giovedì 26 febbraio 2015

Psicologia e sport per il benessere e la performance nella pratica sportiva

Matteo SIMONE

La Psicologia dello Sport (PdS) è una disciplina che si è sviluppata a partire dalla seconda metà degli anni ’60.

Primo congresso mondiale di Psicologia dello Sport venne tenuto a Roma nel 1965.
In tale occasione venne fondata la prima Società Internazionale di Psicologia dello Sport, l’International Society of Sport Psychology (ISSP), e Ferruccio Antonelli ne fu eletto presidente.
American Psychological Association, Division of Exercise and Sport Psychology (APA Division 47)
La psicologia dello sport è un campo multidisciplinare che interseca la psicologia, le scienze dello sport e la medicina.
L'APA riconosce la specializzazione in psicologia dello sport come una specializzazione post-lauream.
Le competenze riguardano l'allenamento delle abilità mentali degli atleti, il benessere degli atleti, i problemi sistemici associati alle organizzazioni sportive e agli aspetti sociali della partecipazione allo sport.
American Psychological Association, Division of Exercise and Sport Psychology (APA Division 47)
Alcune Pratiche e procedure:
- Formazione degli obiettivi e profilo di prestazione per atleti;
- Visualizzazione e pianificazione della prestazione per atleti;
- Incremento della fiducia in sé per atleti;
- Strategie di controllo della concentrazione e dell'attenzione;
- Interventi sull'abuso di sostanze negli atleti;
- Consulenza sull'Overtraining e sul Burnout;
- Infortunio atletico e riabilitazione.

L’obiettivo deve motivare, quindi avere degli effetti che possano generare benefici per la persona che lo persegue.
Cosa c’è di così importante per me nel raggiungimento di questo obiettivo?
E’ importante un lavoro di definizione degli obiettivi sfidanti, chiari, raggiungibili dal quale partire per individuare le risorse, qualità, caratteristiche occorrenti da acquisire o potenziare per raggiungere tali obiettivi.
La pratica di darsi obiettivi. Fai un programma dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e temporale?  E come?  Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena? (1)
Siamo tutti in grado di perseguire i nostri sogni e raggiungere obiettivi significativi
Immaginarsi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto: Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Dove? Con chi? Come ti senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Quali sono state le tue risorse? Come hai iniziato? Da dove sei partito? Quali difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?
E' stata firmata ad Ancona tra il comitato regionale del CONI Marche, l’Ufficio Scolastico Regionale per Marche e il CIP Marche, la convenzione per l'attuazione di accordi sui licei scientifici a indirizzo sportivo.
Tra gli Obiettivi educativi e formativi:
ART. 1
Consapevolezza delle proprie potenzialità fisiche e psicologiche
ART. 2
Educazione alla pratica sportiva, favorendo l’acquisizione di corretti stili di vita tra i giovani.
Rafforzare e diversificare le proposte di attività sportive sulla base di attitudini e capacità personali potenziando lo sviluppo della pratica sportiva tra le persone con disabilità.
Favorire la messa a disposizione di impianti sportivi per la pratica di discipline sportive da parte degli studenti.
Preparazione mentale: periodo di attento monitoraggio del contesto in cui si opera, un programma di Allenamento Mentale deve essere sviluppato insieme all’atleta individuando le sue specifiche potenzialità e/o problematiche e analizzando i suoi vissuti.
“Alleanza”. Necessario: stabilire una sorta di “alleanza” sia con gli atleti che con l’intero staff; la presenza di un clima di fiducia e di collaborazione reciproca con l’atleta e con le varie figure dell’equipe; coinvolgere anche l’allenatore, il preparatore atletico e gli altri professionisti.
Lo psicologo deve valutare il contesto dove andrà ad operare e sapere: cosa trova; chi trova; con chi opera; di cosa ha bisogno; quali problemi potrebbe avere.
Tailoring = intervento su misura. Dopo un’attenta analisi della domanda, si personalizzerà il progetto di lavoro in base alla personalità del cliente, alle sue specifiche esigenze, ai suoi obiettivi, ed alle sue richieste.
Le persone dotate di un buon senso di efficacia considerano il proprio stato di attivazione emotiva come qualcosa che facilita l’azione dando energia, mentre quelle sfiduciate vivono la stessa attivazione come debilitante.
Le fonti dell’autoefficacia: ESPERIENZA DIRETTA di successo, ESPERIENZA VICARIA (modelli di riferimento), PERSUASIONE VERBALE, GESTIONE STATI EMOTIVI.
Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito: quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?
L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà  è certamente la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia.
Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta.
Gli individui che dopo aver vissuto un evento negativo attivano un processo resiliente non rimangono “intrappolati” nel dolore ma risanano le ferite assumendosi il controllo della propria esistenza e riorganizzando la propria vita.
Come reagite voi a situazioni di estrema difficoltà?
-                      Alcuni esplodono a livello emozionale: vanno in escandescenza, vorrebbero scaricare su chiunque li circondi la loro rabbia e frustrazione. C’è anche chi si abbandona a violenze fisiche.
-                      Altri si comportano in modo opposto: implodono, entrando in uno stato di confusione e ottundimento. Si sentono così impotenti e travolti dagli eventi da non tentare neppure di affrontare la situazione.
-                      Alcuni tendono a raffigurarsi come vittime, rimproverando agli altri di distruggere la loro vita.
-                      C’è un gruppo, quello formato dalle persone che superano la difficoltà contingente, si sintonizzano rapidamente sulla nuova realtà e affrontano immediatamente le sfide che questa pone. Costoro si rimettono prontamente in piedi e spesso innescano una spirale positiva, più forti e migliori di prima.
Alcuni tipi di attività gradevoli accrescono la forza di resilienza. Il gioco, per esempio, contribuisce a sviluppare capacità fisiche, autocontrollo e conoscenze, oltre a migliorare la salute. I piacevoli momenti trascorsi con gli amici rafforzano il sistema immunitario e arricchiscono il patrimonio di risorse sociali cui si può attingere in tempi difficili.
Tra i fattori individuali che promuovono la resilienza vi sono: avere relazioni sociali intime; flessibilità/adattabilità (essere cooperativi, amabili e tolleranti e inclini al cambiamento); essere assertivi e saper chiedere aiuto; sensibilità interpersonale; autoefficacia; locus of control interno; capacità di porsi obiettivi e di trovare strategie adeguate per conseguirli; progettualità futura; ottimismo; senso dell’umorismo; rete sociale di supporto informale.
La visione di questo filmato è consigliabile per trasmettere il messaggio che "Più grande è la lotta più glorioso è il trionfo" e che "Puoi fare qualsiasi cosa":
http://www.youtube.com/watch?v=IHdxs1WNHMo Will cade, cade in acqua, soffoca, l’acqua entra nei polmoni. Mentre tutti, spaventati, cercano Will disperatamente, lui riemerge dall’acqua, felice. Il suo adorato bruco non c’è più: ne è volata via una bellissima farfalla.
Il segreto sta nel fare una cosa alla volta, essere presenti, nel posto in cui dobbiamo essere.
Bisogna essere sempre nel qui-e-ora, e appena ci accorgiamo di esserci assentati con la mente, cerchiamo di riportarla al momento presente.
(qual è il mio compito ora).
Il più delle volte non siamo concentrati su ciò che facciamo.
Ad esempio, quando mangiamo spesso non gustiamo i sapori o il momento di relax perché la mente comincia a pensare che tra un'ora dovremo fare questo e quello.
Il respiro rappresenta la nostra “ancora” al presente. Prestarvi attenzione significa mantenere la consapevolezza delle sensazioni momento per momento. Non dobbiamo cambiare il ritmo del respiro, solo ascoltare le sensazioni che ci fa sperimentare.
Sforzandoci di fissare l’attenzione sul respiro impariamo a rimanere nella realtà del momento presente. (Centrarsi sul qui e ora). Questo istante, il presente, è proprio il più importante. Questo è un breve esercizio di mindfulness.
Riepilogando: sport quale performance, esercizio fisico per il benessere psicofisico, importanza dell’allenamento mentale, obiettivi, autoefficacia, resilienza, consapevolezza.

Bibliografia
- Bandura A., Il senso di autoefficacia. Aspettative su di sé e azione, Erickson, Trento, 1996.
- CANTARO F., GUASTALLA G., Il segreto della PNL, Sonda, 2009.
 - KABAT-ZINN J., Dovunque tu vada ci sei già. In cammino verso la consapevolezza, Tea pratica, Milano, 2013.
- Simone M., Doping Il cancro dello sport, Edizioni Ferrari Sinibaldi, Milano, 2014.
- Simone M., Psicologia dello sport e non solo, Aracne editrice, Roma, 2011.
- Simone M., Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico. Dal benessere alla prestazione ottimale, Sogno Edizioni, Genova, 2013.
- Simone M., O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Edizioni ARAS, Fano, 2013.
- Simone M., Sviluppare la Resilienza Per affrontare crisi, traumi, sconfitte nella vita e nello sport. MJM, Meda (MI), 2014.

380.4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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