martedì 24 febbraio 2015

Per dire ancora una volta NO AL DOPING

Aumentano sempre di più i messaggi e le iniziative per combattere l’epidemia del DOPING che cerca di sconfiggere lo sport. Ma lo sport praticato in maniera corretta e con il rispetto delle regole fa tanto bene per la salute psicofisico e quindi è importante da parte di tutti, cittadini, associazioni ed istituzioni mobilitarsi per una corretta informazione e sensibilizzare alla pratica dello sport quale attività aggregativa e senza scorciatoie.
Nel libro “Mondo doping” sono riportate spontanee dichiarazioni che il 13 dicembre 2001 Barbi riportata ai Carabinieri dei NAS: “Sono un atleta della maratona già appartenente alla Società Cover di Verbania ed alla nazionale Italiana di atletica. Sono stato trovato positivo al test epo ai controlli antidoping agli scorsi mondiali tenutisi nell’agosto 2001 in Canada ad Edmington. In relazione a tale positività mi è stata inflitta, dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera e dalla Federazione Internazionale, una squalifica di 4 anni. Questo episodio ha cambiato la mia vita: al di là dell’allontanamento dallo sport che amo mi ha profondamento colpito anche per motivazioni di carattere morale: ho una bambina di nove anni che sta iniziando ora l’attività atletica, voglio quindi contribuire a farla crescere in un mondo sportivo pulito ed allo stesso tempo voglio riacquistare il più possibile la credibilità ed il rispetto dell’opinione pubblica. Per questo ho deciso di rivolgermi a qualcuno per raccontare il reale svolgimento dei fatti e tutto quello che è a mia conoscenza sulla piaga del doping, con la speranza di contribuire a migliorare le cose. Ho fatto uso di eritropoietina per migliorare i miei risultati sin dal giugno 1998, prima della maratona di New York nella quale mi qualificai 6°.”
Importanti sono anche i messaggi degli organizzatori di gare. Mi ha sorpreso positivamente il messaggio trasmesso in occasione della ROMA DUATHLON RANK che riportava sulla locandina della gara le seguenti comunicazioni inerenti il doping:
Abuso di droghe o sostanze dopanti
-  Gli atleti devono competere in uno stato di salute ottimale ed evitare sempre l’uso di sostanze dopanti o ritenute dannose per la salute.
-  Gli atleti devono conoscere e rispettare le norme sportive antidoping e le disposizioni in materia del coni e della Wada.
-  Gli atleti sono responsabili della conoscenza del regolamento antidoping e in modo particolare della lista aggiornata delle sostanze proibite.
-  Tutti gli atleti tesserati devono sottoporsi, quando richiesto, ai controlli antidoping.
Tra le iniziative lodevole quella organizzata il 24 febbraio da Purosangue Team, e cioè una corsa di gruppo, gratuita per dire ancora una volta NO AL DOPING. Raduno e partenza presso la sede del negozio LBM - Via Tuscolana 187a alle ore 20.00 circa.
Si percorrerò un giro nel centro di Roma (8km in totale, con un passo alla portata di tutti) con una tappa sulla scalinata del Campidoglio, per poi tornare indietro al negozio LBM e consumare un piccolo ristoro con saluti e commenti della corsa tra amici.
Per coloro che parteciperanno in regalo la nuova maglia tecnica adidas del Progetto Purosangue.
Il FlashRome non è qualcosa di organizzato ma sono semplici podisti che attraverso il tam tam si incontrano per correre insieme. Il traffico non sarà chiuso, ci sarà qualche bicicletta che scorterà lungo il tragitto. Non è una gara, l'andatura sarà lenta.

Bibliografia
Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, 2007.
Simone M., Doping. Il cancro dello sport, Edizioni FerrariSinibaldi, Milano, 2014, pp.69-73.
Simone M., Psicologia dello sport e dell'esercizio fisico. Dal benessere alla prestazione ottimale, Sogno Edizioni, Genova, 2013 , p. 127.
Bardelli R., Mondo doping. Angeli, demoni e furbetti nello sport, Bradipolibri Editore, Torino, p. 280-281.


Psicologo Psicoterapeuta
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