Avevo un sogno: scendere sotto 2h30’ nella maratona e partecipare alle Olimpiadi
Dott. Matteo Simone
La maratona risulta essere una grande sfida che richiede preparazione adeguata e ottima gestione della gara fino alla fine.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Fatna attraverso risposte ad alcune mie domande.
L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? Quello che mi ha segnato di più e stata la maratona di Berlino negli europei 2018.
Il 12 agosto 2018, agli Europei di Berlino, Fatna si è classificata al 14° posto con il crono di 2h34’48” ed è salita sul podio a squadre, medaglia d’argento insieme alle connazionali italiane Sara Dossena 6^ in 2h27'53” e Catherine Bertone 8^ in 2h30'06", totale 7h32'46"; precedute dalla Bielorussia 7h21'54" (Volha Mazuronak, la vincitrice 2h26'22, Maryna Damanzevitsch 4^ in 2h27'44 e Nastassja Ivanova 5^ in 2h27'49) a completare il podio a squadra la Spagna 7h44'06" (Trihas Gebre 9^ in 2h32'13, María Azucena Díaz 13^ in 2h34' e Elena Loyo 23^ in 2h37'54”.
Hai sperimentato il limite nello sport? Si, in diverse maratone e in particolare alla maratona di Firenze.
Il 27 novembre 2016 Fatna si classificò 2^ all'ASICS Firenze Marathon in 2h30’52”, sfiorando il suo record personale di 2h30’50” (Valencia il 15 novembre 2015) e ottenendo la terza prestazione italiana dell’anno dietro a Valeria Straneo 2h29’44” (Olimpiadi di Rio) e Catherine Bertone 2h30’19” (Rotterdam).
L’evento sportivo più estremo o più difficile? Quelle che io ho trovato più complicate, ma belle da correre, sono state le campestri.
Fatna ha debuttato in azzurro al XIII Campionato europeo di corsa campestre a San Giorgio su Legnano (MI) il 10 dicembre 2006 classificandosi 37^ con il crono di 26'58". La vincitrice fu l’ucraina Tetyana Holovchenko 25'17", precedendo la russa Maria Konovalova 25'18" e la serba Olivera Jevtić 25'21".
Ritieni utile lo psicologo nello sport? Si, ha un ruolo importante per approcciarsi alle gare impegnative, esempio i Campionati Mondiali, gli Europei e le altre manifestazioni principali.
Sogni realizzati, da realizzare, rimasti incompiuti? Si, avevo un sogno in particolare: scendere sotto due ore e trenta nella maratona e quello di partecipare alle Olimpiadi, mi ero qualificata per quelle di Rio 2016 e Tokyo 2020 ma poi, per vari motivi, non sono riuscita a essere presente.
Fatna è andata vicinissimo alla realizzazione dei suoi sogni avendo corso 2 maratone in 2h30’: il 15 novembre 2015 a Valencia 2h30’50” e il l 27 novembre 2016 a Firenze 2h30’52”.
Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine? Riprendere a correre bene dopo aver risolto un piccolo problema al tendine ma al momento non ho programmi a breve, anche se la corsa rimane sempre importantissima per me.
A chi ti ispiravi/ispiri? No, non ho mai avuto una figura a cui ispirarmi.
Cosa dicono di te familiari, amici, colleghi di lavoro, fan? Gli amici dicevano che ero senza limiti perché non mi sono mai posta limiti nella corsa. Il mio allenatore e i miei amici stretti mi avevano soprannominato ‘cavallo pazzo’ per come affrontavo le gare. In generale tutti mi dicevano che mi vedevano sempre con il sorriso, anche quando le preparazioni erano difficili o quando, come per tutti gli sportivi, arrivavano qualche sconfitta o infortunio.
Cosa dà e cosa toglie lo sport? Ti da tante soddisfazioni personali però da giovanissimi ti limita nelle attività di svago come le uscite alla sera, fare tardi e andare in discoteca, ecc. ecc. Sicuramente mi ha dato l’opportunità di girare il mondo facendo una cosa che amo, come la corsa, ma gli allenamenti erano la priorità ogni giorno.
Lo sport da gioia e soddisfazione ma anche fatica e dolori e bisogna essere fiduciosi e resilienti nell'accogliere ogni cosa, essere pazienti e cercare sempre di ripartire, rimodulando piani, programmi, obiettivi, sogni.
Che significato ha per te un podio o personal best? È la cosa più bella che puoi ottenere dopo tanti sacrifici e allenamenti. In quel momento rivedi tutti i sacrifici e tutto l’impegno che sono stati necessari per raggiungere l’obiettivo.
Quali sono gli ingredienti del successo? Tanti allenamenti, sacrifici e saper perdere.
Si è disposti a fare sacrifici e a faticare nella pratica di uno sport sapendo che poi si è ricompensati da prestazioni eccellenti e successi.
Gli allenamenti più importanti? Sono quelli svolti in altura come esempio in Kenya, Livigno e St. Moritz ma in altura in generale.
Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa? Mi direi di andare più forte ancora. Spesso da giovane senti di più la pressione intorno prima delle manifestazioni importanti, maturando e con gli anni impari a controllare meglio ciò che ti circonda.
Oltre agli allenamenti fisici di forza, fatica, potenza e resistenza c’è bisogno di saper gestire la gara emotivamente e quindi sviluppare capacità mentali che permettano di essere più sicuri e focalizzati usando strategie utili, sperimentate, collaudate e l’esperienza aiuta in ciò.
Una parola o frase che ti aiuta nei momenti difficili? Mai mollare fino alla fine. Dopo tutto quello che ho dovuto fare per arrivare a quel momento non posso permettermi di mollare prima della fine.
Bisogna saper stringere i denti, tenere fino alla fine, utilizzando strategie mentali che permettano di continuare a spingere reclutando ogni energia residua fisica e mentale.
C'è qualcuno che ti incoraggia o scoraggia nelle tue imprese sportive? Si, la mia famiglia è sempre stata dalla mia parte e mi ha sempre incoraggiato. Gli amici, quando sei più giovane, spesso ti scoraggiano perché non ci sei per le uscite o le vacanze, e spesso non riescono a capire l’impegno che richiede lo sport a livello professionistico.
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Per me è il modo più bello per iniziare la giornata, se non corro tutti i giorni mi manca qualcosa.
La pratica di uno sport risulta essere un ottimo modo per star bene, ricaricarsi, distrarsi, mantenere un ottimo stile di vita.
Cosa hai scoperto del tuo carattere facendo sport? Ho un carattere molto determinato, ho bisogno di programmazione e sempre nuovi obiettivi da raggiungere.
È importante avere sempre stimoli, mete, obiettivi, piani e programmi da poter seguire da soli o in compagnia, cercando di sperimentare sia benessere che performance.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR







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