Dott. Matteo Simone
Sono Matteo Simone e anche quest’anno correrò la Maratona di Roma a favore di Sport Senza Frontiere.
Sono psicologo e psicoterapeuta, maratoneta e ultramaratoneta, guida di atleti ciechi e ipovedenti, alfiere (spingitore) di Joelette di SOD Italia e Ruote a spasso, lo scorso 21 dicembre 2025 ho corso la mia 89^ maratona/ultramaratona a Sukkur in Pakistan e anche quest’anno correrò la Maratona di Roma a favore di Sport Senza Frontiere per offrire bambine/i e ragazze/i che vivono in contesti difficili, l’accesso gratuito a Centri Estivi (Joy Point) nelle città di Bari, Napoli, Roma, Milano, Torino, Novara, ai Summer Camp residenziali al Terminillo (Rieti), Bormio, Clusone e Ostia (Roma) e weekend sulla neve, al lago, al mare (Joy Nature).
Pertanto, chiedo di aiutarmi nella raccolta fondi per il progetto Joy che nasce a cura di Sport Senza Frontiere nell’estate del 2017 accogliendo 250 bambine/i e ragazze/i vittime del sisma del Centro Italia nei Summer Camp e da allora ha continuato a stare al fianco dei minori nelle emergenze coinvolgendoli in tante attività estive per portare nelle loro vite speranza, socialità, fiducia e sostegno.
Dal 2018 JOY ha accolto bambine/i vittime del crollo del Ponte Morandi, poi i minori Siriani dei Corridoi Umanitari, in seguito ha aiutato i giovani a recuperare dal trauma del Lockdown e dal 2022 JOY è al fianco dei giovani rifugiati dell’Ucraina.
Il progetto Joy, a cura di Sport Senza Frontiere, è un progetto aperto a tutti, bambini/e e ragazze/i in un’ottica di vera inclusione sociale.
Pertanto, chiedo di aiutarmi in questa grande sfida di maratona, donando per tali progetti, permettendo a tanti bambine/i e ragazze/i una crescita consapevole e resiliente.
Nel lontano 2015 ho scoperto l’associazione ONLUS Sport Senza Frontiere, interessandomi ai progetti che promuoveva e così decisi di correre la Maratona di Roma del 2016 con loro e per loro.
Nel 2016 aderii al progetto ‘For Good’ nell’ambito del Charity Program della Maratona di Roma al fine di reperire su Roma i fondi necessari a garantire a 15 bambini svantaggiati un percorso sportivo di un anno, integrato da uno screening e monitoraggio sanitario.
Insieme possiamo riuscire ad aiutare i bambini e i ragazzi che vivono in condizioni di emarginazione sociale.
Nel 2019 aderii per la seconda volta alla Rete del Dono correndo la maratona di 42,195 km di corsa per Sport Senza Frontiere contribuendo a raccogliere fondi per permettere di inserire dieci bambini nella rete solidale di Roma. Lo sport stimola, mette in moto, fa essere parte di un gruppo, fa tirare fuori energie residue, fa confrontarsi, fa incontrare persone in carne e ossa, fa mantenere in forma.
Nel 2020 ho deciso di correre per la terza volta una maratona per i bambini di SSF, per contribuire a offrire la possibilità a tanti bambini di partecipare a ‘Joy SSF Summer Camp 2020’, un camp estivo residenziale polisportivo a vocazione sociale nato nel 2017 per regalare una vacanza a tutti quei bambini le cui famiglie vivono in condizioni di disagio socioeconomico o che hanno subito perdite, traumi e danni a causa di eventi inaspettati e drammatici.
Una preziosa esperienza di crescita, ai bambini delle tante famiglie colpite dal Sisma del 2016 e anche a tanti altri bambini in difficoltà in Italia. 248 minori, provenienti dalle zone del centro Italia colpite dal sisma del 2016 e dalle zone interessate dal crollo del Ponte Morandi di Genova, sono stati ospitati per una settimana al Camp estivo di Sport Senza Frontiere.
Il 2021 ho corso la maratona di Roma per SSF’ per la terza volta, in quanto la Rome Marathon 2020 è stata rinviata al 2021 per motivi collegati al covid.
Il 27 marzo 2022, ho corso la Maratona di Roma per i bambini, i ragazzi e i progetti di Sport Senza Frontiere, per la quarta volta, con coraggio, impegno, determinazione, volontà e amicizia, accanto ad altri atleti che si mettono in gioco attraverso lo sport, condividendo fatica e gioie, correndo non solo per se stessi ma anche per gli altri, per contribuire a raccogliere fondi attraverso donazioni, permettendo a bambini e ragazzi, in condizioni di svantaggio sociale, di avere una condizione di vita migliore, più ordinaria e meno problematica anche attraverso progetti di sport, di monitoraggio e miglioramento della salute fisica e mentale, in modo di avere una vita più dignitosa.
Lo sport non è solo performance, ma anche inclusione, integrazione, solidarietà, aggregazione quando è possibile.
Il 19 marzo 2023 ho corso la maratona di Roma per i minori di SSF per la quinta volta, per raccogliere fondi per i progetti a favore dei minori in condizioni svantaggiate dell'associazione ‘Sport Senza Frontiere’.
Il 17 marzo 2024 ho corso la maratona di Roma per i progetti di SSF, per la sesta volta, in 3h29'47”.
La preparazione per affrontare il lungo viaggio di 42,195 km prevede un impegno notevole per allenarsi, per fare i cosiddetti “lunghi” e “lunghissimi” cioè allenamenti dai 25 i 35 chilometri circa e a ciò si aggiunge il riscaldamento, il defaticamento, gli allunghi, lo stretching per potersi presentare alla partenza della gara nella miglior condizione possibile.
Nel libro “Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida (Edizioni Psiconline) descrivo la maratona con le seguenti parole: “La maratona, oltre a essere una prestazione sportiva agonistica, è un’esperienza. Percorrere una maratona non significa solamente cercare di vincere, cercare di fare la performance della vita, cercare di fare il record personale.
Percorrere una maratona significa anche fare un’esperienza e cioè organizzarsi per partire, per andare in un posto, mettersi d’accordo con i compagni di viaggio, con gli eventuali amici da incontrare nel luogo della maratona. L’esperienza maratona significa sperimentare l’alimentazione pre-gara, preoccuparsi del tempo atmosferico, pensare all’abbigliamento adatto.
L’esperienza maratona comprende la possibile partecipazione agli eventi collaterali, il presentarsi alla partenza, osservare e prestare attenzione al territorio che si attraversa, ai colori, alle abitazioni, ai corsi d’acqua, alla gente lungo il percorso, soprattutto ai bambini che applaudono e che aspettano che gli batta il ‘cinque’ con il palmo della mano.”
Dott. Matteo Simone
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR





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