mercoledì 11 marzo 2026

Silvia Visaggi vince la Granfondo (percorso medio) “Strade Bianche” 2026

  Dott. Matteo Simone 
 

Sabato 7 marzo 2026 ha avuto luogo la Granfondo “Strade Bianche” e tra i professionisti ha vinto lo sloveno (Campione del Mondo) Tadej Pogacar, 203 km in 4h45’15”. 

Hanno completato il podio il francese Paul Seixas e il messicano Isaac Del Toro.  
Tra le donne ha vinto la svizzera Elise Chabbey, 133 km in 3h35’42”, precedendo Katarzyna Niewiadoma s.t. e Franziska Koch s.t., 4^ Elisa Longo Borghini. 
Domenica 8 marzo si è svolta la Granfondo per gli amatori vinta da Alberto Nardin 3h46’14” precedendo Giovanni Loiscio e Patrick Facchini. Tra le donne ha vinto Martina Cavallo 4h23’16” precedendo Michelle Gagnon e Virginia Becchetti. 
Sul percorso medio ha vinto Massimiliano Barbero Piantino (OM.CC) 2h17’52”, precedendo Vittorio Carrer (Team Eracle) e Matteo Cigala (Dan Morrissey).  
Tra le donne, ha vinto Silvia Visaggi (OM.CC) 2h38’20” precedendo Anna Ceoloni (OM.CC) e Carlotta Fondriest (A.S.D. G.C. Tondi Sport). 
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Silvia Visaggi attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Complimenti per la vittoria alla Strade Bianche, te l’aspettavi? È stata una gara particolare, quindi fino alla fine non sapevo se sarei riuscita a vincerla. Mi sentivo molto bene, ma un problema tecnico al deragliatore avrebbe potuto far sfumare tutto il lavoro fatto. 

Trattasi di gare di ciclismo abbastanza lunghe dove si ha a che fare non solo con il corpo, con la mente, con gli eventuali avversari ma anche con l’alleata bicicletta che deve essere in grado di essere performante per tutta la gara proprio come l’atleta e potrebbe fare la differenza; quindi, sarebbe opportuno una buona manutenzione e sempre all’avanguardia. 
Cosa e chi ti ha aiutato in allenamento e in gara? In allenamento sono quasi sempre da sola o con pochi amici. Ero appena tornata da un raduno con la nazionale di paratriathlon, dove abbiamo lavorato bene. In gara mi ha aiutata Mattia Magnaldi che, dopo una sua foratura, ha deciso di continuare la gara insieme a me, aiutandomi nei momenti più critici e incitandomi. 
È stato fondamentale perché, quando le gambe hanno iniziato a bruciare parecchio, ho dovuto tenere duro soprattutto di testa.
 

Ogni allenamento è una mattonella per la performance che sia da soli o in compagnia che sia per il ciclismo o anche per il triathlon o paratriathlon in qualità di guida, tutto può servire per mantenersi in forma e arrivare preparati alla partenza di una gara. 
Inoltre, è sempre meglio insieme, sia in allenamento che in gara, soprattutto quando si punta alla vittoria e si vuole stare coperti e allineati e poter uscire al momento giusto, senza spendere troppe energie che potrebbero essere utili alla fine. 
Quando hai capito che potevi vincere? Non sapevo il margine di vantaggio che avevo guadagnato e le ultime tre salite erano le più dure e pendenti; quindi, poteva giocarsi tutto negli ultimi 20 km. Però, per fortuna, all’attacco della salita di Santa Caterina ho capito che la gara sarebbe stata mia. 
Eventuali pensieri o immagini in gara che ti hanno aiutato? Ho cercato di affrontare uno step alla volta, salita dopo salita, senza pensare troppo a quello che mi aspettava più avanti. Ho cercato di restare nel presente e provarci fino alla fine, stringendo i denti e continuando a spingere per guadagnare più vantaggio possibile sulle inseguitrici. Durante la gara mi sono aiutata anche con gli integratori Cetilar per mantenere le giuste energie. 

In gara bisogna essere focalizzati e saper gestire ogni momento presente: capire come si sta, quanto si può spingere, come integrarsi, in base all’autoconoscenza personale e precedenti esperienze in allenamenti e gare. 
Cosa dicono familiari e amici? Sono contenti. Se mi vedono felice, sono felici anche loro, indipendentemente dai risultati. Vedono l’impegno che metto e quindi, se una gara va male, mi sostengono e mi incitano a fare ancora meglio la volta successiva. Non mi voltano mai le spalle. 
A chi dedichi la vittoria? La dedico a me stessa e alla mia famiglia, che mi sostiene e mi supporta costantemente. Ma senza il supporto del team Officine Mattio non sarebbe stato possibile. 

Dietro l’atleta ci sono familiari, amici, professionisti e team che supportano, sostengono, consigliano, tifano ed è importante a fine gara tanta gratitudine per loro. 
Cosa cambia ora? In realtà non cambia niente. Sicuramente fa bene all’umore e dà sicurezza sul lavoro fatto fino a ora. Mi fa capire che sono ancora forte e che posso fare bene. 
Cosa c’è dietro questa vittoria? C’è l’impegno e la dedizione che metto ogni giorno negli allenamenti. La voglia di fare fatica e di superare sempre i miei limiti personali. 

In effetti, le vittorie e, comunque, le buone e ottime prestazioni fanno bene al morale, a capire quanto si vale ed è un grande test dopo periodi di preparazione e allenamenti. 
Cosa significa per te vincere le Strade Bianche?
 Penso sia una delle gare più belle che abbia mai fatto. Non sai mai cosa aspettarti, perché è una gara molto imprevedibile con lo sterrato nel mezzo. Ma è stato bellissimo arrivare al traguardo tutti infangati. 

Una gara dove ci si mette in gioco non solo con se stessi e con gli altri avversari ma anche sporcandosi per la tantissima polvere che si alza e si arriva al traguardo trasformati ma soddisfatti, e se si vince tantissimo meglio. 
Quali sono stati gli allenamenti più importanti? Non credo ci siano allenamenti più o meno importanti. La cosa fondamentale durante la preparazione è non farsi male, quindi evitare infortuni. 
Cosa hai scoperto di te stessa in questa gara? Che mi entusiasma tantissimo gareggiare nel ciclismo. Mi sembrava di essere tornata bambina. 
Qualche consiglio per chi vuole vincere questa gara? Allenarsi sugli strappi corti e duri, ma soprattutto divertirsi e godersi ogni metro della gara, perché ne vale davvero la pena.  
Quali sono i segreti del tuo successo? Restare me stessa e credere in ciò che faccio, anche quando non è semplice. 
In che modo lo sport ti ha cambiato? Lo sport mi ha insegnato che, se vuoi qualcosa, devi lottare per ottenerlo. Non bisogna mollare alla prima difficoltà, perché c’è sempre una strada per superare gli ostacoli. Bisogna mettersi in gioco sempre, anche quando si ha paura di perdere. 

Bisogna prima fortemente volerlo qualcosa, poi fortemente impegnarsi, inoltre fortemente aver sempre fiducia e fortemente non mollare a ogni avversità o criticità che si può superare organizzandosi e trovando almeno una soluzione. 
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Penso che senza lo sport non potrei stare. Mi rilassa e mi dà un senso di libertà e di appagamento che faccio fatica a spiegare.  
Sei di ispirazione per qualcuno? Spero di sì. Spero di essere di ispirazione per tante persone per ciò che faccio ogni giorno: inseguire i miei sogni, i miei obiettivi e aiutare gli altri. Sono anche guida nel mondo del paratriathlon e preparatrice di alcuni atleti in diverse discipline. 
Prossimi obiettivi? Le prossime gare di Coppa del Mondo di paratriathlon con Francesca Tarantello e alcune Granfondo con il team Officine Mattio. 

In effetti, Silvia non solo segue i suoi sogni cercando di trasformarli in realtà con impegno, passione, dedizione, motivazione, fiducia, consapevolezza, resilienza; ma insegue anche i sogni di altri atleti paralimpici che da soli non potrebbero come la triatleta Francesca Tarantello (ipovedente) con la quale ha partecipato a gare internazionali in giro per il mondo vincendo anche titoli e podi.
 

Dott. Matteo Simone  
380-4337230 - 21163@tiscali.it   
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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