Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta
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| Angela 24h di Venezia |
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Angela attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti definisci atleticamente? Domanda complessa perché coinvolge la sfera dell’autovalutazione e perché non ho un’unica visione del mio essere, in qualche modo, un’atleta. Cercherò di essere precisa cercando di non dilungarmi. Sono una persona iperattiva e lo sport è un punto focale della mia vita. Dedico allo sport tempo, impegno, sacrifici e sogni. Alcuni sport li pratico per puro divertimento. Mi alimento e conduco uno stile di vita che mi aiutino a restare in forma e che siano funzionali alla pratica sportiva. Nonostante ciò, anziché definirmi una persona ‘molto atletica’, mi definisco atleticamente scarsa e alla continua ricerca di una forma fisica e di una prestazione migliore.
La pratica di uno sport aiuta ad avere un corretto stile di vita basato sulla pratica fisica e sull’alimentazione, in modo che i benefici siano sia dal punto di vista fisico che mentali, avendo un corpo sano e sentendosi in grado di fare prestazioni soddisfacenti o eccezionali.
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| Angela 5.30 del mattino del 16.10.2025 al termine di un allenamento notturno di 46km |
Cosa dicono amici e familiari riguardo alle tue attività sportive? C’è chi mi ammira e mi considera un punto di riferimento e un esempio; altri non comprendono, non condividono e non mi risparmiano critiche e giudizi e sono così ripartiti: la maggioranza degli amici/familiari uomini ammira la mia sportività, la maggioranza delle amiche/familiari donne non condivide.
Quali competenze, qualifiche e caratteristiche possiedi nel tuo sport? Sono istruttore FIDAL, ho seguito corsi per i quali ho conseguito la qualifica di preparatore atletico, istruttore fitness per bambini, istruttore GDM e altri corsi e workshop riguardanti alimentazione e integrazione sportiva. Lavoro in un negozio di articoli sportivi per cui sono costantemente aggiornata anche sull’evoluzione di materiali e dotazioni sportive e sono stata formata per eseguire l’analisi della falcata. Quindi anche in ambito lavorativo acquisisco nuove competenze utili alla pratica sportiva e allo stesso tempo l’esperienza data dalla pratica sportiva mi è utile per svolgere bene il mio lavoro. Diciamo che sono sempre molto desiderosa di imparare e tenermi aggiornata.
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| Angela il mio primo giro del lago d'Iseo (agosto 2025) da sola |
Quali sono le difficoltà nel praticare lo sport? A livello pratico: trovare il tempo. È quello che frena un sacco di persone, credo. Io sono sempre riuscita a trovarlo, fin dalle scuole superiori andavo a correre alle 5 del mattino per non togliere tempo allo studio e al lavoro (ho iniziato a lavorare presto). Per cui nonostante 3 figlie, la famiglia e il lavoro ho sempre trovato il tempo facendo anche allenamenti notturni o rinunciando alla pausa pranzo… tuttavia vorrei averne molto di più. A livello psicologico non ho mai avuto difficoltà legate alla pratica sportiva. Ho sempre avuto tanta motivazione e determinazione. Tuttavia, durante la pratica, specialmente durante le gare, gli allenamenti più impegnativi o le piccole sfide personali, mi hanno fatto e mi fanno vivere momenti di difficoltà fisica come la fatica, il dolore e la stanchezza e di difficoltà psicologica/emotiva come affrontare i propri limiti, capire le proprie potenzialità, affrontare lo sconforto, la delusione, la sconfitta.
La pratica di uno sport prevede fatica e soddisfazioni, bisogna allenarsi duramente se si vuole ottenere il successo e si può fare tutto se si è motivati e determinati.
Per quali aspetti ritieni utili lo psicologo nello sport? Ritengo utile lo psicologo a prescindere. Nella pratica sportiva può essere utile per svariati motivi a seconda delle persone: dalla gestione dello stress, allo stimolare la motivazione... A me personalmente è stato utile per avere maggior consapevolezza delle mie capacità. (Sono una persona molto autocritica).
L'evento sportivo in cui hai provi le emozioni più positive? Il trofeo Ravasio (gara trail in Adamello) dopo la morte di mio fratello e la mia prima ‘Backyard’ in cui ho corso 25h.
Il 28 ottobre 2023 ha avuto luogo la “2nd Backyard L'immortale” e l’ultimo a restare in gara è stato Christian Calabrese dopo 42 ore totalizzando 281,652 km, a seguire Cesare Mauri 41 ore – 274,946 km e il rumeno Octavian-Andrei Ciorescu 268,240 km. Tra le donne è rimasta più tempo in gara Michela Giacomuzzi 28 ore – 187,768, a seguire Alisia CAlderone 27 ore – 181,062 km e Angela Spada 25 ore – 167,650 km.
La situazione sportiva più difficile? La 24h di Venezia del 2024: ho avuto problemi intestinali dalla quinta ora. È stato difficile gestire la delusione e allo stesso tempo cercare di dosare le energie per portarla a termine nonostante la consapevolezza che la prestazione finale sarebbe stata pessima. Difficile trovare la motivazione quando sai che l’obiettivo che ti eri posta è ormai irraggiungibile. Diciamo che sono stata brava a ricalibrare le aspettative e a modificare l’obiettivo in itinere: questo mi ha permesso di non arrivare al ritiro e alla fine a essere ugualmente felice e soddisfatta.
Purtroppo, succede in gare di ultramaratone di avere problemi e crisi e bisogna saper scegliere se concludere la gara in ogni modo o lasciare stare e provare un’altra volta, non si sa quale sia la cosa giusta, ogni atleta decide per sé, in base al proprio stato d’animo, a quello che ha in mente, ai suoi prossimi obiettivi.
Cosa hai scoperto di te praticando sport? La testardaggine e la resistenza.
Che allenamento mentale usi? La mia mente è difficile da ‘gestire’. So che ricorro tanto alla visualizzazione.
Prossimi Obiettivi? Recuperare la forma fisica venuta meno nell’ultimo periodo (ho subito un intervento al braccio che mi ha impedito di allenarmi).
Sogni realizzati, rimasti incompiuti, da realizzare? Realizzati: tanti. Incompiuti: nessuno. Da realizzare: un’infinità.
Quali sono gli ingredienti del successo? Rispondo con una citazione di Albert Schweitzer che ho fatto mia e che applico non solo allo sport: “Il successo non è la chiave della felicità. La felicità è la chiave del successo, se ami ciò che stai facendo, avrai successo.” E per successo non intendo necessariamente ‘vittoria’. Il successo lo calibro sempre su di me. Comunque, credo che il mio sorriso, la felicità con cui pratico lo sport siano gli ingredienti dei miei piccoli successi sportivi.
È importante fare le cose per una motivazione intrinseca, perché si desidera fare qualcosa, senza pressioni esterne.
Chi ti ispira? Gli sportivi in generale. Le persone che incontro alle gare e che sono migliori di me. Sono fonte di ammirazione e ispirazione.
Cosa c'è oltre lo sport? Come la vita che ho vissuto, con le sue difficoltà, mi è utile alla pratica sportiva, allo stesso modo lo sport mi è utile ad affrontare le difficoltà della vita. Quindi direi che per me lo sport è vita nella stessa misura in cui la vita è uno sport bellissimo.
C'è qualcuno che ti incoraggia o ti scoraggia? Sinceramente sento forte l’incoraggiamento degli amici.
Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa? Nel 2015? “Angela accetta la proposta di Alberto (mio fratello) di correre il Ravasio insieme perché non ci sarà un ‘anno prossimo’ per farlo”
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR


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