Dott. Matteo Simone
Il full Ironman è davvero una grande sfida, si tratta di tre discipline sportive con distanze enormi (3,8km nuoto, bici 180km e correre la maratona di 42,195km).
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Amanda attraverso risposte ad alcune mie domande.
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Il mio percorso nello sport è iniziato da giovanissima, perché ho sempre amato fare attività fisica. A 13 anni ho cominciato con il surf – vengo dal Brasile, da una città di mare – e mi piaceva tantissimo. A 16 ho iniziato ad andare in palestra e poi ho scoperto il tennis, che è lo sport che amo. La palestra l’ho sempre mantenuta. Nel 2022 ho iniziato a giocare a beach tennis, ho partecipato a campionati e continuo ancora oggi, ma solo quando torno in Brasile.
La corsa è arrivata nel 2021, anche se non sapevo che sarebbe stato solo l’inizio. Nel 2022 ho fatto la gara più famosa della mia città, la “10 miglia Garoto”, e nel corso della settimana alternavo beach tennis, corsa e palestra. Quando mi sono trasferita in Italia nel 2023, ho continuato con corsa e palestra. Ma alla fine del 2024, quando mi sono spostata sul Lago di Como da sola, senza amici né famiglia, mi sono iscritta all’Ironman 70.3 dell’Emilia-Romagna, che si sarebbe svolto a settembre. Senza bici e senza saper nuotare bene, solo con la corsa alle spalle. A luglio ho fatto un triathlon sprint, poi l’Ironman 70.3, successivamente la mezza maratona del Lago di Como e infine, domenica scorsa, la maratona di Roma.
Lo sport è una grande palestra di vita che ognuno dovrebbe provare a mettersi in gioco in una disciplina sportiva e capire che significa, come decidere obiettivi, come allenarsi e prepararsi e come affrontare e gestire eventuali gare.
Amanda ha portato a termine l’Ironman 70.3 dell’Emilia-Romagna in 6h38’44” (nuoto 1,9km 40’59”, bici 90km 3h14’36” e mezza maratona 21,097km 2h25’27”.
Di quali competizioni sei più orgogliosa? Sicuramente dell’Ironman 70.3. È stata una dedizione estrema: ho adattato tutto il mio stile di vita agli allenamenti, con una media di 12–17 ore a settimana. Non uscivo quasi più, non bevevo alcol, ho rinunciato a molte cose. Ho imparato a stare da sola, ad affrontare le difficoltà e a conoscermi davvero. Tante persone mi hanno aiutata: i miei genitori, anche se da lontano, persone che ho incontrato lungo il percorso, il mio coach, la mia personal trainer e la mia psicologa. Ma non avevo nemmeno una bici, e comprarla sarebbe stato un investimento enorme, non solo economico ma anche mentale e fisico. Il giorno della gara però ero lì solo per dire: ok, ce l’ho fatta. Non era solo sport, era anche un modo per sopravvivere da sola in un paese nuovo, in una città sconosciuta, e avere un obiettivo grande per mantenere disciplina e concentrazione.
Lo sport aiuta a focalizzarsi per un obiettivo ritenuto importante e allenarsi per portare a termine l’obiettivo anche se è difficile.
Qual è stata la competizione più difficile? Incredibilmente, il mio primo sprint. Non sapevo ancora molte cose, ho avuto una crisi d’ansia in acqua – nuotare nel Lago di Como non è facile, ho dimenticato di mettere il chip alla caviglia, avevo paura… però alla fine è andato tutto bene.
Cosa dicono i tuoi familiari e amici del tuo sport? All’inizio lo vedevano come una fissazione, quasi un fanatismo. Ma quando hanno capito che era una passione vera e un modo per superare me stessa, ho sempre ricevuto tanto sostegno e affetto. Credo che ora lo trovino bello, mi fanno tanti complimenti e sono orgogliosi dei miei traguardi.
Lo sport può diventare un’importante passione che aiuta a conoscere molto meglio se stessi, ad apprezzarsi, ad avere fiducia in sé, a superare anche momenti e periodi difficili.
Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport? Molte cose: resilienza, persistenza, e che sono molto più capace di quanto creda. Ho scoperto che posso arrivare dove voglio, che devo avere pazienza con il mio corpo, imparare a capirlo, cosa mi fa bene e cosa mi fa male. E sicuramente ho visto come sono cambiata dopo aver affrontato gare che ti ‘induriscono’.
Lo sport può cambiare la vita di una persona che si può scoprire capace di fare qualcosa, determinata, con la voglia di raggiungere il proprio obiettivo con costanza e impegno, con pazienza e volontà, superando ogni difficoltà iniziale e andando sempre avanti.
Quali sono gli allenamenti più importanti? Tutto parte dalla testa e dai pensieri: sapere di essere capaci. Poi ovviamente disciplina e determinazione. Tutti gli allenamenti sono importanti, bisogna seguire il programma e farli, senza troppe scuse.
Bisogna capire cosa si vuol fare e poi metterlo in pratica con il cuore, la testa che comanda e con il corpo che esegue ed è disposto ad allenarsi duramente.
Quali sono i tuoi sogni sportivi, raggiunti e da raggiungere? Il mio sogno era fare quell’Ironman 70.3, e l’ho realizzato. Ma quando ero lì e ho visto il full, ho capito che un giorno voglio farlo. Devo migliorare alcune cose e fare un upgrade della bici. Penso anche di fare altre maratone, ma l’obiettivo grande è il full Ironman.
Grande obiettivo il full Ironman, ma si può fare con fiducia e impegno, organizzandosi e mettendosi al lavoro, ogni giorno, fino al momento della gara.
Quali sono i segreti del tuo successo? Disciplina, persistenza, pensiero positivo e gratitudine. Non sempre le cose vanno come speri, ma credo che alla fine si raggiungano gli obiettivi se continui a crederci.
Bisogna crederci sempre nonostante eventuali avversità e criticità, se si considera un obiettivo importante, ci si impegna e organizza per fare di tutto per allenarsi a dovere e puntare al proprio obiettivo.
In che modo lo sport ti ha cambiato? Mi ha cambiato tantissimo come persona. Quando inizi ad avere una routine da atleta impari a rinunciare a cose che pensavi fossero importanti, a valorizzare il tuo tempo e quello degli altri, e a fare scelte migliori per te stessa e per la tua salute.
Lo sport è anche un ottimo stile di vita che fa apprezzare se stessi e le cose salutari ma anche la buona compagnia per condividere allenamenti e fatica, gioie e risultati.
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Sono diventata una persona estremamente proattiva, determinata, disciplinata, motivata, positiva e sognatrice.
Hai mai avuto problemi legati al doping? Un tuo messaggio contro il doping? No, mai. Più naturale si è, meglio è.
Sei ispirata da qualcuno? Fernanda Keller, una triatleta brasiliana incredibile che ha fatto la storia nell’Ironman. Ma anche tutte le altre donne: solo noi sappiamo cosa vuol dire allenarsi e gareggiare con ciclo mestruale, ormoni, sindrome premestruale.
Fernanda Keller (4 ottobre 1963) è stata la prima donna brasiliana a vincere una medaglia ai Campionati mondiali di Ironman Triathlon. Ha vinto 6 bronzi ai Campionati del Mondo di Ironman Triathlon a Kailua-Kona, Hawaii (1994, 1995, 1997, 1998, 1999 e 2000). Ha vinto l'Ironman Brasile tre volte (2000, 2004 e 2008). Il suo primo triathlon risale al 1983 a Rio de Janeiro. Trent'anni dopo, pochi giorni dopo il suo 50° compleanno nel 2013, ha partecipato all'Ironman Hawaii per la 24^ volta, completandolo in 11h3’.
Sei un modello di riferimento per qualcuno? Spero di esserlo per altre donne: per dimostrare che siamo capaci. In generale, i feedback che ricevo dai miei amici e dai miei follower mi motivano tanto in questo percorso. Grazie!
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR







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