Dott. Matteo Simone
La maratona è una bellissima esperienza emozionante, soprattutto se si è in ottima compagnia, non conta il crono ma quello che ti fa sentire nel cuore.
Ecco perché non mi stanco mai di correrle.
La maratona è un grande viaggio emozionale, un treno dello sport con partenza circa tre mesi prima dell’inizio della gara di maratona, con allenamenti mirati e gare test e poi il giorno della maratona bisogna essere in pace con se stessi, fare del proprio meglio e trarre dall’esperienza, comunque sia andata, ottimi insegnamenti e nuove consapevolezze.
Alla partenza di una grande e importante gara di maratona si può essere tesi o rilassati, meglio se attivati; si può essere disinvolti o preoccupati, meglio se attivati al punto giusto e cercare di tenere tutto sotto controllo nei muscoli, nel cuore, nella testa.
Insieme è sempre molto meglio.
Il 22 marzo 2026 ha avuto luogo la maratona di Roma ed è interessante notare che Luca Parisi si è classificato primo italiano, secondo europeo, 17imo assoluto, nonostante abbia corso quale pacer della prima donna, la kenyana Pascaline Kibiwot che ha ottenuto il primato della gara in 2h22’.
Interessante notare che il secondo italiano, 22imo assoluto, 19imo uomini, Roberto Patuzzo 2h27’13 ha condotto un treno di 6 italiani in una manciata di 31” (Marco Filippi, Marco Padoan, Michele Gervasoni, Dario Pietro Ferrante, Michele Lazzaroni).
Comunque vada l’esperienza maratona ci fa conoscere sempre più noi stessi nel profondo, nel bene e nel male.
La maratona è una grandissima esperienza fisica, mentale, affettiva, emozionale, relazionale che arricchisce anima, spirito, cuore, mente! Tutto il resto sono numeri.
L’esperienza maratona va elaborata e metabolizzata, spacchettata per capire cosa memorizzare di bello e positivo e cosa di brutto e negativo serve di lezione per riflettere, studiare, approfondire, lavorarci.
L’esperienza maratona accresce consapevolezza, fiducia e resilienza.
L’esperienza maratona richiede pazienza, lavoro, impegno, entusiasmo, determinazione!
Dopo una maratona bisogna recuperare, riflettere, riattivarsi e continuare a fissare e rimodulare obiettivi difficili e sfidanti ma non impossibili!
Correre la maratona significa diventare manager di se stessi, bisogna avere una grande consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti, bisogna conoscersi bene, sapere qual è il miglior carburante per i propri muscoli sia alla partenza della gara, sia gli ultimi chilometri e bisogna sperimentare anche in allenamento l’integrazione in gara per capire cosa e come assumere determinati alimenti per continuare lo sforzo prolungato nel tempo e terminare la gara senza incontrare il cosiddetto muro.
Lo sport permette di scoprire capacità inusuali, la maratona rimane una gara importante che comprende il superamento del muro dopo il 30° km.
Il 22 marzo 2026 ho corso la Maratona di Roma per contribuire a raccogliere fondi per i progetti Joy di Sport Senza Frontiere a favore dei minori in condizioni svantaggiate. JOY diventa uno spazio che accoglie, protegge, fa crescere. JOY è molto più di uno spazio sportivo. È un luogo sicuro. È relazione.
È stata la mia 91^ maratona/ultramaratona, 20^ maratona di Roma, 8^ con Sport Senza Frontiere.
La raccolta fondi è ancora aperta.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
380.4337230 - 21163@tiscali.it




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