giovedì 9 aprile 2026

Mirela Hilaj, bronzo mondiale F45 48h 293,462 km 2026

Dott. Matteo Simone

Tra il 27 e il 29 marzo 2026 si è svolto il Cinisello Balsamo Running Festivalorganizzato da “Impossible Target”, valido quale Campionato Mondiale Ultramaratona 48h corsa su strada (GOMU World Championship 48 Hour).

Il vincitore assoluto è stato Bartosz Fudali 447,581 km (POL) precedendo Laszlo Nemes 427,065 km (HUN) e Patrycja Bereznowska 413,396 km (POL). Ha completato il podio maschile Nicolas de las Heras 407,439 km (ESP). Hanno completato il podio femminile Edyta  Lewandowska-Pyza (6^ assoluta) 390,650 km (POL) e Magdalena Superson (9^ assoluta) 372,031 km (POL).
Tra le italiane, da menzionare Elsie Cargniel Bergamasco che ha stabilito il nuovo record italiano assoluto femminile totalizzando 316,964 km Mirela Hilaj che ha conquistato il bronzo mondiale categoria F45, totalizzando 293,462 km.
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i seguito approfondiamo la conoscenza di Mirela Hilaj
 (ASD Tapascione Running Team) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per il bronzo mondiale 48h, te l’aspettavi? A dir la verità no …non pensavo nemmeno di fare quei km visto che dopo la Spartathlon ho avuto un periodo down e non mi ero allenata a dovere. 

Tra il 27 e il 28 settembre 2025 Mirela ha portato a termine la 42^ Spartathlon (GRE), 246km corsa su strada, in 34h40’13”. Il vincitore assoluto è stato Radek Brunner 21h2435” (CZE) precedendo Francesco Perini 22h0527” e Yoshihiko Ishikawa 23h5423”. Tra le donne ha vinto Andrea Morocza (7^ assoluta) 25h0906” (HUN), precedendo Despoina Simantrakou (10^ assoluta) 25h3744” (GRE) e Natasa Robnik (13^ assoluta) 26h0938” (SLO).
A chi lo dedichi? mio padre e alla mia bandiera natale …io mi sento italiana quanto albanese e gareggio sempre con maglia italianama stavolta ho voluto onorare mio papà e ho messo la maglia rosso nera. 
Quali sono stati i momenti più difficili? Dopo la prima notte con un freddo terribilesabato è venuto troppo caldo di giorno …questo ha fatto sì che avessi problemi con la cistite e ho camminato parecchio fino a quasi domenica all’alba.

Trattasi di gare di ultramaratona molto sfidanti e provanti che mettono a dura prova, si tratta di correre di notte e di giorno, con escursione termica e dovendo gestire sonno, fame, sete, caldo, freddo, stanchezza e ogni altra situazione che può essere avversa o sfavorevole.
Cosa dicono i tuoi familiari e amici di questo podio? Del podio non hanno detto nulla... ma gli occhi lucidi di mio papà mentre gli raccontavo valgono l’oro.
Cosa hai scoperto di te stessa in questo mondiale? Ho scoperto che tutto passa... anche i momenti brutti... che essere determinati aiuta …come si diceschiena dritta, gli occhi fissi sull’obiettivo e si va avanti. 

In effetti nelle gare di ultramaratona, così come nella vita quotidiana, passa ogni situazione o 
evento che sia spiacevole o piacevole, si tratta di focalizzarsi per quello che si vuole, si può o si deve fare e andare fino in fondo.
Sogni da raggiungere? Per ora nulla... in pochi mesi ho realizzato i sogni più grandi della mia vita... devo ancora metterlo in mirino, mi godo le gare dove mi sono iscritta e nel frattempo guardo e cerco qualcosa che mi stuzzica.

Gli ultramaratoneti hanno in mente sempre gare sfidanti, difficili, stimolanti ma non impossibili e una volta deciso l’obiettivo si allenano in modo mirato per portarli a termine.
Quali sono i segreti del tuo successo?
 Non ho segreti... solo amore per le lunghe distanze…e ovvio tanti amici che appoggiano le mie scelte. 

Per allenarsi duramente e portare avanti progetti di gare molto difficili e sfidanti bisogna avere elevata passione e motivazione.
In che modo lo sport ti ha cambiato? Caratterialmente sono cambiata tantissimo …so che nulla può buttarmi giù…anche nella vita privata…step by step e tutto si risolve…nulla è inarrivabile. 

In effetti, lo sport di endurance rende più forti, più resilienti, più consapevoli di ciò che si può fare, si vuole fare, si deve fare.
Che messaggio daresti per avvicinare le persone alle ultramaratone? 
Di provare... un passo alla volta ma provare…di non fermarsi alla parola: io non ce la faccio…tutti abbiamo iniziato con una 5 km e poi pian piano siamo arrivati qui dove siamo ora... l’ultramaratona si vive diversamente... è più una sfida personale che con gli altri... ti cambia proprio dentro.

Si può partire con poco, un passo alla volta, e ci si accorge che può piacere e quindi si può alzare l’asticella delle difficoltà, della lunghezza di gara, della qualità. 
Sei un modello di riferimento per qualcuno? Qualcuno mi dice di sì e ascoltano curiosi le mie gare... mi piace poi quando inizianodopo le maratonea progettare le ultra... la mia risposta comunque è sempre la stessa: ‘non c'è uno migliore dell’altro...una volta messe le scarpe da corsa siamo tutti della famiglia dei runner …poi ognuno di noi ha i propri tempi e il proprio passo... il proprio modo di vivere la gara.

In effetti, si è tutti sulla stessa barca, anzi sulla stessa strada o pista o percorso, ogniuno con i propri tempi e modalità, alla ricerca di un traguardo o di un risultato, 
faticando e cercando di arrivare fino alla fine.
Un'intervista a Mirela è riportata nel libro "Il piacere di correre oltre". 
Sport & benessere 15 | ed. novembre 2022. 
In linea di massima, la passione della corsa permette alle persone di mettersi alla prova, di condurre un sano stile di vita, di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, ma anche dei propri limiti: è necessario consolidare questi concetti per mantenere un buon equilibrio. Nel nuovo libro di Matteo Simone Il piacere di correre oltre, l’autore riprende la sua consuetudine di parlarci di sport soprattutto attraverso il dialogo con gli atleti. 
Leggere il testo di Matteo Simone ci permette di conoscere alcune dinamiche psicologiche che forse ignoriamo o per lo meno di cui non siamo consapevoli. L’autore nota che ciascuno di noi, se lo vuole, può riuscire a raggiungere i propri obiettivi nello sport come nella vita, e così diventano più addomesticabili e gestibili, la fatica e la paura; al contempo si rafforza la mente, si eleva l’autoefficacia personale e si sviluppa la resilienza. 

Dott. Matteo simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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