Dott. Matteo Simone
I runner son atleti considerati molto resilienti alla ricerca di spazi e tempo per allenarsi, nelle ore più bizzarre, prima dell’alba, dopo cena, con il clima più avverso, con caldo torrido, vento, pioggia, gelo.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Laura (ASD Villa De Sanctis) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti definisci atleticamente? Mi definisco un'amatrice appassionata della corsa, con continua voglia di migliorarsi e di sfidare i propri limiti.
Si cerca di fare sempre meglio, allenarsi con metodo, considerare ogni dettaglio oche possa far migliorare e anche alzare l’asticella mettendosi in gioco in gare sempre più lunghe, sfidanti, difficili ma non impossibili.
Cosa e chi contribuisce alla tua prestazione? La motivazione mi spinge a migliorare la prestazione sia in allenamento sia, soprattutto, in gara.
Per impegnarsi costantemente con determinazione c’è sempre bisogno di forte motivazione e grandissima passione in quello che si fa.
Cosa dicono amici e familiari riguardo alle tue attività sportive? Ormai lo sanno che tutti i sabati ho gli allenamenti di squadra e quasi tutte le domeniche ho una gara o un lungo (allenamento) per cui almeno tutta la mattinata sto fuori casa. I miei figli mi ammirano e mi prendono come esempio positivo per i loro sport (basket e nuoto), i miei genitori mi prendono un po' per matta visto che né il gelo né il caldo torrido mi fermano mai, ma si sa che c'è sempre un bel pizzico di follia in ogni runner. Anche gli amici mi ammirano soprattutto da quando ho corso la mia prima maratona quest'anno a Roma e da allora mi chiamano ‘la maratoneta’.
Quali sono le difficoltà nel praticare lo sport? Per una madre e lavoratrice a tempo pieno la difficoltà principale è sicuramente trovare il tempo per potersi allenare costantemente e qualitativamente.
L'evento sportivo in cui hai provi le emozioni più positive? Senza ombra di dubbio la maratona di Roma, la mia prima maratona e non solo la gara in sé ma tutti i lunghi e duri mesi di preparazione che poi mi hanno portato a quel giorno, carica e piena di aspettative.
La maratona è la metafora della propria vita, ricca di salite e discese, di pena e di emozioni, di lacrime dolci e amare, con quel muro finale da superare per poter finalmente raggiungere quel traguardo finale che sembra un miraggio nell'estasi della sofferenza fisica e mentale.
Ma poi realizzi che non è un miraggio ma è reale e solo pochi ultimi metri ti separano dal traguardo, dalla gioia assoluta, da quella medaglia al collo, tanto sudata e tanto agognata e la magia più grande è aver condiviso tutte queste emozioni e questi 42.195 metri con una compagna unica e meravigliosa, Ros, splendida amica e atleta...
Non è facile trovare un giusto equilibrio tra impegni sportivi, familiari, lavorativi ma è importante portare avanti una passione sportiva che fortifica corpo e mente e aiuta a sentirsi più capaci e resilienti, superando eventuali ostacoli arrivando a correre anche una maratona considerata molto difficile da preparare e da interpretare.
La maratona è davvero una grandissima esperienza da quando si decide di volerla preparare a tutto il periodo di preparazione con allenamenti lunghissimi di più ore e durante la gara dove bisogna lottare con se stessi, con una parte di sé che vorrebbe andare avanti a tutti i costi per concluderla e fare una buona performance e un’altra parte più pigra, più negativa che vorrebbe fermarsi per non faticare, non soffrire, non sentire dolore.
Ma quando si arriva al traguardo si cambia, si diventa più consapevoli di ciò che si è riusciti a fare nonostante tutto, soprattutto se si è in compagnia, condividendo fatica e gioia.
Quali competenze, qualifiche e caratteristiche possiedi nel tuo sport? Più che competenze e qualifiche sento di possedere una grandissima determinazione e forza di volontà che mi portano a non fermarmi mai e ad andare avanti anche nelle giornate o nei momenti più difficili, che siano un periodo difficile o un infortunio, per il quale ci passa ogni runner prima o poi.
I runner cercano di essere costanti, non saltare allenamenti, cercando di ottenere sempre più miglioramenti per far bene in gara.
Per quali aspetti ritieni utili lo psicologo nello sport? Penso che possa essere molto utile in caso di infortunio serio e duraturo che può portare a un vero e proprio stato depressivo per l'atleta perché privato della sua droga positiva, e sappiamo che la corsa lo è! Può anche essere utile in caso di delusioni molto forti derivate da risultati negativi in gare per le quali ci si era allenati al meglio e si avevano obiettivi importanti.
La situazione sportiva più difficile? Gli infortuni avuti dopo pochi mesi che avevo iniziato a correre seriamente: il primo una brutta pubalgia e poi una tendinite che ahimè devo gestire perché penso che non passerà mai.
Si mettono in conto infortuni, avversità, crisi, sconfitte ma bisogna starci, capirle, apprendere da ogni situazione positiva o negativa e potenziare la parte critica, continuando a seguire i propri obiettivi con il sorriso e tentando sempre in modo diverso.
Che allenamento mentale usi? Nessuno.
Prossimi Obiettivi? Tante gare in vista, ma sicuramente la nuova esperienza da guida FISPES per la mia amica atleta Cristina con cui farò la Urbs Mundi il 14 dicembre.
Una bellissima esperienza correre come guida di una atleta cieca, permettendo a chi non può fare da sola a sperimentare un’esperienza di gara in compagnia con fiducia della propria guida, collegata con un cordino.
Sogni realizzati, rimasti incompiuti, da realizzare? Realizzati: la maratona e la altrettanto fantastica Cortina-Dobbiaco, gara unica per il paesaggio mozzafiato. Da realizzare: la maratona di New York, prima o poi la farò!
Quali sono gli ingredienti del successo? Costanza e varietà nell'allenamento, determinazione, tanta pazienza.
Per migliorare e sperimentare sia benessere che performance, bisogna non solo essere costanti ma anche cercare di fare allenamenti stimolanti, mettendosi in gioco e apprezzando ogni minimo miglioramento e risultato in gara.
Chi ti ispira? La mitica Nadia Batocletti.
Nadia Battocletti (12 aprile 2000) è un simbolo di fortissima atleta fortissima, performante e resiliente, sempre con il sorriso. Mezzofondista italiana, medaglia d’argento nei 10000 metri piani ai Giochi olimpici di Parigi 2024, vincitrice di due medaglie (un argento e un bronzo) ai Mondiali di Tokyo 2025 e campionessa europea nei 5000 e nei 10000 metri piani agli Europei di Roma 2024.
È l’attuale primatista italiana dei 5000 e dei 10000 metri piani, nonché dei 5 km e dei 10 km su strada e dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor). Detiene inoltre le migliori prestazioni italiane under 20 e under 23 dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor).
Cosa c'è oltre lo sport? I compagni di squadra, amici con i quali ci si aiuta e ci si sprona a vicenda e che sono sempre lì per te, sia in momenti difficili sia in momenti di allegra convivialità.
C'è qualcuno che ti incoraggia o ti scoraggia? I miei figli mi incoraggiano continuamente, a volte mi scoraggio da sola ma per fortuna dura poco tempo.
Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa? Direi le stesse cose che in realtà già mi dicevo e cioè di avere pazienza per riprendere lo sport e l'attività fisica perché i figli erano ancora troppo piccoli ed era difficile riprendere, ma con molta pazienza e con loro più grandi ho ripreso quello che ho sempre fatto e amato sin da piccola, correre e fare sport.
C’è un tempo per tutto, per giocare, studiare, formare famiglia, lavorare, ma bisogna sempre pensare a se stessi e cioè trovare spazio e tempi per portare avanti proprie passioni.
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta
Autore di libri di psicologia e sport








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