martedì 3 marzo 2026

Sarah Giomi bronzo italiano alla 50km UltraConero 2026 in 3h26’37”

 Dott. Matteo Simone 
 

Il 21 febbraio 2026 si è svolta la 50km del Conero -  Memorial Mimmo Strazzullo, corsa su strada, valida quale Campionato Italiano 50km corsa su strada.  

La Campionessa Italiana è Federica Moroni con record italiano di 3h24’, precedendo Sara Ceccolini 3h24’23” e Sarah Giomi 3h26’37”.  
Il Campione italiano è Alessio Terrasi con il crono di 2h55’50” precedendo Dario Pietro Ferrante 2h56’54” e Giacomo Ambrosini 3h10’41”. 
Da menzionare Adriano Leidi (Podistica Solidarietà) Campione Italiano M85, tra i meno giovani, con il crono di 6h12’09”. 
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Sarah attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Congratulazioni per il bronzo italiano 50 km. Te lo aspettavi? A essere sincera, sì e forse ho creduto in un argento fino a poco prima del 43° chilometro.  

I Campionati Italiani sono gare obiettivo molto importanti e si arriva dopo un congruo periodo di preparazione mirata e adeguata e quindi ci si aspetta di fare del proprio meglio cercando di arrivare a podio e possibilmente vincere.
Ma in gara si fa i conti con quella giornata, in quel momento, con se stessi e con altri avversari con stessi propositi e motivazione e alla fine vince chi in quel giorno, in quei momenti ha la migliore forma fisica, mentale, nutrizionale, insomma tutto si allinea, con la consapevolezza che si tratta di un treno che è passato e che potrebbero passare altri da poter prendere lavorando su eventuali criticità riscontrate. 
Hai avuto momenti di crisi? Certamente, li metto in conto e cerco di essere preparata a gestirli. Ogni volta che si presentano, ho nuovi spunti di riflessione rispetto a su cosa andare a lavorare.  
Quando hai capito di non poter vincere? Quando la ragazza che era con me ha cambiato passo, aumentando il ritmo. Non lo sentivo mio, non ho voluto rischiare e sono rimasta più conservatrice. Un atteggiamento che ti preserva dalle crisie corpo e mente lo preferiscono, osare può fare la differenza. Il limite è sottile e il compromesso non è facile da trovare. Bisogna conoscersi bene ed essere consapevoli delle proprie abilità reali.  

Una gara di altissimo livello con tre donne fortissime al comando e la differenza si può notare solamente agli ultimi chilometri, dove si può o meno avere ancora energie da 
spendere, si può o meno avere fiducia di poter spingere o la consapevolezza che andando tropo oltre si può rischiare di piantarsi e perdere anche il podio.
 
Come ti sei alimentata prima, durante e dopo? La settimana prima delle gare mangio alimenti che conosco e sono sicura che non mi daranno problemi intestinali, e sempre attenzione alla qualità e dove acquisto: riso, verdura principalmente cotta, pollo, uova, ecc. I giorni prima aumento sensibilmente i carboidrati. A colazione mangio riso in bianco in buona quantità con della marmellata. In gara mi alimento con carboidrati sotto forma di gel, stando attenta alla risposta intestinale, che cerco comunque di allenare in allenamento. Dopo prendo un preparato post-workout a base di carboidrati e proteine per un recupero più rapido. 

Oramai la performance non dipende solo dall’allenamento e dalla preparazione fisica e mentale, non solo dalle scarpe sempre più performanti ma anche dal carburante che è sempre più mirato e specializzato e può fare la differenza, soprattutto nel finale di gara. 
Quali sono stati gli allenamenti più importanti? Tutti! A volte si sottovaluta l’importanza degli allenamenti aerobici e di volume. Hanno effetti sull’adattamento fisiologico fondamentali. Ovviamente anche gli allenamenti ad alta intensità hanno un impatto decisivo. Tutto serve e va fatto con testa. 

In effetti, tutto serve, soprattutto il volume degli allenamenti, tanti chilometri di base da cui partire per velocizzare con lavori intensi, variati, di forza per esprimersi al meglio con potenza e resistenza per tutta la lunga gara.  
Hai avuto pensieri o immagini particolari che ti hanno aiutato? Io visualizzo molto. Costruisco o ricordo immagini, suoni, sensazioni. Tutto serve quando mi porta a come voglio sentirmi in quel momento. 

È risaputo che noi possiamo cambiare il corso di quanto stiamo sperimentando con aiutatori interni attraverso ancoraggi a immagini di competenza e successo, di autoefficacia attraverso le fonti sperimentate in allenamento e precedenti gare, attraverso parole ascoltate da persone competenti o care e ciò può aiutarci a non mollare a spingere di più, a resistere, a crederci fino alla fine. 
Sei di ispirazione per qualcuno?
 
Mi piacerebbe! Non tanto per il risultato cronometrico. Vorrei esserlo per alcune modalità di approccio e atteggiamento alla salute in cui credo fermamente e che fanno parte della mia formazione e lavoro. 
Cosa dicono le persone a te vicine di questa prestazione? Dicono che ho fatto un grande risultato. 
Cosa hai scoperto di te stessa in questa gara? Ho scoperto che posso dare di più. È bello quando le gare ti lasciano questa sensazione e pensiero. Sento che sono all’inizio di un percorso e lo vedo dai miglioramenti costanti. Sto costruendo, ho margine.  
Quali qualità personali ti hanno aiutato in questa prestazione? La passione, la determinazione, l’atteggiamento positivo alle situazioni, consapevolezza delle mie risorse, autoefficacia e il sentirmi in costante evoluzione come persona e atleta… ultimo, ma non ultimo: umiltà. 

Si è sempre in un percorso che sia di crescita, di performance, di consapevolezza, ed è importante ogni insegnamento che si ricava da ogni esperienza, per continuare a costruire la propria persona, atleta, donna, lavoratrice. 
La vita è una continua sperimentazione, ci si mette in gioco cercando di testarsi e mettere in pratica quanto imparato e si cerca di continuare il proprio percorso di crescita personale e di apprendimento.
  
Quali sono i segreti del tuo successo? Non ho segreti, condivido tutto! Dal punto di vista delle pratiche che metto in atto con la respirazione, il coaching, il barefoot e la nutrizione è fisiologia umana, nessun segreto, scienza applicata al benessere e alla performance. Il supporto relazionale per me è importante e ho la fortuna di essere circondata da persone a cui voglio bene e che mi sostengono.  

È importante essere in pace con se stessi, circondarsi di persone care che sostengono e consigliano ed è altrettanto importante cercare di avvalersi di tecniche e metodi che aiutano nella performance per spingere di più o per recuperare meglio.  
Come ti ha cambiato lo sport? Non penso che lo sport abbia il potere di cambiare le persone. Può creare delle condizioni, dare nuovi stimoli e strumenti. Il cambiamento parte da dentro, il vero motore sta dentro di noi. Ognuno sceglierà l’ambito e il mezzo più in linea con sé stesso per cambiare.  
Come ti aiuta lo sport nella vita quotidiana?
 Mi aiuta come momento di centratura personale e carica energetica per affrontare la giornata. Inoltre, sono una persona migliore se mi alleno 🙂.  
C'è qualcuno che ti motiva o ti influenza? Tutti! Più faccio gare e più mi rendo conto che il vero motivatore è quello che arriva ultimo!  
Pensi di essere un modello positivo per gli altri? Penso di sì. Studio e lavoro da anni nel settore della promozione del benessere. Non ho scoperto niente di nuovo, ma studiato e applicato ciò che la scienza ci dice su di noi e sul modo in cui funzioniamo. Troppo spesso sottostimiamo le nostre capacità e abilità di stare davvero bene. Abbiamo tutti gli strumenti per farlo, conoscerli e applicarli consapevolmente può fare la differenza. 

Dott. Matteo Simone 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

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