domenica 2 ottobre 2022

Europei 24h, Alex Tucci P.B. 245,885km: Ci speravo e sapevo di poterlo fare

 Dedico tutto questo alle persone a me più vicine 
Matteo Simone 
 

Sabato 17 e domenica 18 settembre 2022, si sono volti a Verona i Campionati Europei 24h di corsa su strada. 

La gara è stata vinta dal Lituano Aleksandr Sorokin che ha totalizzato 319,614km stabilendo la miglior prestazione mondiale che supera la precedente di 309.399 km ottenuta da lui stesso il 28-29 agosto 2021. Si classifica al secondo posto il polacco Andrzej Piotrowski con 301,859 km. Marco Visintini conquista il bronzo stabilendo anche il record italiano con 288,438 km, il precedente record italiano era detenuto da Ivan Cudin 266,702km l’8 dicembre 2013 a Taipei (TPE).  
Il secondo italiano classificato è Alex Tucci che fa la sua miglior prestazione con 245,885 km, inoltre Tiziano Marchesi totalizza 243,718 km e i primi tre italiani classificati permettono all’Italia di classificarsi al 5° posto nella classifica di squadra maschile vinta dalla Polonia che precede Lituania e Spagna. 
La gara femminile è stata vinta dalla polacca Patrycja Bereznowska 256,250 precedendo la francese Stphanie Gicquel 253,581km e la polacca Malgorzata Pazda-Pozorska 251,806. Le migliori tre italiane sono state: Rachele Eleonora Corradini (record italiano con 235,677, il precedente record di 231.390 km era detenuto da Monica Casiraghi dal 13-14 maggio 2010 a Les 24 heures de Brive-FRA); Elisa Bellagamba 220,645km ed Elena Fabiani 214,370.  
La squadra vincitrice è stata anche per le donne la Polonia che ha preceduto Francia e Germania, la squadra italiana femminile si è classificata al 5° posto.
  
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alex Tucci attraverso risposte ad alcune mie domande dopo l’Europeo 24h a Verona. 
Complimenti per la tua prestazione e il personal best, te l'aspettavi? Grazie! Non è mai scontato fare il personale, soprattutto in una disciplina come la 24h dove le incognite sono infinite. Personalmente più che aspettarmelo, ci speravo e sapevo di poterlo fare. 

Una grande impresa per Alex e il suo allenatore Enrico Vedilei. Anche se era preparto e sapeva di potercela fare, una gara di 24 ore è lunghissima e potrebbero essere tante le insidie che potrebbero ostacolare piani e sogni di un atleta. 
È andato tutto come previsto? Ci sono stati momenti difficili? Assolutamente no o forse sì. Ho avuto due crisi abbastanza importanti, la seconda è stata anche molto lunga. Ma queste cose fanno parte del gioco e devi sperare che lottando tutto passi. Quando mi sono ripreso, mancavano ancora 10 ore, ma sapevo che da quel momento non mi sarei più fermato fino allo scoccare della 24ª ora. 

Negli sport di endurance come la corsa a piedi della durata di 24 ore si mettono in conto le crisi, si aspettano che possano arrivare ma si è pronti a gestirle e superarle continuando a lottare per il risultato sperato e preventivato. 
Cosa hai scoperto ancora di te stesso e degli altri atleti? Ho avuto ancora una volta la conferma che non ci sono limiti e questo è di grande stimolo per fare sempre meglio. Il livello si è alzato tantissimo anche nella 24h finalmente! Abbiamo assistito a una giornata storica dove sono stati scritti risultati pazzeschi su un percorso anche abbastanza difficile. Basta vedere le prestazioni dei primi 5 uomini e delle prime 5 donne e confrontarle con tutte le altre manifestazioni internazionali del passato per renderci conto dove siamo arrivati. 

L’ultramaratona si sta scoprendo uno sport sempre in evoluzione con margini di miglioramento sempre più elevati. Basta crederci, impegnarsi, allenarsi, usare metodo e testa. In effetti il 5° uomo e la 5^ donna hanno fatto meglio dei vincitori del precedente campionato europeo. Con 273,003 km, il britannico Alan Daniel Lawson si è classificato 5° quest’anno con più chilometri rispetto al vincitore dei precedenti campionati europei il 26-27 maggio 2018 a Timisoara (ROU) dove vinse con 265,419 km il polacco Andrzej  Radzikowski. Per le donne stresso discorso, quest’anno al 5° posto si è classificata con 247,984 km la britannica Joanna (JoasiaZakrzewski, mentre i precedenti europei furono vinti con 243,355 km dalla polacca Patrycja Bereznowska. 
A chi dedichi questa prestazione e il personal best? Sarò ripetitivo, ma dedico tutto questo alle persone a me più vicine che sono i miei familiari, mia moglie e il coach Enrico. 
Cosa dicono di te tuo padre, allenatore, Paolo Bravi?
Sono tutti molto contenti. Papà per via del lavoro ha dovuto assistere alla gara da casa, ma era molto emozionato del risultato e dell’esperienza da me vissuta. Il coach è stato 24h a bordo pista ad assistere la gara e a incoraggiarmi ogni singolo secondo di gara. È stata la prima persona che ho abbracciato a fine gara. Abbiamo pianto entrambi come bambini. Paolo Bravi è una persona molto diplomatica e composta e non si sbilancia mai con i complimenti. Devo dire però che sia lui che Monica li ho visti soddisfatti per quanto fatto da tutti noi.  

Si tratta di uno sport di fatica ma ricco di sensazioni ed emozioni intense. Dietro l’atleta c’è un mondo di persone che tifa, sostiene, piange, si emoziona, abbraccia, si scompone. Un bel risultato condiviso con tanta gente cara. 
Cosa significa correre 245km in 24 ore?
Significa che bisogna crescere e provare a spingersi sempre oltre. Significa non soffermarsi su dove si è arrivati, ma prendere di riferimento un altro risultato più grande e dare tutto per raggiungerlo.  

Ogni gara è un pinto di arrivo, un test, e anche un punto di ripartenza per cercare di fare sempre meglio, di puntare sempre più in alto, spingersi un po’ oltre, guardare chi fa meglio e cercare di raggiungerlo ed eventualmente superare. 
Quando ti sei reso conto potevi fare il personal best? Andrea Caspani, fisioterapia della squadra e mio personale assistente di gara mi ha ricordato una cosa a distanza di qualche giorno. Ero seduto sotto il gazebo Italia a fare i conti con i mille problemi che avevo; mentre mancava ancora metà gara e gli ho detto: “Se mi riprendo, faccio il personale”. Ecco forse ero così determinato e focalizzato sull’obiettivo che per tutta la gara non ho fatto altro che pensare a questo. 

I
mportante avere sempre in mente l’obiettivo nonostante le crisi anche perché si è abituati a tutti, precedenti gare sono di insegnamento, nonostante tutto si può fare, mai mollare, sempre avanti con determinazione e convinzione. 

Matteo SIMONE 
Psicologo, Psicoterapeuta  
380-4337230 - 21163@tiscali.it 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grande atleta Alex ... e un gran bella persona... mi hai fatto emozionare lungo il tracciato di Verona ... ogni tuo passo era una grande emozione per me e per l'Abruzzo intero ... Grazie Alex ❤️💙

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