Matteo SIMONE
Lo
sport diventa da ragazzi una modalità di educazione, di stare al mondo, di relazionarsi
con coetanei ascoltando gli adulti che diventano educatori che affiancano i
genitori, man mano che si cresce resta il gioco e si sviluppa la competizione,
utile per cavarsela nel mondo non solo nello sport, ma anche in famiglia,
nell’ambiente lavorativo, sempre rispettando il prossimo che sia compagno di
squadra o avversario, senza strafare, senza pretendere, accettando quello che
c’è e cercando di essere un po’ ambiziosi con la voglia di migliorarsi sempre
un po’ per volta.
Di
seguito, Alessandro racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie
domande.
In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “In maniera esponenziale.”
Quali condizioni ti hanno indotto a fare una
prestazione non ottimale?
“Quando non ero allenato abbastanza, credo che nello sport in genere, ma nella
corsa in particolare, il risultato lo
ottieni solo con il lavoro.”
Quali persone hanno contribuito al tuo benessere o performance?
“Nessuno in particolare, ho fatto tutto da solo.”
Qual è la gara della tua vita?
“Ho avuto molte soddisfazioni dalla corsa, mi sono sempre misurato contro me
stesso e mai contro gli avversari, il mio avversario è il cronometro, sempre
avendo a mente i miei difetti e i miei pregi sportivi.”






