Secondo William Fry, psichiatra alla Stanford University in California, ridere di cuore provoca effetti simili a quelli dell’esercizio fisico (e sappiamo che l’esercizio fisico è un ottima misura contro lo stress); egli ha infatti osservato che fare almeno dieci risate al giorno equivale a circa dieci minuti di vogatore, aumenta la produzione di beta-endorfine, ed è una ginnastica vigorosa dei muscoli facciali, delle spalle, del diaframma e dell’addome. Terminato l’accesso di riso, inizia un breve periodo di rilassamento.
Che lo si debba
all’attivazione dovuta al ridere, al rilassamento che ne segue o a
entrambi, secondo Fry una buona dose di risate quotidiane può
comunque ridurre il rischio di un infarto cardiaco, di uno stato
depressivo e di altre conseguenze negative dello stress. Ovviamente,
le persone che ridono più frequentemente sono quelle dotate di
maggior senso di umorismo e quelle che, d’abitudine, si affidano a esso per venire a capo delle situazioni difficili. (Farnè M., Guarir da ridere La psico-biologia della battuta di spirito, Bollati boringhieri, Torino, 1995, PP. 18-19).






