lunedì 27 aprile 2026

Laura Birolini Bronzo F60 al mondiale 48h Cinisello Balsamo 2026

 Dott. Matteo Simone 
 

Tra il 27 e il 29 marzo 2026 nell’ambito del Cinisello Balsamo Running Festival, ha avuto luogo la  edizione del Campionato del mondo GOMU di 48 ore (GOMU World Championship 48 Hour). 

La campionessa mondiale è stata Patricja Bereznowska (Polonia) che ha totalizzato km 413,396 (3^ assoluta) precedendo Edyta Lewandowska (Polonia) km 390,650 (6^ assoluta) e Magdalena Superson (Polonia) km 372,031 (9^ assoluta). 
Il campione mondiale è stato Bartosz Fudali (Polonia) km 447,581 precedendo Laszlo Nemes (Ungheria) km 427,065 e Nicolas De Las Heras Monforte (Spagna) km 407,439. 
Tra le donne da menzionare Laura Birolini terzo posto F60 con 221.298 km, preceduta da Agnese Casu 242,200 km e da Weronika Troxler (Swiss) 321,362 km (21^ assoluta e 6^ donna). 
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Laura (Runner Desio) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Complimenti per il terzo posto F60 al mondiale 48h, soddisfatta? Grazie! Più che soddisfatta, sono contenta per averlo portato a termine e soprattutto per essere riuscita a partecipare, nonostante nel mese precedente sembrava che tutto agisse contro di me. In dieci giorni ho dovuto affrontare tre gravi infortuni capitati in successione a mio marito, mia suocera e mia mamma. Non ho potuto terminare gli allenamenti previsti ed ero sfinita per la stanchezza fisica e mentale. Per questo motivo non ho raggiunto i km che avevo in mente, ovvero 250.  
A chi lo dedichi? Lo dedico a mio marito che mi ha spinto a non perdere questa occasione unica e a mia figlia Federica che mi ha permesso di allontanarmi da casa per tre giorni. Il loro sostegno è stato fondamentale. 

Laura non si è lascia scappare questo importante treno di ultramaratona, non capita spesso di avere un mondiale organizzato in casa, in Italia, vicino casa e quindi nonostante criticità e avversità, Laura e la sua famiglia si sono dimostrati resilienti nel voler comunque partecipare a questa grandissima opportunità di confrontarsi con le migliori atlete italiane e del mondo, ottenendo comunque un podio mondiale prestigioso e onorevole. 
Quali sono stati i momenti più difficili? Ho vissuto con fatica il pre-gara. Sapere che i miei familiari non potevano essere con me, mi ha rattristato molto. Avevo molti sensi di colpa. Un altro momento difficile l’ho vissuto la prima notte in cui ho sofferto tantissimo il freddo. Avevo sonno, ho provato a fermarmi a dormire, ma il gelo me lo impediva.  

Si tratta di scelte e decisioni molto difficili da prendere insieme alle persone care per valutare o meno la propria partecipazione e il proprio impegno molto faticoso, Comunque non è una passeggiata, si tratta di stare in piedi 48 ore correndo o camminando, con eventuali brevi soste per cambiarsi, mangiare, bere, riposare e la consapevolezza che si può fare e che tutto passa, passa il freddo, passa la stanchezza, passa la fatica, passano treni importanti. 
Cosa dicono familiari, amici, alunni, colleghi di questo podio? Sono tutti contenti, mi fanno molti complimenti. Desideravo salire sul podio, anche se sapevo che le mie avversarie avevano più esperienza di me. Quando ho scoperto di essere terza ho ripreso vita e forza. Volevo portare la mia coppa a scuola e vedere brillare gli occhi dei miei piccoli alunni. A loro parlo spesso di ciò che faccio perché desidero che imparino che nella vita dobbiamo coltivare delle passioni e possiamo metterci in gioco per vivere situazioni che magari ci sembrano impossibili.  

Bellissima testimonianza di un’insegnante che pratica sport considerato estremo ma che insegna a non mollare, ad affrontare, gestire, superare ogni situazione con consapevolezza, impegno, fiducia e resilienza. I bambini hanno bisogno di esempi che li coinvolgono a mettersi in moto, in movimento, confrontarsi con loro pari, con situazioni, apprendendo dall’esperienza. 
Cosa hai scoperto di te stessa in questo mondiale? Io ho sempre avuto poca stima di me stessa e vedendomi protagonista di una gara così importante mi ha fatto capire che invece devo credere di più in me.  

La pratica di uno sport aiuta a conoscersi bene, a sviluppare sempre più consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, qualità, ad avere sempre più fiducia in se stessi allenandosi, preparandosi, organizzandosi. 
Quali sono stati gli allenamenti più importanti? I lunghi sicuramente sono stati quelli che mi hanno messo maggiormente alla prova. Da dicembre mi sono fatta aiutare dal coach della mia società, i Runners Desio. È Massimo Bignotti e nel passato ha corso alcune 100 km. Lui è riuscito a dosare gli allenamenti in base al mio poco tempo e alla mia età. Ho quasi 64 anni e ho dei tempi di recupero più lenti. È stato anche molto comprensivo nell’ultimo mese, quando ho dovuto saltare e ridurre molte sessioni. Il suo aiuto è stato fondamentale anche durante la gara. Nelle ultime ore è venuto a incitarmi e questo mi è servito moltissimo! 

Le gare di ultramaratona richiedono una preparazione molto mirata ma soprattutto allenamenti lunghissimi di corsa per provare a stare sulle gambe il più tempo possibile, simulando lunghissime frazioni di gara ed è importante affidarsi a un allenatore esperto che sappia cosa significa correre un’ultramaratona sia dal punto di vista fisico che mentale e anche considerando l’età, le caratteristiche dell’atleta, i suoi impegni, e sue abitudini, in modo da personalizzare al meglio gli allenamenti per arrivare pronti in gara, senza stress, osando ma senza strafare. Massimo Bignotti ha corso diverse ultramaratone di 100km in poco più di 9 ore. 
Sogni raggiunti e da raggiungere? In questi ultimi due anni ho raggiunto e superato la soglia di 200 km. Lo sognavo da molto tempo. Ogni volta che raggiungo un traguardo alzo l’asticella e adesso vorrei superare i 250 km. Se imparerò a concentrarmi di più e a perdere meno tempo in chiacchiere, so che potrei arrivarci.  

Non si finisce mai di imparare, di apprendere dall’
esperienza, di migliorare, di alzare sempre un po’ l’asticella e quindi credo che per Laura il meglio debba ancora venire con i suoi buoni propositi di trasformare i suoi sogni in realtà, impegnandosi e continuando ad affidarsi al suo allenatore e con la consapevolezza che non basta la forza, potenza, resistenza ma anche la testa, la focalizzazione, la concentrazione, la pazienza, la fiducia, la resilienza.
 
Quali sono i segreti del tuo successo? Credo che il segreto consista in una forte determinazione che mi contraddistingue e nella leggerezza con cui affronto le gare. Non perdo il sorriso e non mi scoraggio perché so che il traguardo prima o poi arriva. Nelle ultra a circuito è fondamentale aver ben presente questa cosa, perché le ore sono tante e possono spaventare. Bisogna invece restare positivi. Tutto passa. Anche nella vita quotidiana. Ho sviluppato una resistenza notevole che mi serve ad affrontare la fatica nel mio lavoro, gli ostacoli in famiglia e tanto altro.  

Un ottimo approccio quello di Laura, un approccio meditativo, affrontando gare durissime e considerate estreme con leggerezza, con la consapevolezza che si può fare, con i propri tempi, e tutto poi può tornare utile nella vita quotidiana per gestire criticità e avversi
tà con calma e saggezza, senza fretta, senza rabbia.
 
Cosa c'è dietro un podio? C’è tanta fatica nei lunghi allenamenti solitari, c’è il voler mettersi in gioco per fare cose che mai avrei creduto di poter raggiungere.  

Trattasi di una disciplina che impegna tantissimo tempo ed è difficile condividere con altri che possono avere un passo più veloce o più lento o comunque difficile trovare tante ore di allenamenti che coincidono. 
In che modo lo sport ti ha cambiato? Mi ha reso più sicura di me e mi ha fatto conoscere tante persone. Con alcune di loro è nata una bellissima amicizia.  

Trattasi di una disciplina di fatica che rafforza se stesi nel fisico e nell’anima e permette di conoscere altre persone per condividere alcune sessioni di allenamento o frazioni di gara, confrontandosi e incoraggiandosi l’un l’altro senza troppa competitività. 
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Dopo una giornata di lavoro arrivo a casa sfinita e a volte con le vertigini. Uscire a correre mi aiuta a sgombrare la testa e a tornare a casa più energica.  

Chi non lo fa no può comprendere e non può immaginare quanto può essere liberatorio e utile per il fisico e la mente praticare questo sport che è faticoso ma permette di scaricarsi, di ritrovare se stessi nella fatica, di elaborare piani e programmi, focalizzarsi per obiettivi prossimi e futuri, sia sportivi che lavorativi e familiari. 
Che messaggio daresti per avvicinare le persone alle ultramaratone? Questo tipo di gare vanno affrontate solo se si inizia a sognarle. È in quel momento che inizia il viaggio. Sono gare dure, in cui conta molto la testa che ci fa partire sapendo che si arriverà alla fine. Se non c’è questo, diventa solo una sofferenza.  

Ci si arriva gradualmente, facendo sempre un po’ di più in allenamento e in gara, sfidando se stessi, facendo sogni a occhi aperti. 
A chi ti ispiri? Sono molte le persone che ho preso come modello. Un grande ispiratore è Simone Leo. Le sue imprese mi hanno affascinato. So che io più di tanto non potrò mai fare, più che altro perché in queste gare conta molto avere aiuto nell’organizzazione e nella logistica. Io invece faccio quasi tutto da sola compatibilmente con i vincoli del mio lavoro.  

Simone Leo è un esperto nello spostare il limite sempre più in là sperimentandolo su se stesso nel portare a termine le gare più estreme al mondo, per lunghezza, di circa 490km, per clima sfavorevole come la Badwater e tante altre prove durissime ed è anche organizzatore di gare estreme, sapendo ciò che può servire agli atleti partecipanti ed è anche un allenatore di atleti di lunghe distanze. 
Di quale gara sei più orgogliosa? Sono orgogliosa della 24 ore di Saronno del 2023. Sono salita sul gradino più alto del podio risultando prima assoluta. Le due fortissime atlete che mi precedevano dopo alcune ore si sono ritirate e io ho incrementato il distacco da chi mi seguiva perché volevo per una volta godermi il primo posto. La premiazione è stata una festa, soprattutto perché mai avrei immaginato una cosa simile.  

L'11 giugno 2023 Laura ha vinto la “2^ La Ultra di Saronno - 24h corsa su pista”, totalizzando 131,4446 km e classificandosi 12^ assoluta, precedendo Silvana Simoni 119,051 e Francesca Lombardo 116,217. Il vincitore assoluto è stato Eduardo Eduardo Cebrian Martinez de Lagos (ESP) 208,444 km, precedendo Michele Panigada 194,204 km e Maurizio Marzoli 191,139 km. 
La tua gara più difficile?
 Tra le ultra è stato il Passatore nel 2024, quando sono stata male e ho addirittura ipotizzato un ritiro. Sono poi riuscita a riprendermi e a gestire la gara fino al traguardo. Ricordo invece la Maratona di Reggio Emilia nel 2024, con la pioggia e il gelo. È stata durissima, ma fortunatamente non mi sono resa conto che tanti si stavano ritirando e sono arrivata al traguardo felice e neanche troppo infreddolita, conquistando anche un terzo posto di categoria.  

Il 25-26 maggio 2024 Laura ha corso la 100 km del Passatore, Firenze-Faenza in 16h55’47” e l’8 dicembre 2024 si è classificata terza F60 alla maratona di Reggio Emilia in 4h57’34, preceduta da Mona Fristad 4h42’23 e da Maria Lucia Carbone 4h1511”. 
Sei un modello di riferimento per qualcuno? Molte persone mi dicono di aver iniziato a correre leggendo i miei racconti di gara. Ho delle amiche che si sono addirittura iscritte alle ultra perché il mio modo di vivere le competizioni le ha affascinate e vogliono provare a sentire le stesse emozioni. Io resto sempre stupita da questi complimenti, perché non mi rendo conto di essere un esempio per qualcuno. Molti mi dicono che compio delle imprese, ma io non le vivo così. È stato difficile da spiegare. Nella mia mente 100-200 km sono pochissimi. A me piacerebbe tanto provare a farne 400-500. Quando seguo sui social le imprese dei campioni che fanno gare con questo chilometraggio, io provo una sana invidia e vorrei tanto essere al loro posto. Sono consapevole che non potrò mai raggiungere questi livelli, ma continuo a sognare perché ho capito che a volte la vita ci riserva occasioni inaspettate. 

In effetti queste interviste servono proprio per far conoscere questa disciplina sportiva di fatica e molti non immaginano minimamente cosa significa e come ci si arriva.
 
Un’intervista a Laura è riportata nel libro “La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza”, Edizione Psiconline. 
La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza: Cosa significa correre una gara di 100km? Quali meccanismi psicologici aiutano ad allenarsi e gareggiare con coraggio e resilienza? La 100km del Passatore è una classica e famosa gara di corsa a piedi da Firenze a Faenza. È un libro che racconta di atleti di livello nazionale e internazionale ma anche di atleti che hanno la passione della corsa di lunga distanza e la lettura delle interviste aiuta a vedere con occhi diversi questa pratica sportiva, una pratica da avvicinarsi con cautela, attenzione, preparazione. Sono trattati aspetti della psicologia dello sport quali lo sviluppo della consapevolezza delle proprie capacità e limiti; il grande e importante lavoro della definizione oculata degli obiettivi chiari, difficili, sfidanti ma raggiungibili; il lavoro dell'autoefficacia, il graduale fare affidamento su se stesso. 

Dott. Matteo Simone  
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Nessun commento:

Translate