domenica 10 luglio 2016

Roldano Marzorati, 58 anni: Campione Italiano corsa a piedi 48 h


Lo sport che sviluppa consapevolezza ed autoefficacia, è questo che continua a sperimentare Roldano Marzorati ancora all’età di 58 anni con competitività e performance, umilmente con dieta vegana e tanta attenzione, apprendendo dai più forti ed esperti come la fortissima atleta di endurance Brenda che il 2016 ha vinto la gara durissima di 202 km di corsa a piedi, la nove colli running.

E tutto ciò Roldano lo fa condividendo la sua passione con la sua compagna Sonia anche lei vegana e performante delle corse di lunghe distanze, di seguito alcune impressioni rispetto alle ultime gare di Roldano ed ai suoi prossimi obiettivi.

Gian Luca Di Nunzio: Il triathlon è una condizione mentale

Matteo Simone 

Approfondendo sempre di più il campo dello sport, soprattutto gli aspetti che contribuiscono al benessere e alla performance, si conoscono persone straordinarie che trovano nello sport estremo piacere e sperimentano l’importanza non solo del corpo ma soprattutto dell’abilità mentale.

È importante, prima di tutto, prima di tutto di appassionarsi e motivarsi nella pratica di una disciplina sportiva e poi di continuare a sperimentare benessere fino ad arrivare a prestazioni eccellenti, vere performance che ti fanno star bene, fanno credere nelle tue capacità di trasformare sogni in realtà, di seguito l’esperienza sportiva fisica e mentale di un triatleta. 

venerdì 1 luglio 2016

Manuel Pozzerle, snowboard: se non ci sei con la testa non vai da nessuna parte




 

 

Manuel Pozzerle diventa campione nazionale di snowboard nel 2014, si classifica terzo in Coppa del Mondo di Snowboard nella stagione 2014-15, vince il suo primo titolo mondiale a La Molina, in Spagna ai Campionati del Mondo 2015.

Molto disponibile Manuel nel rispondere ad un mio questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance per conoscere gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance. Di seguito si presenta e racconta la sua esperienza.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Per fortuna si, quando ho vinto la Coppa Europa in Olanda circa 3 anni fa, la prima volta non si scorda mai.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Una serie di coincidenze, non ci pensavo affatto. E’ stata un amica a propormi la cosa, io mi divertivo a fare snowboard a nient’altro. Poi ho provato a fare una gara e l’adrenalina che ho sentito quella volta è diventata una droga. Da lì mi sono buttato a capofitto e non ho ancora mollato.”

Hai dovuto abbandonare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Fortunatamente no. La cosa difficile è far coincidere gli allenamenti e gare con il lavoro e la famiglia.”

Gabriele Lilli: Importante scollegare la testa dal corpo negli sport di endurance

Dott. Matteo Simone 


Dico sempre che lo sport avvicina persone, culture, popoli e mondi.

Infatti lo sport mi ha avvicinato a tante persone e uno di questi è Gabriele Lilli durante una corsa a piedi della lunghezza di 50km dove c’erano lunghissime salite e bisognava fare attenzione al percorso per non rischiare di sbagliare strada, bisognava idratarsi perché era tanto caldo. 
La gara risale al lontano 7 maggio 2016, alla 1^ 50 km nei 3 comuni della Valle Santa, 50km corsa su strada, vinta da Antonio Mario Fiadone in 3h3725”, precedendo Danilo Bianchi 3h5344” e Francesco Petella 3h5857”. 

Intervista ad Annalisa Gabriele dopo la staffetta 12xmezz’ora – 4 Giugno 2016


A cura di STEFANO SEVERONI

 

  
Sabato 4 Giugno 2016 presso l’impianto sportivo Nando Martellini in Roma c’è stata la Staffetta 12xmezzora dalle ore 16 alle 22.00. 54 squadre hanno partecipato alla manifestazione, un evento non solo sportivo, bensì una manifestazione culturale della durata di tre giorni (3/5 giugno) il cui obiettivo è coniugare in sé sia lo sport, sia l’attività di promozione sociale e culturale dedicata agli sportivi e a tutta la cittadinanza. Per la cronaca agonistica, in campo maschile ha vinto Podistica Solidarietà 1 (94˙226 m) davanti a Ozimo Team (91˙377 m) e Atletica La Sbarra Team Black (89˙538 m) e in campo femminile Atletica La Sbarra Team Purple (76˙037 m).

 
  Abbiamo intervistato Annalisa Gabriele dopo la gara, al fine di cogliere cosa rappresenta partecipare a una manifestazione, che ha visto tanti protagonisti, dagli atleti, agli organizzatori, allo speaker, ai Giudici di Gara, agli espositori nei numerosi stand, che hanno coinvolto tante persone. L’atleta tesserata per ASD Amatori Villa Pamphili ha gareggiato alle ore 20.00 con Ozimo Team, coprendo la distanza di 7˙953 m = 3’46” al km = 15˙897 km/h.

Una gara ‒ la Staffetta 12xmezzora ‒ all’interno di una manifestazione culturali Sport Against Violence. Raccontaci la tua esperienza personale. È il secondo anno che partecipo a questa splendida manifestazione e la trovo davvero stupenda. Quasi sempre si corre per il proprio piacere, per raggiungere un obiettivo personale. Ma sabato sera questo traguardo si amplia. La nostra corsa può assumere un significato più importante. E diventa il pretesto per portare avanti i diritti e le problematiche di chi non a voce.

STEFANO SEVERONI dopo la Staffetta 12xmezzora 4 GIUGNO 2016

a cura di STEFANO SEVERONI

La Staffetta 12xmezzora ‒ all’interno di una manifestazione culturali Sport Against Violence. Ho corso dalle ore 20 alle 20.30, con condizioni meteorologiche favorevoli, non mettendo neanche il cappellino e gli occhiali come sono abituato in altre occasioni. Ho apprezzato la presenza dei numerosi stand all’interno del campo e le varie attività, partecipando a una seduta di yoga. Mi sono venute in mente le edizioni della Staffetta 24x1ora, a cui già partecipai negli anni Ottanta, qui alle Terme, poi alla Farnesina, allo Stadio delle Aquile (ora Paolo Rosi) e a Ostia. Allora alcuni campi erano addirittura in terra battuta.
Ero reduce dalla Maratona di Sicilia di due giorni prima. Il giorno precedente avevo corso un’oretta più dieci allunghi: l’obiettivo era ora di correre a sensazione senza assilli cronometrici.
Una volta a settimana corro le ripetute in pista. In passato ho corso una decina di staffette e una decina di gare di mezzofondo prolungato. Per la mia tecnica di corsa sono più adatto alla strada. Ma una volta ogni tanto non mi è sgradito cimentarmi nelle gare in pista all’aperto. L’unico luogo mai frequentato è la pista indoor. Bellissimi i trail, ma pericolosi. Essendo stato investito nel 2010 da un’auto sulle strisce pedonali e riportato la frattura del femore destro, cerco di evitare situazioni non agevoli quali appunto i trail.
Staffetta 12xmezzora: la definizione è un po’ impropria, in quanto non c’è scambio di un testimone come nelle staffette 4x100 m e 4x400 m, ma un avvicendarsi di atleti appartenenti a un team a una prova di corsa di resistenza.

Francesco Bona: Fare sport ad alto livello ti gratifica

 Dott. Matteo Simone 

Francesco Bona vanta quattro belle prestazioni che considera le gare della sua vita: 

mezza maratona di Belgrado,
terzo posto alle Universiadi, 
titolo italiano di mezza di Cremona,
titolo italiano allievi sui m. 2000 siepi. Di seguito si racconta.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Ho praticamente sempre fatto atletica fin da bambino, 6 anni. Facendo una attività ad alto livello ho dovuto rinunciare ad altri sport che da giovane praticavo come hobby, esempio lo sci che mi piacerebbe ripraticare.”
Hai dovuto scegliere nella tua vita di lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa?No, o meglio, essendo l'atletica il mio ‘lavoro’ ho dovuto rinunciare, esempio, allo sci.

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