lunedì 21 dicembre 2020

Criceteam: 5 donne, lavoratrici, madri, amiche con la passione della corsa

 Matteo SIMONE

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In genere si dice che dalle avversità nascono delle opportunità, si parla di crescita post traumatica, si dice che dalle sconfitte si traggono insegnamenti, insomma tutte parole di resilienza che soprattutto in questo lungo periodo di pandemia, confusione, incertezza, destabilizzazione aiutano a restare in piedi con la voglia di andare avanti mettendo un po’ da parte mete, obiettivi e sogni.

Una mano ce la danno le nostre amiche podiste cricete che si sono ritrovate per passioni comuni e affinità diventando un riferimento per tanti e tante che sembrano abbiano bisogno di sostengo e motivazione per non mollare.

Hanno scelto la parola cricete perché come tanti altri hanno sperimentato lo sport da praticare e sulla loro pagina facebook è possibile leggere come nasce la loro idea:

L'idea del criceteam nasce durante la pandemia. Cricete perché́ ci siamo disperatamente legate a quel raggio di spostamento consentito: in quei 200 metri abbiamo corso inventandoci gare esclusive come la Maratona della Ruota. Ci siamo sostenute a distanza, senza arrenderci. Ci siamo galvanizzate a vicenda perché́ L'ALLEGRIA È CONTAGIOSA. Arriviamo con questo progetto che non sappiamo dove ci porterà̀, ma intanto partiamo insieme. L'allegra brigata di matte, lottatrici e sognatrici parte: chi corre con noi?

https://www.facebook.com/criceteam

Di seguito approfondiamo la conoscenza di alcune di loro attraverso risposte ad alcune mie domande.

Qual è stato il tuo percorso nello sport?

Sabri: “Come ogni bambina ho iniziato con la danza classica, proseguendo con la pallavolo e approdando consapevolmente al karatè in adolescenza.Un infortunio ha interrotto la mia ascesa verso la cintura nera (mi sono fermata alla marrone) e poco dopo, universitaria, ho iniziato a correre. Da lì, un po’ di tira e molla, il podismo non mi ha più abbandonata”.

Monica: “Ho fatto vari corsi da bambina, poi ho sempre fatto qualcosa, sci, un periodo calcetto, danza jazz, aerobica, e alcuni anni danza afro e latino americana. Ho sempre usato la bici anche e da alcuni anni pratico MTB e spinning. Mi sono avvicinata alla corsa 3/4 anni fa e mi sta appassionando moltissimo”.

Veronica: “Da piccola mi è sempre piaciuto e me la cavavo in diverse discipline. Il mio amore era la pallavolo, ma i miei genitori all'epoca non potevano permettersi di pagare l'iscrizione ad una scuola. Mi è sempre mancato questo. Finita la scuola, finito lo sport. Dovevo lavorare, creare la mia nuova vita con quello che sarebbe diventato mio marito. Non c'era tempo per cose ‘futili’. Solo dopo diversi anni ho capito che non mi piaceva del tutto la piega che stava prendendo la mia vita. Stress, sedentarietà, aspetto fisico... Dovevo fare qualcosa: ho iniziato a correre”.

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport?

Sabri: “Mi sono pentita di avere scoperto questa mia versione ‘tardi’. Pensando ai tanti anni senza marito, figli e troppe responsabilità. Il divertimento non è solo discoteca e serate interminabili. Ci sono tante amicizie e dinamiche diverse che si innestano grazie allo sport. Provare per credere”.

Monica:Non saprei. Ho due figli, uno vive di sport, l'altra non è interessata. Direi che ognuno segue la sua strada”.

Veronica:Provate! Troverete lo sport che vi fa sentire vivi! Vi fa stare bene!”.

 

Non c’è un’età per iniziare a correre e non c’è un’età per smettere. Prima o poi la corsa arriva nella vita di un a persona, si fa sempre i tempo a iniziare a correre per sperimentare soprattutto benessere da soli o in compagnia.

Cosa o chi contribuisce al tuo benessere e/o performance?

Sabri: “La mia cocciutaggine e costanza. Poi mio marito e mia mamma mi permettono di allenarmi tenendo la mia bimba 3enne”.

Monica:Il mio stato fisico. Purtroppo ho un ginocchio operato 2 volte di legamenti e menisco e il suo stato mi crea scompensi posturali che sfociano in contratture, dolori e stop forzati…mi curo e poi riparto. Spero di riuscire a correre ancora a lungo. Al mio benessere anche il mio gruppo di corsa e il mio compagno che mi sostiene”.

Veronica: “ Sicuramente il nostro gruppo è gran parte della mia forza. Senza di loro non sarei così costante. Poi anche mio marito che mi sostiene e a volte esce con me a correre mi sprona ad andare più forte”.

Cosa pensano familiari e amici della tua attività̀ sportiva?

Sabri: “In famiglia, dopo tempo, ho trovato appoggio. All’inizio non era così. Quando ho imparato a camminare con le mie gambe, da parte di mio marito è cambiato tutto. Mi appoggia in qualsiasi impresa. Sugli amici invece ho più difficoltà. I divanari faticano a comprendere e condividere, il segreto è farsi nuovi amici”.

Monica:I miei familiari e amici più stretti mi sostengono, alcuni degli altri pensano che io sia un po' fissata, ma bonariamente”.

Veronica: “Mio marito e mia figlia mi appoggiano, i miei genitori invece no. Non capiscono l'importanza che ha per me. Per evitare di sentirli brontolare, spesso non lo avviso neanche che partecipo a gare a meno che non siano lontane e debba stare fuori una notte”.

 

C’è sempre bisogno di qualcuno che sostiene e supporta per continuare a correre soprattutto se c’è qualcosa che rema contro come gli eventuali infortuni o i tanti impegni della vita familiare e lavorativa.

Quale esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare?

Sabri: “Ho dovuto affrontare molte cose brutte nella mia vita. Parlo di malattie, che mi hanno sottratto persone care e che a tratti minacciano di sottrarmele. Ma si può vincere”.

Monica:Essere riuscita a correre la mia prima mezza maratona a febbraio (la mia prima gara) e averne fatta un'altra a novembre...per me una grandissima soddisfazione”.

Veronica:Sono donna, ho partorito, cos'altro mi può fermare?”. 



Bisogna andare sempre avanti con le risorse residue con piani e programmi per raggiungere mete e obiettivi sfidanti cavalcando sempre l’onda del cambiamento.

Un episodio curioso o divertente nella tua pratica sportiva?

Monica:In MTB il mio gruppo CAI l'anno scorso mi ha portato in cima al Monte Cusna, una montagna alta 2121 m, è stato un giro molto divertente e insolito”.

Veronica:Gli accidenti tirati quando sbagli l'impostazione dell'allenamento sul Garmin”.

A cosa devi prestare attenzione nella pratica del tuo sport?

Sabri: “In un mondo sicuro solo agli infortuni. In questo mondo anche alla gente. Correndo all’alba, ogni tanto, capita di incontrare soggetti poco raccomandabili”.

Monica:A come appoggio il piede e alla postura per non farmi male, e cerco di controllare bene la frequenza cardiaca perché se accumulo lattato nei muscoli non vado più”.

Veronica:A non esagerare. L'ego a volte vi fa fare cose di cui potremmo pentirci portando a infortuni”.

 

Per ogni cosa che si fa bisogna essere molto attenti a non strafare, a sentire il  proprio corpo, ad apprendere dall’esperienza.

Hai rischiato di mollare?

Sabri: “Quando mio marito non mi appoggiava sì”.

Monica:Dopo i primi mesi si, e poi ogni tanto quando mi faccio male mi avvilisco un pochino

Veronica:Ogni volta prima di uscire per correre”.

Come hai superato crisi, sconfitte, infortuni?

Sabri: “Pensando al futuro. SEMPRE”.

Monica:Tenendo duro, seguendo i consigli della fisioterapista e della coach, facendo provvisoriamente sport di sostegno e parlandone con il mio gruppo di corsa Criceteam”.

Veronica:Per fortuna al momento non ho avuto crisi importanti o infortuni, ma so che posso contare sulle mie Criceteam”.

 

Non è facile allontanarsi da tavole, brande e divani, ma si può fare con fiducia in sé e soprattutto se si ha amici o un gruppo di riferimento che invogliano e coinvolgono.

Ritieni utile lo psicologo nello sport? Per quali aspetti e fasi?

Sabri: “Si. A livello amatoriale per riuscire a tenere la costanza e la motivazione per affrontare sfide da professionista. Vorrei correre una maratona. Penso di averla già nelle gambe ma è la testa che non deve mollare”.

Monica:Si. Per migliorare la prestazione e tenere duro, e per aiutare nelle fasi down”.

Veronica:Non ci ho mai pensato ma credo di sì. Forse per aiutare il raggiungimento di obiettivi molto importanti o per stop e infortuni”.

La tua situazione sportiva più̀ difficile?

Sabri: “Il post parto. Per ripartire serve tanta fatica, forza e determinazione”.

Monica:Quando non vedo miglioramenti, ma anzi a volte ho momenti di peggioramento della prestazione”.

Veronica: “Questo periodo di lockdown senza l'adrenalina delle gare. Non perché io abbia dei tempi da vittoria, ma per la privazione di tutte le emozioni che la gara comporta”.

 

A volte per raggiungere obiettivi sfidanti c’è bisogno di crederci, di avere un’alta motivazione, di saper affrontare, gestire e superare allenamenti duri, avversità, infortuni, crisi. Un grande lavoro fisico e mentale.

L'evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più̀ belle?

Sabri: “La mezza delle terre Verdiane. L’ho dedicata a mio padre e a tutti quelli che non possono più correre”.

Monica:Io mi emoziono ogni volta che raggiungo un obiettivo nuovo. Tante scalate in MTB e le gare di running; in particolare nella gara del giro del Lago di Resia di 15 km ho sofferto le salite e il freddo, ma l'emozione all'arrivo è stata forte”.

Veronica: “La mia prima mezza maratona: Verdi marathon a febbraio. Raggiunto obiettivo e figlia e marito al traguardo”.

 

Lo sport fa sperimentare non solo fatica ma anche sensazioni ed emozioni uniche soprattutto quando si arriva alla fine di una competizione o di un allenamento impegnativo, dove ci si accorge che tutto passa e che volere è potere.

Cosa hai scoperto di te stessa nello sport?

Sabri: “La tenacia. Correre una distanza prefissata mi dimostra ogni volta che posso fare qualcosa anche di grande nella vita”.

Monica:Mi rilassa, allenta le mie tensioni e mi dà la carica anche in momenti no. È un piccolo rifugio. Ho scoperto (ma già lo sapevo) che non mollo quasi mai”.

Veronica:Che spesso mi sottovaluto. Sono più forte e volenterosa di quanto penso”.

Ti ispiri a qualcuno?

Sabri: “Nessuno in particolare. Seguo molti atleti italiani. Baldini, Valeria Straneo, Sara Dossena”.

Veronica: “No. Ma spesso mi capita di pensare a Ramon Arroyo Prieto atleta affetto da sclerosi multipla che ha addirittura completato un iron man!”.

 

Il mondo dello sport fa scoprire di avere capacità e caratteristiche insospettabili.

Una parola o una frase che ti aiuta a crederci e impegnarti?

Sabri: “Non arrenderti mai”.

Monica:Muoviti”.

Veronica: “Piccoli passi, grandi obiettivi”.

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?

Sabri: “Maratona. Doveva essere quella di Reggio che, annullamento a parte non avrei potuto fare perché ho contratto il COVID”.

Monica:Migliorare i tempi ma senza soffrire, correndo con naturalezza”.

Veronica:La mezza maratona di Ravenna possibilmente migliorando i tempi”.

 

Nella mente dei podisti ci sono sempre allenamenti e gare da disputare incrementando chilometri o velocità.

Come ti vedi a 60 anni?

Sabri: “Prossima alla pensione (forse) e runner libera”.

Monica:Mi vedo esattamente così, anche perché non sono poi molto lontani”.

Veronica:Una nonna con le scarpe da corsa”.

Come hai scelto la tua squadra?

Sabri: Ci siamo scelte insieme. Ed è stata una delle cose più belle che mi sia mai capitata”.

Monica:Ci siamo trovate insieme... Dapprima quasi per caso, ma poi il legame è diventato sempre più importante. Siamo il gruppo che vogliamo essere”.

Veronica: “Non saprei. Forse il destino ha scelto per noi. È capitato quasi per caso e noi l'abbiamo coltivato”.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

380-4337230 - 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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