sabato 25 aprile 2026

Marcela Zuniga: Lo sport ha tracciato in me una immensa resilienza e positività

 Dott. Matteo Simone 
 

Tra il 5 e l’8 si sono svolti i Campionati Italiani Individuali Indoor Master, organizzati dal Comitato Regionale Fidal Marche – Ancona. 

L’8 marzo ha avuto luogo la finale Staffetta 4x200 SF45 presso il PalaCasali Ancona e l’ASD RebelAthletic Club (Silvia Cammarota, Elisabetta Troni, Elisa Vincenti Gatta, Eliana Marcela Zuniga) con il crono di 1’57”80 ha conquistato la medaglia d’argento, preceduta dall’ASD Atletica La Sbarra Roma (Silvia Di Domenico, Tiziana Cingolani, Ivana Fella, SilkeBreckenfelder) 1’51”96; il bronzo è andato allAtl. Vicentina (Elena Righi, Beatrice Zio, Raffaella De Mori, Lisa Carraro) 1’59”21. 
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Marcela (ASD Rebel Athletic Club) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Qual è stato il
 tuo percorso nello sport?
 Il mio percorso nello sport è iniziato nella mia adolescenza, quando a 12 anni ho scoperto che l’atletica leggera era fatta per me, per le mie capacità di resistenza e velocità allo stesso modo, nel correre quando mi divertivo a giocare. Poi a 17 anni ho smesso per questioni di studio. E nella mia età adulta, dopo quasi 15 anni, mi è ritornata la voglia di rimettermi in gioco. Ho iniziato a correre tutte le mattine, 20’ e con il tempo ho cominciato ad allungare i tempi fino ad arrivare anche a un’ora di corsa. Così ho conosciuto molte persone che come me uscivano a correre per svago e poi erano finite iscritte in società sportive e addirittura gareggiando nelle diverse distanze. In questo modo finì anch’io, arrivando a fare da gare di 10, 15, 21km fino alla maratona 42km. 
Devo dire che di strade ne ho conosciute tante e di strada ne ho fatta altrettanto. Alla fine in quel periodo riuscì a fare ben 4 maratone delle quali sia la 
1^ che la 2^ mi diedero delle bellissime soddisfazioni. La prima perché era una bella sfida con me stessa, dovevo solo riuscire ad arrivare fino in fondo con il sorriso senza pensare al tempo  alla fatica. E così fu. La seconda perché mi ero preparata al massimo per poter fare una buona prestazione puntando a fare il tempo e ho avuto la mia ricompensa, migliorandomi di ben 30 minuti in confronto alla prima esperienza. Dopodiché sentivo che quel tipo di esperienze non mi tiravano più, mi ero stancata di fare le stesse cose, di impiegare così tanto tempo fuori casa e soprattutto di dare quasi sempre gli stessi percorsi e le stesse gare. Mi stavo annoiandoFu così che un bel giorno con alcune amiche decidemmo di fare una staffetta 4x400 dentro una pista di atletica con altre compagini. 
E venne fuori 
che ero la più veloce sui 400m. Sicché sono stata stuzzicata di una amica che mi ha detto: cosa fai correndo in strada, tu sei più di pista che altro. In questo modo mi è nata l’idea di provare ad allenarmi in pista, già che la strada mi aveva annoiato. È stato come l’amore che si riaccende dalle ceneri e da allora fino a oggi mi sono buttata sulla velocità e mi trovo benissimo, sono felice quando mi alleno, anche con la fatica. Sono felice quando gareggio, sono felice quando condivido questa mia passione con altri e di fatto questa felicità si riflette nel mio intorno e devo dire che sono fiera di questo. 
 

Si inizia per gioco a fare sport, faticando ma anche divertendosi, poi si può scoprire di avere un talento o una forte passione e ci si impegna in cerca di un risultato ma sempre tenendo alta la motivazione e la passione. 
Si incontrano amici lungo il percorso e si fanno allenamenti insieme, si fa parte di un gruppo di allenamento o di una squadra, ci si confronta in allenamento e in gara. 
Si cerca di osare sempre di più cercando di preparare gare più lunghe fino ad arrivare alla maratona o ci si può dedicare alla velocità da soli o insieme come la preparazione di una staffetta. Nella vita ci sono fasi così come nello sport, si sta meglio o peggio, più n forma o meno in forma, le passioni vanno e vengono ed è importante stare su quello ce c’è in quel momento che piace e stimola.  
Il 21 aprile 2013 Eliana Marcela Zuniga ha esordito in maratona a Padova (Maratona Sant'Antonio) con il crono di 4h10’52” e successivamente ha ottenuto un ottimo miglioramento il 24 novembre 2014 alla 30^ Firenze Marathon 3h49’01”, poi, il 23 marzo 2014 ha corso la 20^ Maratona di Roma 3h51’27” e il 26 ottobre 2014 la Chocomarathon Perugia 4h03’47”. 
Sogni raggiunti e da raggiungere?
 Ho raggiunto il sogno di partecipare a un mondiale e a un europeo di atletica leggera master, dove insieme ad altre compagne abbiamo preso il titolo in staffetta 4x400m come team Italy. Comunque, ancora sogno di riuscire ad abbattere miei PB nei 200 e i 400m e perché no anche riuscire a prendere un titolo in maniera individuale.  
Marcela ha ottenuto un oro europeo staffetta 4x400 F45 agli EMAC 2023 (European Masters Athletics Championschip) il 1° ottobre a Pescara presso lo Stadio Adriatico-G. Cornacchia  con le amiche di squadra Jessica Fantini, Marta Manfrin e Maria de lourde Quinonez Montano, con il crono di 41350 precedendo la Francia (Marie-claude Salignat-Plumasseau, Carole Mulalic, Laurence Leroy, Catherine Dehais42782 e la Gran Bretagna (Zoe Doyle, Carol Holt, Fiona Steele, Sharon Dooley43067. 
Tra il 13 e il 25 agosto 2024 si sono svolti i Campionati Mondiali Master a 
Goteborg (Svezia) e Marcela ha ottenuto l’oro mondiale staffetta 4×400 F45 con le amiche di squadra
 Maria de Lourde Quinonez Montano, Silke Breckenfelder eMarta Manfrin, con il crono di 4’10”92, precedendo la Francia 4’12”19 (Hélène Biaggioni-GaetaCélia Liegey, Catherine DehaisCésarine Birikem Iroume) e la Gran Bretagna 4’18”03 (Michelle Gabrielle Thomas, Lourdes Bradley, Carol Holt, Sarah Loades). Inoltre, sempre nel 2024 a Goteborg, in Svezia, Marcela ha ottenuto il bronzo nella 4x100 F40.  
Qual è stata la competizione più difficile? Per me la competizione più difficile rimane i 400m, non tanto per la distanza in se che comunque è impegnativa sapendo di dover mantenere una certa velocità per concluderla bene. Quanto per la concentrazione che si vuole mentre li corri. Non a caso lo chiamano il giro della morte, devo confermare che fa paura ma nonostante tutto, io sono masochista e mi piace farli qualche volta. 
Cosa dicono i tuoi familiari e amici del tuo sport?
 Miei familiari sono felici se mi vedono felice. Sono anche miei fans. Devo dire che ho avuto la fortuna di avere cresciuto miei figli nell’ambiente dello sport e di conseguenza non criticano le mie decisioni, anzi mi supportano così come mio marito. Miei amici sono per la maggior parte sportivi perciò sono ben circondata. E quelli che non praticano sport, comunque, hanno ammirazione per la mia determinazione e la mia continuità nonostante i tanti impegni.  
Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport? Ho scoperto di me stessa, grazie allo sport, che nulla arriva se non c’è impegno e di conseguenza tocca perseverare e avere pazienza perché quello che con impegno si costruisce, da suoi frutti e non qualunque frutto. E di frutti buoni ne ho raccolto nel mio percorso sportivo.  

In effetti nello sport così come nella vita, per ottenere qualcosa di importante, bisogna faticare, crederci, essere costanti e determinati.
 
Quali sono gli allenamenti più importanti? Per me gli allenamenti più importanti sono quelli dove devi dare il massimo, cioè i lavori di lattacido. È lì dove si vede se il tuo percorso sta funzionando o meno.  
Cosa c'è dietro una vittoria mondiale? Ritengo che dietro una vittoria mondiale, ci sia tanto sudore, tanta determinazione, tanti sacrifici e soprattutto tanta disciplina per raggiungere l’obiettivo.

È importante in allenamento faticare, cercare di dare il massimo, quasi simulare la gara, testandosi e poi in gara si cerca di prendersi ciò che si vuole con la consapevolezza che si è lavorato bene e che si può fare, quindi con fiducia, consapevolezza e resilienza.  
In che modo lo sport ti ha cambiato? Lo sport ha tracciato in me una immensa resilienza e positività. Solo così potrò vivere meglio.  

La pratica di
 uno sport aiuta a fissare obiettivi fin dall’inizio e a impegnarsi duramente per raggiungerli, con fiducia e resilienza.
 
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana? Nella vita quotidiana mi sento sempre più attiva, sento che riesco ancora a fare cose che facevo anche 30 anni fa, cioè riuscire a reggere ore in piedi in attività varie, reggere discorsi impegnativi e soprattutto sopportare certo tipo di situazioni o persone non facili da gestire.  

La pratica di uno sport aiuta a sentirsi giovani nonostante che gli anni passano, si riesce ad allenare corpo e mente a resistere, a spingere, a contrastare avversari, a fare squadra. 
Che messaggio daresti per avvicinare le persone allo sport? Il messaggio che darei alle persone per avvicinarsi allo sport è che: sì, è vero che per vivere meglio bisogna prendere il mondo come viene’, è altrettanto vero che: più ci muoviamo, più viviamo…almeno felici facendo del bene a noi stessi e alla nostra salute’. 

In effetti è importante stare in movimento e non in zona di troppo confort, importante darsi da fare in modo attivo fisicamente e mentalmente, avere sempre stimoli e situazioni sfidanti da affrontare, risolvere, superare.
 
Hai mai avuto problemi legati al doping? Grazie a Dio e alla mia consapevolezza, non ho avuto mai a che fare con il doping. 
Un tuo messaggio contro il doping? Il messaggio che do a chi ne fa uso e abuso del doping è che: ‘se devo rischiare la salute e tutto quello guadagnato con lo sport, tanto vale farlo ma non partecipando alle manifestazioni dove si suppone che dovremmo essere tutti puliti e giocare pulito 
Sei ispirata da qualcuno? Mi sento ispirata da Gesù, che nonostante le mille tentazioni e difficoltà che si presentarono nel suo cammino, non perse mai il focus e l’obiettivo per il quale era stato inviato. Così dovremmo essere tutti, mantenere la testa sui nostri obiettivi e non fermarci fino a raggiungerli e superarli.  

Molto interessante questa testimonianza di 
Marcela, è vero che nella vita bisogna avere obiettivi, mete, sogni ed essere focalizzati per cercare di seguire percorsi per trasformarli in realtà, con impegno, fiducia.
 
Sei un modello di riferimento per qualcuno? Per ragazzi più giovani penso di essere un punto di riferimento, giacché alleno molti di loro e poi per alcune persone a me care lo stesso. Ho sentito anche persone non tanto vicine a me che mi dicono che sono ispirazione per loro e qualcuno/a mi chiede indicazioni per iniziare a fare questo sport e la cosa mi rallegra il cuore. Soprattutto nel sapere che molte persone hanno bisogno della persona giusta, al momento giusto, per iniziare a vivere meglio e stare in un ambiente positivo che li aiuta a reggere, con un altro peso, le insidie della vita. Buone cose!  Marcela.  

Nella vita c’è bisogno di ispirarsi a qualcuno e seguire stili di vita di salute e benessere e poi si può essere di ispirazioni per altri che traggono spunti interessanti e utili per iniziare percorsi e attività di salute, benessere, performance. 

Dott. Matteo Simone  
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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