Matteo Simone
Carlo Salvetti, atleta ultrarunner della Nazionale Italiana, con il crono di 09h09’43”, vince la Tuscany Trail Crossing di 103km D+ 3.220. Simona Morbelli vince, per la terza volta la prova femminile con il crono di 10h49’25”.
Di
seguito approfondiamo la conoscenza di Carlo attraverso risposte ad alcune mie
domande.
Ciao Carlo, complimentissimi per la tua vittoria, se ti va ho qualche
domanda per te, com'è andata? Soddisfatto? “Ciao Matteo, la gara è andata bene anche
se non secondo i miei piani: i primi 25 km avevo le gambe molto dure e imballate, al 50esimo ho avuto un fortissimo attacco di dissenteria e l’ultima
discesa i polpacci talmente duri che non riuscivo più a correre. Tutto sommato
la gara è andata bene anche se 5 minuti di meno li avevo nelle gambe.”
Hai sofferto, momenti critici, problemi, esigenze particolari durante
la gara? “Ne
ho avuto ma sono stato bravo a gestire la gara e alimentarmi e bere in modo
idoneo.”
C’è
poco da fare, se vuoi far bene in gare importanti per lunghezza e durezza del
percorso fondamentale diventa la cura dell’alimentazione per assicurarsi che i
serbatori muscolari siano sempre abbastanza pieni durante le lunghe gare e i
lunghi impegni muscolari e fisici in modo da assicurare benzina fino
all’arrivo.
Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che
non avevi considerato? “Si
tutto perfetto e rodato! Ai ristori c’era la mia ragazza, Michela, che mi dava
tutto quello che mi serviva (barrette di riso, aminoacidi e acqua frizzante)
oppure i volontari mi riempivano le borracce di acqua naturale.”
L’alimentazione diventa importantissima, un’alimentazione
certosina che ti faccia integrare tutte le componenti che servono al benessere
dell’organismo e anche alla performance ottimale.
Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Prima della gara ero molto teso: erano
i miei primi 100 km e non so se ero pronto ad affrontare quella distanza.
Durante sono partito con il mio ritmo e ho pensato a correre e mangiare. Alla
fine una grande soddisfazione perché sono quasi riuscito a fare una gara
perfetta.”
In
gare importanti per lunghezza e durezza del percorso diventa importante una
preparazione mirata che ti faccia allenare duramente ma che ti permetta di
essere alla linea di partenza pronto abbastanza da affrontare la gara senza
troppa stanchezza. Le soddisfazioni nutrono e diventano il carburante
motivazione per continuare a impegnarsi in questo sport di endurance.
Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “Devo migliorare ancora nel finale di
gara…calo sempre troppo. Gli atleti della 100 km non li ho mai visti mentre
quelli della 50 mi facevano il tifo!”
Non
si finisce mai di conoscersi e apprendere dall’esperienza, solo gare lunghe ed
estenuanti ti permettono di testarti, di capire quanto vali, di capire come
distribuisci le energie in attività fisica massimale fino al traguardo, e
diventano un punto di partenza per prossime gare più importanti.
Organizzata bene la gara, percorso, ristori, premiazioni? “Gara organizzata benissimo! Il
percorso era segnato molto bene e i ristori erano ai punti giusti riforniti di
tutto! I volontari disponibili a darti una mano e le premiazioni con diretta
sono state bellissime!”
Tutto
ciò contribuisce a compensare la fatica della lunga gara, l’essere accolti e
coccolati dagli organizzatori e volontari, il sapere che sono lì per metterti
nelle migliori condizioni di recupero contribuisce al benessere dell’atleta, i
riconoscimenti sono ben graditi e diventano benzina motivazionale.
Tifo, sostegno, famiglia, amici, com'era? “Come sempre in Toscana il tifo è molto
caldo e fa molto piacere! Durante la trasferta mi ha assistito la mia ragazza
che è stata fondamentale per darmi sostegno tecnico e psicologico durante la
competizione.”
Questa è la bellezza e la purezza dello straordinario, bizzarro e
sorprendente mondo degli ultrarunner, mai arrendersi, c’è sempre una soluzione
e qualcuno pronto a darti una mano o un pasto. Importante avere una figura cara di
riferimento, un ancoraggio che fa il tifo per te, che ti segnali che stai
facendo bene, che ti dica: continua così che sei a buon punto, ci sei quasi.
Cambia qualcosa dopo questa prova? “Assolutamente no, ma ho avute ulteriori
conferme.”
La sua prestazione non può che dargli tanta fiducia per le prossime gare, le conferme diventano mattoncini per incrementare e costruire autoefficacia, per essere più sicuri, per impegnarsi con più convinzione in allenamenti duri e pensare a gare sempre più sfidanti e difficili.
Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? “Non ho un programma definito al 100%
perché dipende da molti fattori extra sportivi, l’unica certezza è la Lavaredo
Ultra Trail il 23 Giugno.”
Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
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