Dott. Matteo Simone
Lo sport diventa a volte un veicolo di conoscenza di se stessi.
Attraverso gli
allenamenti e la partecipazione a gare impegnative e durissime ci si mette alla
prova e ci si accorge di quali qualità e caratteristiche si possiedono.
Di seguito Andrea racconta la sua esperienza attraverso risposte ad alcune mie domande.
Ti sei sentito campione
nello sport almeno un giorno della tua vita? “Spero di
riuscire a fare sport tutti i giorni della vita. Sarei un vero campione se
riuscissi in questo.”
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? “Corro dal 1982, intensamente fino al 1986, ogni domenica, anche bisettimanale, poi saltuariamente fino al 2006. Sempre attivo in altri sport, ho mantenuto di fondo il podismo, quale elemento indispensabile per una buona forma, con una corsa al mese ‘ufficiale’ per ritornare sempre presente dal 2008 a questi giorni.”
Nella vita si fanno scelte, si sperimentano attività, si scopre cosa può appassionare e si decide se continuare un’attività, sospenderla, riprenderla rispettando se stessi senza pressioni, senza stress.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? “Corro dal 1982, intensamente fino al 1986, ogni domenica, anche bisettimanale, poi saltuariamente fino al 2006. Sempre attivo in altri sport, ho mantenuto di fondo il podismo, quale elemento indispensabile per una buona forma, con una corsa al mese ‘ufficiale’ per ritornare sempre presente dal 2008 a questi giorni.”
Nella vita si fanno scelte, si sperimentano attività, si scopre cosa può appassionare e si decide se continuare un’attività, sospenderla, riprenderla rispettando se stessi senza pressioni, senza stress.
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Quando correvo per i tempi, fino a 16 anni, il mio allenatore era Gaetano Petrizzo. Performance e benessere erano una unica cosa. Poi dal 1986 il benessere è la motivazione principale per la quale corro. Corro per la salute, per la bilancia, perché mia mamma è felicissima nel vedermi correre, perché sono felicissimo di corsa con la mia cagnolina, perché allenarsi di notte in inverno con temperatura sotto zero e le strade vuote è bellissimo, perché allenarsi di notte sotto le stelle d'estate con i grilli che cantano è indescrivibile, perché mi piace sedermi e restare seduto a tavola sopra le tagliatelle, perché corro per viaggiare in Italia e nel mondo, perché è un buon esempio per tutte le età che mi osservano mentre corro, perché vedere correre appassionatamente aiuta ad alzare il sedere dal divano anche ai più sedentari, perché se non corro poi le corse non le organizzano più.”
Sono
tante le motivazioni che spingono i corridori a correre, le più disparate dal
voler dimagrire, al correre in compagnia o con un animale domestico, per
sentirsi in pace con se stessi e tanto altro.
Qual è stata la gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Una corsa estiva non ufficiale che ho ripetuto dal 2012 al 2017. Per pranzare con amici in collina, ho corso 25k andando da Santarcangelo all'agriturismo le Querce Antiche. Ma per arrivare a tavola correndo, sento l'energia che aumenta e in testa mi passano delle belle cose.”
Quale è stata la tua gara più difficile? “La più difficile sicuramente la maratona di Parigi 2018. Non arrivavo al traguardo. Ho impiegato oltre 6h30m.”
Lo
sport della corsa permette di fare ricche, strane, bizzarre esperienze, ci si
organizza per spostarsi da un paese all'altro, si corre anche come mezzo di
trasporto.
Qual è stata la gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Una corsa estiva non ufficiale che ho ripetuto dal 2012 al 2017. Per pranzare con amici in collina, ho corso 25k andando da Santarcangelo all'agriturismo le Querce Antiche. Ma per arrivare a tavola correndo, sento l'energia che aumenta e in testa mi passano delle belle cose.”
Quale è stata la tua gara più difficile? “La più difficile sicuramente la maratona di Parigi 2018. Non arrivavo al traguardo. Ho impiegato oltre 6h30m.”
La
pratica dello sport, soprattutto la maratona permette di conoscersi nel
superamento di crisi e fatica, da soli o in compagnia.
Quali sensazioni sperimenti facendo sport (pre-gara, in gara, post-gara)? “Penso sia il miglior antidoto allontanare le incazzature e allo stesso tempo per cogliere il massimo del gusto.”
Quali sensazioni sperimenti facendo sport (pre-gara, in gara, post-gara)? “Penso sia il miglior antidoto allontanare le incazzature e allo stesso tempo per cogliere il massimo del gusto.”
A cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Devo tenere d'occhio la bilancia, devo riposare bene e devo avere una
base di allenamento che mi permetta di arrivare in fondo senza avere guai
fisici. Determinanti, ovviamente, le scarpe giuste, un abbigliamento consono al
momento e una idratazione costante.”
Cosa hai
scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Ho scoperto che sono tostissimo molto più di quanto credevo e che il
traguardo arriva sempre, basta tenere botta e restare in piedi con gli occhi
aperti e la testa collegata.”
Ci
vuole tanta accuratezza nella pratica dello sport, sono tante le chiavi del
benessere e del successo, dall'allenamento alla nutrizione, all'abbigliamento tecnico, al riposo.
Quali condizioni ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “L'abbigliamento sbagliato, non si può correre la maratona di Parigi con oltre 25 gradi, vestendo una termica sottile a maniche lunghe con sopra maglia di cotone a maniche lunghe e non aver voglia di toglierla. Sono stato masochista e la mattina alle 6 arriva l'SMS che diceva: oggi vestiti molto leggero, giornata calda.”
Nello
sport non bisogna sottovalutare nulla, è importante fare attenzione a tanti
segnali sia corporei che notizie sul clima o eventuali altre criticità.
Cosa ti fa continuare a fare sport? “Una bilancia
che impazzisce quando ci monto sopra, la cagnolina che mi porta il guinzaglio
perché vuole correre, tagliatelle, piadina e salciccia a cui non so rinunciare
e alle quali penso tutto il giorno, le notti d'estate e d'inverno in cui sono
il padrone assoluto del mondo allenandomi mentre tutti dormono.”
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Pensando che sto correndo con le mie gambe e c'è chi vorrebbe farlo ma
non può.”
La
corsa a volte si può considerare una medicina naturale per il corpo e la mente,
aiuta ad avere un peso equilibrato e una mente serena e sperimentando a volte
entusiasmo e voglia di sperimentare.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? “Ragazzi, correre poco ma correre sempre è la migliore medicina che conosco dopo un soddisfacente rapporto fisico.”
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Mai pensato al doping quale mezzo per giungere a risultati migliori o altro... credo di non essere in grado e credo anche di non avere il coraggio per buttare dentro il mio corpo quella roba.
Sono terrorizzato dalle conseguenze fisiche, mentali e psicologiche che lascia l'utilizzo del doping sul corpo, la mente e temo, tra le peggiori cose, una sorta di forte danneggiamento della psiche.”
Dietro
un atleta, c’è un mondo di persone che sostiene, si preoccupa, fa il tifo,
aiuta.
Familiari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “Gli amici si divertono a vedere che arrivo sempre a fondo classifica se non addirittura ultimo. Mia mamma si lamenta quando passo i 20k di lunghezza corsa, per mio babbo è una prova continua di costanza... crede ogni volta sia per me l'ultima volta che corro... per i miei nipotini è il regalino che porto a casa per loro, maglietta sportiva griffata, per la cagnolina ogni volta che mi annusa le 'Mizuno' ai piedi è una gioia incontenibile.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi? “Lo psicologo dello sport può essere utile, non saprei come, però per gli atleti di un certo livello credo serva.”
Quello che scoprono i corridori è che è importante il momento presente, il giorno presente, che tutto può cambiare, tutto passa, passano le crisi e gli infortuni, passa anche la voglia di faticare ma rimane la voglia di continuare una passione che procura piaceri e benefici e cioè un movimento in piedi che porta avanti fisico e intera persona seguendo sempre direzioni, strade, obiettivi da raggiungere seppur minimi.
Riesci a immaginare una vita senza lo sport? “Posso immaginare una vita con meno podismo, meno allenamenti, niente maratone o mezze, niente pettorale, ci sta tutto, ma mettere sempre le mie scarpette nei piedi per lunghissime camminate.”
Hai mai pensato per infortuni o altro di smettere di essere atleta? “Nessuno e niente mi toglierà questo gusto, si è atleti anche sotto infortunio, basta pensare la corsa che già si fa sport.”
Nella mente dei maratoneti sempre obiettivi strani e bizzarri, sempre gare da portare a termine, sfide da portare a termine.
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “I prossimi obiettivi sono correre, con o senza pettorale, allenamenti entusiasmanti attorno a casa, momenti unici. Poi qualche maratona all'anno, qualche 6 ore, tante mezze maratone. Obiettivi già raggiunti: ogni corsa è un piacere, è un insieme di cose, è una cosa che quando ci vai dentro ci resti sempre.”
Dott. Matteo Simone
21163@tiscali.it +393804337230
Psicologo,
Psicoterapeuta









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