lunedì 30 marzo 2026

Alessio Zannini, PB 2h48’25” alla Run Rome Marathon 2026

Dott. Matteo Simone

Domenica 22 marzo 2026 si è svolta a Roma la maratona di 42,195km vinta dal Rutto Asbel (KENin 2h06’32”, precedendo Kichana Henry Tukor (KEN) 2h06’36” e Anbesa Lencho Tesfaye (ETH) 2h0744”.

Tra le donne ha vinto Kibiwot Pascaline (KEN) 2h2244”, precedendo Robi Genet Tadesse (ETH) e Robi Aberash Fayesa 2h2542”.
Da menzionare la prestazione di Alessio Zannini (Piano Ma Arriviamo SSD ARL) P2h48’25” e approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande di alcuni giorni prima della gara, dopo la gara e di un paio di anni fa.
Sei pronto per la maratona, quanto vuoi fare? Credo a 3’58” al km, più o meno, se riesco tra le 2h46' e le 2h47, la maratona è un viaggio lungo può succedere di tutto. 
Sarebbe un sogno fare un tempo del genere, ci tengo per Valeria; ci tengo, anche se non c'è più, per la mamma di Valeria che ci ha lasciato lo scorso anno e sarebbe stata contentissima; quindi, ho questo carico emotivo in più. 
Devo ammettere che oggi, quando sono andato a ritirare il pettorale, un po' di tensione c'è stata. Sai, ti prepari tanto, un sacco di km, di sacrifici, togli tempo alla famiglia, alle persone care, un po' di peso si sente. 
Devo cercare di correre con la testa libera, vorrei fare il personale e, da ciò che abbiamo visto in allenamento col preparatore, è alla portata, però devo correre senza che sia un'ossessione farlo.

La maratona è sempre un'incognita. poi soprattutto a Roma è complicatissimo, però la base di partenza è la preparazione che si fa, quello che si sente di valere, che te lo dicono gli altri, esempio l’allenatore. Poi è sempre una gara e dipende dai giorni prima da quello che si mangia, da come si riposa, dal casino di gente che c’è a Romadalle scarpe. 
Importante è fare del proprio meglio e alla fine si prende quello che viene, bisogna partire liberi e andare tranquilli. Tranquilli per modo di dire, bisogna fare il ritmo che si ritiene proprio, non troppo veloce, non troppo piano, cercare di essere costanti e si può fare. 
Tanti pensieri nella testa del maratoneta a pochi giorni dalla maratona, calcoli, dubbi, proiezioni. 
Certo, la maratona prevede alcuni mesi di preparazione dove tutto deve filare liscio e bisogna fare un grande carico di lavoro per cercare di presentarsi alla partenza pronti per una bellissima prestazione, preferibilmente il Personal Best. 
La maratona non è solo una prestazione numerica di chilometri, ore, minuti e secondi ma anche una grandissima esperienza emozionale insieme a tanti altri atleti di tutto il mondo.
Dopo la gara
Soddisfatto? Ho perso dal 37° al 40°, poi ho tenuto fino al traguardo perché ho visto che sarei riuscito a fare lo stesso il personale non mollando. È stata una bella prova mentale, nonostante non sia soddisfatto al 100% del tempo finale, perché fino ai 35 pensavo di fare 2h47’ basso, sono invece molto soddisfatto della testa che sono riuscito ad avere in gara. Forse stavolta sono riuscito a capire davvero come si corre una maratona, anche se non sono riuscito a fare il negative split. Alla prossima vediamo se ho ragione o mi sto sbagliando.

Avevo ipotizzato per Alessio di correre la prima mezza maratona in 1h24' e la seconda mezza in 1h23' e ci è andato vicinissimo. 
Comunque, tanti sono saltati, già confermare è tanto, fare il personale è tantissimo, ci saranno altre occasioni, e poi Alessio ha fatto un’ottima prestazione correndola in 2h48’25”, classificandosi 143imo assoluto su 29.943 classificati, 11imo su 1004 categoria M45, alla media finale di 3'59" min/km.
Dopo la maratona del 2024.
Cosa significa correre una maratona? Correre una maratona non fa di noi dei runner; chiunque corre, su qualsiasi distanzaè già un runner; però la maratona è una sfida con noi stessi, più mentale che fisica, perché in qualsiasi momento la testa ci può ‘abbandonare’ e la forma fisica senza il supporto mentale non serve a nulla; quindi, correre una maratona significa trovare il sottilissimo equilibrio tra fatica e gestione delle risorse fisiche e mentali.
Gli allenamenti più importanti? Gli allenamenti di preparazione sono tutti importanti, dai lenti di recupero ai lavori lunghi fino ad arrivare ai lunghissimialla fine non ci si inventa nulla, in gara ci si ritrova con ciò che si è fatto nei mesi precedenti.

In effetti la maratona risulta essere il coronamento di un piccolo sogno di tanti runner che iniziano a partecipare a gare cittadine di 10km e poi si prova la mezza maratona e quando ci si mette in testa di fare una maratona occorre trovare tempi adeguati ad allenarsi per fare i lavori necessari come lunghe ripetute e i cosiddetti lunghissimi anche di circa 2h30', cercando di superare in allenamento i 30km.
In gara bisogna essere manager di se stessi, capire a che ritmo bisogna andare per non strafare, quali alimenti utilizzare per integrarsi sufficientemente, cosa indossare prima e durante la gara considerando i tempi di attesa prima dello start e anche aver provato le scarpe adeguate che non siano scomode o troppo scariche.
A cosa ti serve lo sport per la tua vita quotidiana? Sono sempre stato un po' ‘inconcludente’ negli sport, iniziavo poi mi stufavo, cambiavo sport: la corsa mi ha dato una grande stabilità e mi ha aiutato a credere in me e nelle mie capacità, mi tengo stretti i miei allenamenti perché sono la parte della giornata che mi dedico.
Cosa ti spinge a fare sport? È un modo per tenermi in forma e una continua sfida contro me stesso, cercare sempre di migliorarmi mi rende attivo e spegni la mia pigrizia, quando i miglioramenti arrivano naturalmente c'è anche una componente che va ad agire sull'autostima.

Non è da tutti seguire un programma di maratona impegnativo e durissimo della dura di circa 2-3 mesi. Quando si termina la maratona e ci si gira dietro se stessi si può notare e ricordare il percorso fatto e ci si può essere contenti per essere riusciti a concludere qualcosa di importante, sfidante, difficile ma non impossibile e da lì si va avanti più fiduciosi, alzando un po’ l’asticella delle sfide.
Quali alimenti preferisci? A me piace mangiare tutto fondamentalmente, prediligo sicuramente i carboidrati alle proteine e non amo mangiare troppa carne rossa. Se dovessi indicare un piatto preferito per ogni portata direi pasta e piselli tra i primi, ma in generale apprezzo tutti i legumi; frittura di seppie, polpo e patate e petto di tacchino in vari modi tra i secondi; broccoletti affogati o cicoria ripassata e patate al forno tra i contorni e tra i dolcisenza dubbioil mio preferito in assoluto è la Sachertorte.
Hai sperimentato il limite in allenamento o gara? Il limite credo di non averlo mai raggiunto, è una cosa che devo imparare a fare, forse lascio sempre il freno a mano leggermente tirato. 
Cosa c'è oltre lo sport? L'ultima domanda è un po' spinosa, perché mi piacerebbe poter dire che la prima cosa oltre lo sport sono le mie figlie (e lo sono assolutamente), ma purtroppo non riesco a dedicare loro il tempo che vorrei per via del lavoro, però se lavorassi di meno non potrei dare loro ciò che vogliono (come, ad esempio, lo sport o le uscite con gli amici), perciò devo trovare un compromesso. 
Oltre l'amore per le mie ragazze e il lavoro c'è il bene infinito che voglio a Valeria, che mi è sempre vicina e che mi ha aiutato moltissimo a non affondare qualche tempo fa, poi ci sono gli amici, quelli di vecchia data e quelli più recenti, pochi ma non buoni... ottimi!

In effetti la consapevolezza di ciò che si è riusciti a fare arriva sempre un po’ più tardi quando ci si guarda indietro e si nota del risultato conseguito che tanti avrebbero voluto fare e che richiede talento, preparazione, testa, impegno, costanza, determinazione.

Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

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