Dott. Matteo Simone
Nello sport, sempre più, alla mente viene attribuito un ruolo fondamentale e principale, oltre che al fisico, soprattutto quando si tratta di non mollare e continuare a spingere fino alla fine.
Si parla sempre dei campioni famosi ma ci sono tanti campioncini che fanno sport al di fuori della giornata lavorativa con passione, impegno, determinazione, ottenendo anche eccellenti risultati ma spesso restano sconosciuti ai tanti. Uno di questi è Gallone Antonio che corre per puro divertimento al di fuori dell’attività giornaliera lavorativa ma ottiene eccellenti performance nonostante sia entrato nei 60 anni.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Antonio Gallone (Podistica Solidarietà) attraverso risposte ad alcune mie domande di qualche anno fa.
Quali consideri le tue risorse vincenti? “La mia risorsa fondamentale credo sia la testa, il fatto di fissare un obiettivo e perseguirlo con tenacia e passione penso sia fondamentale”.
In effetti non è sufficiente avere doti e talento ma anche una mente allenata alla fatica, che sappia progettare, sappia resistere nello sforzo prolungato senza mollare.
Qual è il tuo segreto per essere ancora performante nonostante l'avanzare dell'età? “Non ci sono segreti, c’è tanta passione e amore per la corsa, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e obiettivi. Vivo la corsa a 360°, curando tutte le componenti: alimentazione, allenamento, motivazioni, senza troppe restrizioni e con gioia.”
Lo sport insegna a impegnarsi, faticare, avere obiettivi individuali e di squadra, essere competitivi, provarci sempre, non arrendersi, apprendere dall'esperienza, fare squadra, rispettare amici di squadra e avversari, applaudire i più forti ma anche gli ultimi, lavorare sulle criticità, ripartire sempre, rispettare le regole, collaborare con organizzatori e giudici di gara, mettersi in gioco, condividere gioie, essere consapevoli, incrementare autoefficacia, sviluppare resilienza.
Quali sono state le tue sensazioni, emozioni, preoccupazioni, prima, durante e dopo la gara? “Prima di una gara c’è sempre un po’ di emozione e di tensione, soprattutto se in ballo c’è un PB da fare o dei rivali di categoria da battere, ma cerco di smorzarle scherzando con gli amici. Durante la gara cerco di mantenere il ritmo prefissato cercando di correre quanto più rilassato possibile e aumentare la velocità nel finale. Nel dopo gara si fanno i bilanci della prestazione, al di là del risultato, cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, di non essere molto severo con me stesso, consapevole di aver dato il massimo e di portare comunque a casa l’ennesima bellissima esperienza che una gara, soprattutto una maratona può regalare.”
Durante una gara ci sono stati momenti critici dove hai pensato di rallentare o fermarti? “Non mi è mai capitato di fermarmi durante una gara, mi è capitato di rallentare soprattutto nella maratona nel finale, ma ho sempre trovato le motivazioni per non fermarmi e andare avanti, lo scorso anno per esempio nella maratona di Roma, pioggia e vento rendevano impossibile realizzare un risultato cronometrico importante, allora ho spostato l’attenzione sul piazzamento, ho fatto una gara un po’ sotto ritmo e cercato di superare quanti più atleti possibile nel finale, giungendo al 23° posto Assoluto e 1° M 45.
Quest’anno alla maratona di Roma sono arrivato con meno lunghi e una velocità di soglia più bassa e complice le vacanze di Pasqua in Puglia, 1 kg in più, consapevole di ciò volevo godermela, ma purtroppo, quando metto il pettorale, non riesco a correre col freno a mano tirato; quindi, anche quest’anno ho dato il massimo e non mi sono risparmiato.”
Trattasi di un’intervista del 2016 e il 22 marzo 2015 alla 21^ Maratona di Roma Antonio si è classificato 23° assoluto, 20° uomo e 1° categoria M45 con il crono di 2h40’01” (real time 2h39’59”) precedendo Yahya Boudouma 2h40’16” e Paolo Torti 2h44’35”. Il vincitore assoluto fu Abebe Negewo Degefa (ETH) 2h12’23”, precedendo Birhanu Addis Achambe (ETH) 2h12’32” e Chatbi Jamel (ITA) 2h14’04”. Tra le donne vinse Meseret Tolwalk (ETH) 2h30’25”, Alem Fikre Kifle (ETH) 2h31’01” e Deborah Toniolo 2h36’30”.
L’anno successivo il 10 aprile 2016 alla 22^ Maratona di Roma Antonio si è classificato 52° assoluto, 48° uomo e 1° categoria M50 con il crono di 2h40’35”, precedendo Marco De Felice 2h46’07” e Massimo Miri 2h46’32”. Ilvincitore assoluto fu Amos Kipruto (KEN) 2h08’12”, precedendo Achamie Birhanu (ETH) 2h09’27” e Ruto Dominic (KEN) 2h09’28”. Tra le donne vinse Tusa Rahma (ETH) 2h28’49” precedendo Duru Mulu Melka (ETH) 2h29’59” e Dahmani Kenza (ALG) 2h33’53”.
Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Non trovo grosse difficoltà, le uniche sono legate al tempo sottratto alla famiglia.”
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? “Mia moglie dice che sono malato (ah ah ah) che penso solo alla corsa, gli amici con cui corro mi stimano (almeno così dicono).”
Quale tua esperienza ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “Nel mio sport (corsa) l’ultimo allenamento test pre-gara mi da un grosso indizio sul valore della mia condizione.”
L’esperienza paga, Antonio si conosce bene, sa come può funzionare in gara in base a quello che ha raccolto durante i suoi allenamenti e così si testa prima della gara per capire quale può essere la sua andatura di crociera soprattutto in gare lunghe come la maratona dove i ritmi devono essere il più costante possibile per non svuotare i serbatoi di glicogeno.
Ritieni utile lo psicologo nello sport? In quali fasi dell’attività sportiva? “Penso che soprattutto i giovani agonisti o i campioni abbiano bisogno di un ‘mental coach’ sia nella fase di preparazione, pre e soprattutto post-gara.”
Un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli a questo sport di fatica? “Direi ai giovani di intraprendere questo sport, fatto di fatiche e poco remunerato, perché fortifica fisico e mente e li farà diventare degli uomini migliori, abituandoli al duro lavoro per perseguire i loro sogni in qualsiasi campo: studio, lavoro. etc.”
Allenarsi, faticare, impegnarsi per arrivare pronti e consapevoli il giorno della gara per mettersi in gioco e sfidare amici e avversari, cercando di fare del proprio meglio ma soprattutto credendoci e non mollando, apprendendo sempre dall'esperienza e dagli altri.
Questo è lo sport che vogliamo, che fa sentire gli atleti parte di una squadra per raggiungere obiettivi di benessere e di performance, per condividere allenamenti, gare, fatiche e gioie, che fa apprendere soprattutto dalla scuola dello sport.
“Per ottenere qualcosa bisogna crederci, essere consapevole delle proprie capacità e limiti, impegnarsi duramente, essere determinato, mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui, rialzarsi sempre e ripartire sempre con pazienza, senza fretta, vivendo sempre l’esperienza”. (Simone M., Cosa spinge le persone a fare sport?, Aracne Editrice, 2020, pag. 44).
Antonio è menzionato nei seguenti libri
“Sport, benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta. Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2017.
Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR








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