c’è dietro questa vittoria?
Massimiliano: Tanto lavoro, costanza, sacrificio e il supporto di mia moglie e il mio allenatore.
Silvia: C’è l’impegno e la dedizione che metto ogni giorno negli allenamenti. La voglia di fare fatica e di superare sempre i miei limiti personali.
In effetti, le vittorie e, comunque, le buone e ottime prestazioni fanno bene al morale, a capire quanto si vale ed è un grande test dopo periodi di preparazione e allenamenti.
Cosa significa per te vincere le Strade Bianche?
Massimiliano: È una bella soddisfazione.
Silvia: Penso sia una delle gare più belle che abbia mai fatto. Non sai mai cosa aspettarti, perché è una gara molto imprevedibile con lo sterrato nel mezzo. Ma è stato bellissimo arrivare al traguardo tutti infangati.
Si lavora sempre duramente per stare in forma, per essere competitivi, per cercare di battere gli avversari diretti.
E quando arriva un’ottima prestazione, un podio o addirittura una vittoria si può godere e rimanere soddisfatti perché le sensazioni sono bellissime, uniche, intense, profonde e restano nel cuore e nella mente per i prossimi anni per ricordare cosa si è stati capaci di fare.
Una gara dove ci si mette in gioco non solo con se stessi e con gli altri avversari ma anche sporcandosi per la tantissima polvere che si alza e si arriva al traguardo trasformati ma soddisfatti, e se si vince tantissimo meglio.
Massimiliano: Sono felicissimi e molto orgogliosi. Sono contenti.
Silvia: Se mi vedono felice, sono felici anche loro, indipendentemente dai risultati. Vedono l’impegno che metto e quindi, se una gara va male, mi sostengono e mi incitano a fare ancora meglio la volta successiva. Non mi voltano mai le spalle.
Quali sono stati gli allenamenti più importanti?
Massimiliano: Quelli sulla resistenza e sulla gestione dello sforzo.
Silvia: Non credo ci siano allenamenti più o meno importanti. La cosa fondamentale durante la preparazione è non farsi male, quindi evitare infortuni.
Cosa hai scoperto di te stesso in questa gara?
Massimiliano: Ho scoperto che non mollo facilmente e che riesco a dare il massimo anche sotto pressione.
Silvia: Che mi entusiasma tantissimo gareggiare nel ciclismo. Mi sembrava di essere tornata bambina.
Massimiliano: Prepararsi bene, conoscere il percorso e non mollare mai.
Silvia: Allenarsi sugli strappi corti e duri, ma soprattutto divertirsi e godersi ogni metro della gara, perché ne vale davvero la pena.
Non mollare mai, sembra essere la chiave vincente per essere vincitori nello sport e nella vita, essere convinti di potercela fare con tanto lavoro e tanta fiducia può portare alla vittoria, una via verso la resilienza, nonostante eventuali criticità e avversità come un clima avverso con vento e pioggia che non ferma chi è resiliente, che si piega ma non si spezza.
Massimiliano: Se la mia vittoria può motivare anche solo una persona a credere nei propri sogni, ne sono felice.
Silvia: Spero di sì. Spero di essere di ispirazione per tante persone per ciò che faccio ogni giorno: inseguire i miei sogni, i miei obiettivi e aiutare gli altri. Sono anche guida nel mondo del paratriathlon e preparatrice di alcuni atleti in diverse discipline.
Quali sono i segreti del tuo successo?
Massimiliano: Allenamenti intensi anche se con poco tempo per via del lavoro e passione.
Silvia: Restare me stessa e credere in ciò che faccio, anche quando non è semplice.
In che modo lo sport ti ha cambiato?
Massimiliano: Mi ha insegnato il valore del sacrificio, della determinazione e della fatica.
Silvia: Lo sport mi ha insegnato che, se vuoi qualcosa, devi lottare per ottenerlo. Non bisogna mollare alla prima difficoltà, perché c’è sempre una ‘strada’ per superare gli ostacoli. Bisogna mettersi in gioco sempre, anche quando si ha paura di perdere.
Bisogna prima fortemente volerlo qualcosa, poi fortemente impegnarsi, inoltre fortemente aver sempre fiducia e fortemente non mollare a ogni avversità o criticità che si può superare organizzandosi e trovando almeno una soluzione.
Si può faticare senza temere, perché prima o poi si viene ripagati, basta essere pazienti e aspettare il momento dove tutto si allinea per la migliore performance.
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana?
Massimiliano: Mi aiuta a gestire meglio lo stress, a pormi obiettivi futuri.
Silvia: Penso che senza lo sport non potrei stare. Mi rilassa e mi dà un senso di libertà e di appagamento che faccio fatica a spiegare.
Prossimi obiettivi?
Massimiliano: Continuare a crescere come atleta, ottenere altri buoni risultati e farmi trovare pronto per le prossime gare.
Prossimi obiettivi? Le prossime gare di Coppa del Mondo di paratriathlon con Francesca Tarantello e alcune Granfondo con il team Officine Mattio.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR







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