sabato 17 giugno 2017

Tiziana Bini: Alla fine di una gara lunga scoppio spesso a piangere dall’emozione

Dott. Matteo Simone

Il fantastico e bizzarro mondo degli ultrarunner, se ne vedono e se ne sentono di tutti i modi.

Ognuno ha la sua modalità di allenarsi, di gareggiare, di alimentarsi, di abbigliarsi, un mondo da sperimentare, se non lo conosci lo eviti, ma se ti avvicini ne resti catturato.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Tiziana Bini attraverso risposte ad alcune mie domande.
Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita?Si, quando ho vinto la 50km del Gargano ho assaggiato le emozioni di una vera campionessa.” 

venerdì 16 giugno 2017

Zagara Arancio: La corsa mi dava la forza...più era dura e più io ero forte

Matteo SIMONE 

A volte la vita ti mette a dura prova, ti fa incontrare problemi e ostacoli, situazioni difficili da gestire, affrontare e superare, poi succede che incontri lo sport e tutto cambia.

Si sperimentano altri modi di essere al modo, altre modalità di sperimentare benessere, di sperimentare fatica ma anche gioie, da una parte fatica e sofferenza e dall’altra parte gioie e soddisfazioni. Così’ diventa un modo per vivere intenso e piacevole. 
Di seguito Zagara racconta le sue esperienze di vita e di sport rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita?Campionessa mai, né nello sport né nella vita.”

Daniele e Ileana: Noi runners siamo squilibrati!

Matteo SIMONE

Sono tanti gli incontri che si fanno frequentando competizioni sportive oppure conferenze sulla psicologia dello sport, si conoscono delle persone con le quali poi si rimane in contatto, nasce un’amicizia, ci si rivede in giro per le gare, si condividono racconti, fatiche, suggerimenti.

Tra i tanti voglio presentarvi Daniele e Ileana, una coppia di atleti amanti della corsa, della fatica, di ambienti naturali ed ai quali piace far squadra innanzitutto tra di loro, ma anche con altri atleti dai quali attingono ogni sorta di suggerimento per star meglio ma anche per rendere meglio a livello atletico e quindi migliorare le proprie prestazioni sportive.
Ecco di seguito come si presentano Daniele e Ileana rispondendo, in tempi diversi, a un mio questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance (Il punto di vista dei comuni sportivi e dei campioni, quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance).

Silvia Rampazzo: W l'Italia del Trail!

Dott. Matteo Simone 

Silvia Rampazzo partecipa al Mondiale Trail Running a Badia Prataglia e arriva terza delle donne vincendo il bronzo Mondiale in una gara di 49 km con quasi 6000 metri di dislivello totale all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Vince la gara femminile Adeline Roche in 5h00'44" che precede la connazionale Amandine Ferrato 5h00'47", il bronzo va alla nostra Silvia Rampazzo in 5h11'07" ma otteniamo anche un argento nella classifica femminile per nazioni classificandoci dietro la Francia e davanti la Spagna, grazie alle altre atlete Italiane, in particolare Gloria Giudici che arriva 12^ in 5h25'36" e Barbara Bani  15^ in 5h28'25".
Ora Silvia è inondata di messaggi e contatti da parte di persone che vogliono sapere chi è lei, cosa e come ha fatto a ottenere questo podio Mondiale.

giovedì 15 giugno 2017

E’ un mondo da sperimentare quello delle gare estreme, con attenzione


 
Sto approfondendo argomenti che hanno a che fare con la consapevolezza, la passione e motivazione, il mettersi in moto, il costruire mete, obiettivi, realizzare sogni. La gente non immagina minimamente quello che sperimentano coloro che si avvicinano a gare estreme.

Si sperimenta qualcosa che ha a che fare con la gioia di vivere, vivere intensamente, vivere situazioni forti, superare crisi e problemi, uscire dalle situazioni più disperate e più difficili. Tutto ciò diventa una palestra di vita, si trasferisce tutto nella quotidianità, si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure, si riesce ad andare avanti con quello che c’è.

Nick Perry, 100km del Passatore 2017: La gara per eccellenza pensando a Mary Moor

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 
 

Anche l’amico Nick Perry, conosciuto in occasione della 100km del Gargano, ha corso la 100km del Passatore, gara di corsa a piedi con partenza da Firenze e arrivo a Faenza.

Tutti la temono e tutti la vogliono, diventa un progetto ambito e sfidante, molti maratoneti una volta nella vita la vogliono provare e quando la provano c’è chi si accontenta e le basta una e c’è chi, invece, se la vuol godere ogni anno, come se fosse una ciliegia, una tira l’altra.
Di seguito l’amico Nick di Altamura racconta le sue impressioni e la sua esperienza attraverso risposte ad alcune mie domande.

Lo sport che avvicina persone, culture e mondi


Lo sport che ti mette in riga, che ti fa ritornare ragazzino, che avvicina persone, culture e mondi, che ti fa uscire di casa, ti mette in moto, ti fa essere presente.

Lo sport che ti fa tornare a giocare come bimbi, ti fa perdere l'età anagrafica, si apprezza il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare, a volte lo sport contagia, ti confonde, ti fa perdere il senso del tempo atmosferico, il tempo che passa, il traguardo che arriva, a volte lo sport ti fa incontrare persone e paesaggi, ti fa viaggiare nei sogni e nella realtà. 
Questo è lo sport che vogliamo, insieme si è più sicuri, più coraggiosi, si diventa anche più autonomi, consapevoli, autoefficaci e resilienti, è sempre il momento, non aspettare le condizioni migliori, certi treni passano troppo in fretta, bisogna farsi trovare pronti al momento giusto al binario esatto e poi puoi scendere quando vuoi.

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