martedì 20 marzo 2018

Andrea Macchi, trail: Una gara è la gestione delle difficoltà per renderla perfetta

Dott. Matteo Simone 

Andrea Macchi è stato selezionato dalla FIDAL per il prossimo Campionato Mondiale di Trail Running che si disputerà a Penyagolosa (Spagna) il 12 maggio 2018.

Di seguito, Andrea  racconta le sue impressioni in previsione della sua prossima gara ritenuta importante.
Quale ritieni sia la tua prossima gara importante?La mia prossima gara importante è sicuramente il mondiale di Penygolosa il 12 maggio.”

Il mondiale sicuramente è una gara importante per se stessi ma anche per l’intera nazione, davvero una bella responsabilità fare del proprio meglio, mettere da parte i propri interesse nel periodo fino al giorno della gara, fare una gara di squadra considerando anche gli altri atleti.

lunedì 19 marzo 2018

Giulia Vinco: In Birmania ho scoperto la gioia di correre e non mi sono più fermata

Dott. Matteo Simone 

A volte è difficile trovare un equilibrio tra sfera personale, famiglia, lavoro, studio.

Comunque è importante coltivare una passione o un hobby e se uno vuole riesce a fare salti mortali per trovare le motivazioni giuste e il tempo per dedicarsi alla propria passione come lo sport con proprie modalità e cercando di sperimentare benessere e a volte anche performance.
Di seguito. Giulia racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.

domenica 18 marzo 2018

Campionati Mondiali Trail 2018 : Convocazione atleti

Dott. Matteo Simone 

Autore della foto Alexis Courthoud
Il prossimo Campionato Mondiale di Trail Running 2018 si disputerà a Penyagolosa (Spagna) il 12 maggio 2018. 
Format di gara: 85 Km (D+ 4000 mt). La FIDAL di recente ha aggiornato i criteri di partecipazione con il seguente comunicato:

Premesso che la formazione di una squadra completa, al femminile e al maschile, è subordinata alla possibilità di schierare Team sufficientemente competitivi, saranno iscritti fino ad un massimo di 6 atleti/e gara, di cui 3 portano punteggio per la classifica a squadre. 

sabato 17 marzo 2018

Il sogno di Saverio Monti è partecipare al Tor des Geants, ultra trail di 330 km


Il sogno di Saverio Monti è partecipare al Tor des Geants, un endurance trail di 330 km tra le montagne della Valle d'Aosta. Il suo nome non è stato estratto tra quello dei partecipanti ma l'organizzazione mette a disposizione 20 pettorali solidali dal costo di 2000 € che verranno devoluti in beneficenza, i suoi amici hanno deciso di tentare una seconda chance e di organizzare per lui una raccolta fondi online. Per avere maggiori informazioni su questa campagna, clicca qui: https://goo.gl/RRhA5J Altre info qui: https://goo.gl/5VBecD Per chi vuole partecipare all'acquisto del pettorale solidale, e correre con Saverio al TOR trova le informazioni qui: http://bit.ly/2oYsQEa

Approfondiamo la conoscenza di Saverio, Consigliere/Atleta A.S.D. Team Valtellina, che racconta le sue esperienze di atleta rispondendo ad alcune mie domande.

Peter Czanyo: Sognai che avrei scalato l'Aconcagua (6962m) e iniziai ad allenarmi

Soñé que escalaría el Aconcagua (6962 msnm) y empecé a entrenar
Matteo Simone 

Campioni ci si sente quando si riesce a fare qualcosa considerato importante per se stessi come può essere un duro allenamento o completare una maratona di corsa a piedi. 

Riuscire nel proprio intento può far sentire di essere un campione. Di seguito Peter racconta la sua esperienza di atleta sognatore rispondendo ad alcune domande un po’ di tempo fa.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Sì, quando ho terminato esausto un allenamento duro e tornai a casa. E quando sono passato sotto la Porta di Brandeburgo al termine della Berlino Marathon. 
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Nel 2003 mi è stato diagnosticato un cancro ai polmoni (adenocarcinoma) e mi rimossero mezzo polmone sinistro. La mia capacità polmonare fu ridotta al 60%. E' stato un momento duro e difficile. E sognai che avrei scalato l'Aconcagua (6962 m) e iniziai ad allenarmi. A camminare, a correre. Sapevo che si poteva fare. Non credevo a chi diceva: ‘è impossibile." 

Matteo Grassi, ultrarunner: Il Tor è una bestia strana

Matteo SIMONE 
Psicologo, Psicoterapeuta

A volte lo sport ti prende e ti fa impegnare negli allenamenti e nelle gare, diventa un investimento di tempo, di denaro, di pensieri, e a volte ci sono delle svolte da fare, delle decisioni importanti, sono tante le domande nella testa dell’atleta, per esempio:

Continuo con questo sport? Dove mi porta? Mi fa star bene? Dove posso arrivare? Ne vale la pena? Non è meglio che mi dedico a qualcos’altro? Trascuro altro nella mia vita? Famiglia o lavoro per esempio? Insomma tanta roba nella testa dell’atleta. 
Una volta che si decide che si vuol fare qualcosa fatta bene per un periodo di tempo specifico che ci porta al raggiungimento di un obiettivo importante ci impegniamo e cerchiamo di individuare tutto ciò che ci può servire, dall’attrezzatura all’allenatore, ai luoghi di allenamento, forse anche di un motivatore, mental coach, psicologo dello sport, a volte un nutrizionista.

venerdì 16 marzo 2018

Federica Rossetti: Ho iniziato per gioco e ora corro, corro, corro


Matteo SIMONE

A volte lo sport ti prende e ti porta per strada e parchi per allenarti e gareggiare e tutto ciò diventa contagioso e fa sperimentare benessere e a volte anche performance e si è sempre più felici e resilienti e assieme è sempre molto meglio, si condividono fatica e gioia, allenamenti e gare, incontri e viaggi.
Di seguito, Federica racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentita campione nello sport? “No, direi di no. Anche se porto a casa qualche buon risultato rimango con i piedi per terra.”
Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Ho sempre praticato sport di tutti i tipi ma mai atletica, anzi odiavo correre fino a tre anni fa, poi ho iniziato per gioco e ora corro, corro, corro.

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